Pace fiscale: il nuovo servizio web

È partito in questi giorni il nuovo servizio web per richiedere il conto della cosiddetta Rottamazione-Ter delle cartelle esattoriali. La comunicazione è arrivata dall’Agenzia delle entrate in questi giorni.

La prima rata andrà versata entro il 31 Luglio, da parte di chi ha aderito alla definizione agevolata delle cartelle. I contribuenti, quindi, potranno richiedere, in vista della scadenza, l’elenco dei debiti rottamati ed i bollettini per effettuare il pagamento, direttamente on line.

Ciò che potranno consultare, in modo semplice e veloce, sarà la copia della “Comunicazione delle somme dovute” che l’Ente della riscossione ha già inviato in risposta a tutte le domande di adesione della Rottamazione-Ter presentate entro il 30 aprile 2019.

Inoltre, rimane la possibilità di controllare l’elenco dei debiti, accedendo alla propria area riservata, utilizzando le credenziali personali di accesso.

Ricordiamo che, il nuovo termine per la presentazione delle domande di adesione alla Rottamazione-Ter è stato prorogato al 31 luglio.

Per chi dovesse aderire in questa seconda fase L’ Agenzia delle Entrate-Riscossione invierà le risposte ai contribuenti entro il 31 ottobre.

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Finalmente Proroga! Pace Fiscale, rottamazione ter e saldo e stralcio: come funzionano e chi può aderire!

La pace fiscale verrà prorogata fino a fine luglio: chi vuole aderire alla rottamazione ter e al saldo e stralcio ha quindi ancora tempo, dopo la chiusura dei termini arrivata ad Aprile. I contribuenti italiani che hanno un debito da saldare con il fisco, relativo al periodo che va da 2000 al 2017, hanno quindi un’altra opportunità di pagare senza incorrere in sanzioni e interessi. A confermare la proroga è stato il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. Il governo punta a ottenere fino a 5 miliardi di euro riaprendo la rottamazione ter, introdotta dal governo guidato da Giuseppe Conte sulla scia di quanto fatto nelle due precedenti versioni della rottamazione delle cartelle degli scorsi anni. La pace fiscale era stata aperta per il pagamento delle imposte e dei contributi relativi alle cartelle esattoriali del periodo 2000 – 2017. E si era chiusa il 30 Aprile. Hanno aderito 1,7 milioni di contribuenti, con un incasso per lo Stato da 16 miliardi di euro in cinque anni.

La proroga verrà inserita con un emendamento al decreto Crescita. Potrebbe essere accompagnata, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, da una pace fiscale per le imprese in crisi, che la Lega sarebbe pronta a portare in Consiglio dei Ministri.

È necessario fare un chiarimento sulla proroga, non riguarderà anche il 2018, ma solo gli anni già previsti dalla pace fiscale, come aveva fatto sapere il sottosegretario Bitonci.

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Decreto Crescita: Pace Fiscale estesa al bollo auto, multe e tasse gestiste dai comuni.

Con le novità previste dal Decreto Crescita la pace fiscale si estende anche a multe, bollo auto non pagato e tutte le ingiunzioni di pagamento relative a tributi locali come anche Imu, Tasi e Tari. Il DL Crescita approvato dal Governo il 4 aprile 2019 conferma che sarà possibile beneficiare del mini condono delle cartelle anche per le tasse di competenza di comuni, province e regioni relative a debiti e cartelle del periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017. Ai contribuenti sarà offerta la possibilità di pagare i debiti maturati con lo stralcio di sanzioni ed interessi, così come previsto per la rottamazione ter delle cartelle. Ad oggi la pace fiscale per cartelle relative al mancato pagamento delle tasse locali, aventi ad oggetto tasse automobilistiche o sulla casa (la IUC, somma di IMU, TASI e TARI) riguarda esclusivamente i ruoli di competenza dell’Agenzia Entrate Riscossione. La novità consentirà a regioni, comuni, province e città metropolitane di scegliere se estendere la pace fiscale anche ad ingiunzioni e ruoli di propria competenza per tutte le cartelle escluse dall’ambito di applicazione della rottamazione ter o del saldo e stralcio in quando non di competenza dell’ex Equitalia. L’obiettivo è quello di consentire agli enti locali di scegliere la via della rottamazione anche per le cartelle il cui onere di riscossione è stato affidato a società private diversa dall’ex Equitalia, ora Agenzia delle Entrate Riscossione. Così, la pace fiscale prevista dal Decreto Crescita si estende anche ai tanti contribuenti destinatari di un’ingiunzione di pagamento in merito alle tasse automobilistiche, multe così come alle tasse sulla casa. La rottamazione delle cartelle per le tasse locali riprenderà le regole basilari previste per la pace fiscale “nazionale”: saranno ammessi i contribuenti con ruoli relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017, i quali potranno beneficiare dello stralcio di sanzioni ed interessi maturati. Sarà il singolo Comune, Regione, Provincia o Città metropolitana a dover dare il via libera alla nuova pace fiscale per le tasse locali. Gli enti avranno a disposizione 60 giorni di tempo per decidere se aderire o meno alla rottamazione delle cartelle affidate ad agenzie private di riscossione.

