Regole bancarie, PMI alla sfida dei nuovi canali di finanziamento

La sostenibilità del modello di business è divenuto un punto di crescente attenzione nelle scelte strategiche delle banche e anche delle autorità di vigilanza. Discutere della sostenibilità del modello di business di una banca, implica una riflessione sulla combinazione delle aree di affari e dei segmenti di clientela, sulle modalità con le quali essa organizza i processi produttivi e articola i propri assetti distributivi. L’intermediazione creditizia tradizionale è divenuta sempre meno redditizia. Per questo motivo da più parti ci si chiede se le eventuali modifiche nel modello di business spingeranno le banche a ridurre drasticamente l’offerta di credito tradizionale per spostarsi verso aree di business maggiormente redditizie. Nell’attuale contesto bancario italiano sembra opportuno interrogarsi su come le banche dovranno riorganizzare o stanno già riorganizzano la loro attività di credito. E’ certo che la pressione che le banche subiscono abbia già sollecitato una riconsiderazione delle modalità di gestione del credito. Le regole definite dalla Bce comportano che, le banche dovranno dimostrarsi in grado di gestire in modo efficiente i nuovi crediti, attraverso processi di valutazione rigorosi e attivare processi altrettanto rigorosi di monitoraggio.

Questi elementi regolamentari interessano tutte le banche europee, applicandosi allo stesso modo alle banche più grandi e alle banche minori. Pensando al mercato bancario italiano non dimentichiamo anche che la creazione dei gruppi delle banche di credito cooperativo, trasformerà a breve quella componente del sistema bancario nazionale tradizionalmente considerata vicina ai territori e la costringerà ad adeguarsi alle prescrizioni applicate alle banche di più grandi dimensioni. Non è possibile dire se tutto ciò finirà per determinare una contrazione dell’offerta di credito, ma certamente ha l’effetto di introdurre in capo alle banche elementi di selettività maggiori e approcci più rigorosi alla gestione del credito. Benché la quota del debito bancario sul totale delle passività finanziarie per la generalità delle imprese sia scesa dal 2011 al 2017 dal 25% al 19%, tale quota resta significativamente più elevata rispetto al dato per le imprese europee. Lo scenario che si prospetta potrebbe determinare una crescita della competizione tra canali di finanziamento alternativi a quelli bancari, anche in conseguenza della maggiore selettività delle banche.

Il nuovo scenario regolamentare che si sta delineando comporterà una profonda evoluzione culturale in termini di approccio al sistema creditizio. Le PMI che riusciranno ad adattarsi per tempo al cambiamento in corso saranno in grado di intercettare e beneficiare delle risorse finanziarie che il sistema metterà a loro disposizione.

Il dossier rating, strumento proposto da CONSULTING FOR INNOVATION SRL, consente una periodica valutazione del merito creditizio della PMI in linea con i criteri applicati dal sistema creditizio

 

Data Pubblicazione: 07/09/2018
Scritto da: Rossella Locatelli
Pubblicato su: IL SOLE 24 ORE

Anomalie bancarie

Anomalie bancarie con Consulting for Innovation

Consulting for Innovation si occupa di anomalie bancarie, assiste e accompagna la clientela in tutte le fasi giudiziali e stragiudiziali del processo.

Le anomalie bancarie sono diventate uno dei principali problemi che permeano la relazione fra cliente e sistema bancario / finanziario. Tale problematica è divenuta sempre di maggiore attualità a causa della forte pressione competitiva che permea i mercati e che ha ridotto i margini operativi delle aziende, che hanno così visto aumentare – proporzionalmente – l’impatto dei costi legati alla fruizione dei vari prodotti bancari.

Tali fattori, unitamente alla profonda e lunga crisi economica, hanno creato una situazione di enorme difficoltà per le imprese e per le famiglie, generando delle grosse problematiche nei rapporti con gli istituti di credito.

La relazione che intercorre fra cliente e sistema bancario / finanziario è caratterizzata da una pressoché totale disinformazione che genera un’ASIMMETRIA INFORMATIVA a favore delle banche. Tutto ciò consente agli istituti di Credito di poter mettere in campo dei servizi e dei prodotti con vantaggi e garanzie quasi sempre in loro favore, applicando contratti ed interessi che spesso vanno anche al di là dei limiti e delle regole giuridiche e facendo sorgere anomalie bancarie.

Tale situazione è individuabile nella scarsità di controlli nel settore, che – sia in passato che tutt’oggi – è ascrivibile solo a Banca d’Italia.

Va ricordato, a tal proposito, che trattandosi di un organo privato e non pubblico – il 95 % della proprietà è delle stesse banche che sono al contempo sia il controllore che il controllato – diventa difficile effettuare una vigilanza corretta e puntuale. Questo fa sì che la possibilità di trovarsi di fronte ad anomalie bancarie sia crescente.

CONSULTING FOR INNOVATION, attraverso l’operato professionale, eticamente consapevole e profondamente affidabile, consente alla clientela di stabilire, in prima istanza, se sia stata violata la normativa esistente da parte degli istituti di credito individuando tutte le irregolarità attuate, in seconda battuta, si propone di accompagnare il cliente attraverso tutte le fasi processuali ed extra – processuali con l’obbiettivo di vederne riconosciuti i diritti.

Lo studio delle problematiche dei clienti e la definizione e individuazione delle soluzioni da mettere in campo è realizzata dalla Consulting for Innovation a titolo non oneroso.

Il cliente sarà chiamato a investire delle risorse solo dopo aver preso conoscenza della soluzione alle sue difficoltà operative / gestionali / finanziarie. A quel punto il soggetto potrà liberamente e autonomamente decidere se procedere o meno acquistando il servizio, non avendo contratto in precedenza alcun tipo di vincolo contrattuale per la prima analisi di studio.