Nella liquidazione del patrimonio l’opzione Iva è del sovraindebitato

Veniva proposta istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate in relazione a un procedimento di liquidazione del patrimonio ex legge n. 3/2012 (legge su sovraindebitamento). Nello specifico, l’istante riferiva di essere stato nominato dal Tribunale come liquidatore del patrimonio del debitore-sovraindebitato nella procedura di liquidazione del patrimonio e di aver assunto, conseguentemente, l’amministrazione del suddetto patrimonio, provvedendo a porre in essere le procedure competitive di liquidazione dello stesso. Poiché nel patrimonio del debitore erano compresi alcuni beni immobili per i quali è possibile esprimere, nell’atto di cessione, l’opzione per l’imponibilità Iva di cui all’art. 10, c. 8-ter D.P.R. n. 633/1972, il liquidatore chiedeva di conoscere quale fosse il soggetto a cui spettasse la legittimazione a esercitare tale facoltà: il debitore-sovraindebitato o il liquidatore.
Ad avviso dell’istante-liquidatore il soggetto legittimato ad esercitare l’opzione per l’imponibilità Iva sarebbe il debitore-sovraindebitato in quanto la legge n. 3/2012, che disciplina la procedura di liquidazione del patrimonio, non attribuisce al liquidatore compiti di rappresentanza né pone espressamente in capo allo stesso l’obbligo di adempiere agli oneri fiscali. Inoltre, il decreto di apertura della procedura di liquidazione è espressamente equiparato, dall’art. 14-quinquies legge n. 3/2012, ad un atto di pignoramento, con la conseguenza che dovrebbe applicarsi il principio, proprio delle esecuzioni ordinarie, secondo cui gli adempimenti fiscali restano a carico del debitore-esecutato.
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta 10.12.2018, n. 104, ha evidenziato che, con il decreto di apertura della procedura (equiparato all’atto di pignoramento, con determinazione di un’indisponibilità relativa dei beni da liquidare), il giudice ordina anche lo spossessamento degli stessi in favore del liquidatore.
Per effetto di tale spossessamento il debitore perde il potere di disposizione e di amministrazione del suo patrimonio, ma ne conserva la titolarità giuridica e, conseguentemente, la soggettività passiva d’imposta, finché non si perfeziona la cessione dei singoli beni a favore di soggetti terzi. Ciò, troverebbe conferma, ad avviso dell’Agenzia delle Entrate, nel fatto che la legge n. 3/2012 non riconosce espressamente in capo al liquidatore una soggettività, anche fiscale, diversa e alternativa a quella del sovraindebitato o, comunque, non gli attribuisce una rappresentanza fiscale dello stesso.
Pertanto, l’Agenza delle Entrate ha concluso che il soggetto legittimato all’esercizio dell’opzione per l’imponibilità Iva è il debitore-sovraindebitato, in quanto titolare del diritto di proprietà sul bene oggetto di cessione.

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Data Pubblicazione: 08/01/2019

Scritto da: Andrea Guerra

Pubblicato su: RATIO QUOTIDIANO

Fonte https://www.ratio.it/ratioquotidiano/nella-liquidazione-del-patrimonio-lopzione-iva-e-del-sovraindebitato