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Ultima corsa per la rottamazione e saldo e stralcio, 460 mila le domande già presentate.

Siamo arrivati alla terza scadenza per la rottamazione e saldo e stralcio delle cartelle di ex Equitalia eppure sono ancora molti i contribuenti che continuano ad usufruirne. A differenza del passato ce la possibilità di utilizzare un piano di pagamento molto più lungo: da 10 a 15 rate distribuite in 5 anni, in base alla presentazione della domanda, ovvero se si è già usufruito della rottamazione oppure se è la prima volta. La scadenza finale è fissata in data 30 Aprile, le domande già presentate come annuncia il Sole 24 ore sono 460 mila.

Per presentare le istanze c’è la possibilità di usufruire del portale di agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader). Ulteriori mezzi per l’invio della domanda sono le caselle Pec oppure il tradizionale sportello di Ader.

Dalle prime statistiche si rileva come ad usufruirne maggiormente sono i contribuenti con importi dovuti sopra i 100 mila euro, ben il 55%, mentre per i micro-debiti solo l’1,8%.

 

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Fonte Sole 24 Ore

Crisi da sovraindebitamento, saldo e stralcio al 10%

Persone fisiche in procedura di liquidazione in base alla legge sul sovraindebitamento: saldo e stralcio al 10%, condono sul 90% del debito.

Il saldo e stralcio previsto dalla manovra 2019 contiene anche una misura che consente ai contribuenti in procedura di liquidazione prevista dalla legge sul sovraindebitamento di saldare i debiti versando un’aliquota del 10%. La norma è contenuta nel comma 188 della legge 145/2018 e si applica alle sole persone fisiche per cui è stata aperta, alla data di presentazione della dichiarazione di cui al comma 189 della manovra, la procedura di liquidazione di cui all’articolo 14-ter della legge 3/2012 (salva suicidi). Si tratta della norma che riguarda le crisi da sovraindebitamento dei soggetti non fallibili, ai quali cioè non si applica la legge fallimentare. Ebbene, il saldo e stralcio consente alle persone fisiche che sono in questa situazione di sanare le pendenze fiscali e contributive (ovvero, quelle ammissibili al saldo e stralcio) con uno sconto del 90%. Questi contribuenti possono accedere al saldo e stralcio indipendentemente dal requisito ISEE.

Come specifica la sintesi della legge, riportata dall’AdER (Agenzia delle Entrate – Riscossione): “possono aderire al “Saldo e stralcio”, sempre per i debiti rientranti nell’ambito applicativo della norma, anche i contribuenti (solo persone fisiche) per i quali, indipendentemente dal valore ISEE del proprio nucleo familiare, alla data di presentazione della dichiarazione di adesione alla Definizione, sia stata aperta la procedura di liquidazione di cui all’articolo 14-ter della Legge, n. 3/2012.In questo caso, per i soggetti rientranti in tale fattispecie, l’importo da pagare a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione è pari al 10% di quello dovuto.”

Le modalità di adesione sono le stesse previste per gli altri contribuenti che aderiscono al saldo e stralcio, quindi bisogna presentare la domanda entro il 30 aprile 2019. In questo caso, è necessario anche allegare copia conforme del decreto di apertura della liquidazione previsto dall’articolo 14-quinquies della legge 3/2012. Il pagamento delle somme dovute potrà essere effettuato in un’unica soluzione, entro il 30 novembre 2019, oppure in cinque rate così modulate: il 35% con scadenza il 30 novembre 2019, il 20% entro il 31 marzo 2020, e tre rate pari al 15% con scadenza 31 luglio 2020, 31 marzo 2021 e 31 luglio 2021.

 

La legge 3 consente di accedere ad una procedura che facilita il risanamento dei debiti, attraverso un piano di rientro che permetterà al debitore di ridurre il debito. I professionisti della Consulting for innovation hanno maturato esperienza nel campo che riguarda la legge del sovraindebitamento, con l’obiettivo di supportare persone fisiche e soggetti economici attraverso soluzioni professionali e orientate al cliente.

 

Data Pubblicazione: 11/01/2019

Scritto da: Barbara Weisz

Pubblicato su:  PMI

Fonte https://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/289842/crisi-da-sovraindebitamento-saldo-e-stralcio-al-10.html

 

Nella liquidazione del patrimonio l’opzione Iva è del sovraindebitato

Veniva proposta istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate in relazione a un procedimento di liquidazione del patrimonio ex legge n. 3/2012 (legge su sovraindebitamento). Nello specifico, l’istante riferiva di essere stato nominato dal Tribunale come liquidatore del patrimonio del debitore-sovraindebitato nella procedura di liquidazione del patrimonio e di aver assunto, conseguentemente, l’amministrazione del suddetto patrimonio, provvedendo a porre in essere le procedure competitive di liquidazione dello stesso. Poiché nel patrimonio del debitore erano compresi alcuni beni immobili per i quali è possibile esprimere, nell’atto di cessione, l’opzione per l’imponibilità Iva di cui all’art. 10, c. 8-ter D.P.R. n. 633/1972, il liquidatore chiedeva di conoscere quale fosse il soggetto a cui spettasse la legittimazione a esercitare tale facoltà: il debitore-sovraindebitato o il liquidatore.
Ad avviso dell’istante-liquidatore il soggetto legittimato ad esercitare l’opzione per l’imponibilità Iva sarebbe il debitore-sovraindebitato in quanto la legge n. 3/2012, che disciplina la procedura di liquidazione del patrimonio, non attribuisce al liquidatore compiti di rappresentanza né pone espressamente in capo allo stesso l’obbligo di adempiere agli oneri fiscali. Inoltre, il decreto di apertura della procedura di liquidazione è espressamente equiparato, dall’art. 14-quinquies legge n. 3/2012, ad un atto di pignoramento, con la conseguenza che dovrebbe applicarsi il principio, proprio delle esecuzioni ordinarie, secondo cui gli adempimenti fiscali restano a carico del debitore-esecutato.
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta 10.12.2018, n. 104, ha evidenziato che, con il decreto di apertura della procedura (equiparato all’atto di pignoramento, con determinazione di un’indisponibilità relativa dei beni da liquidare), il giudice ordina anche lo spossessamento degli stessi in favore del liquidatore.
Per effetto di tale spossessamento il debitore perde il potere di disposizione e di amministrazione del suo patrimonio, ma ne conserva la titolarità giuridica e, conseguentemente, la soggettività passiva d’imposta, finché non si perfeziona la cessione dei singoli beni a favore di soggetti terzi. Ciò, troverebbe conferma, ad avviso dell’Agenzia delle Entrate, nel fatto che la legge n. 3/2012 non riconosce espressamente in capo al liquidatore una soggettività, anche fiscale, diversa e alternativa a quella del sovraindebitato o, comunque, non gli attribuisce una rappresentanza fiscale dello stesso.
Pertanto, l’Agenza delle Entrate ha concluso che il soggetto legittimato all’esercizio dell’opzione per l’imponibilità Iva è il debitore-sovraindebitato, in quanto titolare del diritto di proprietà sul bene oggetto di cessione.

Con la legge sul sovraindebitamento le persone fisiche e le famiglie possono risanare la propria condizione debitoria cercando un accordo con i creditori dinanzi al giudice. L’accordo in questione può essere molto vantaggioso per giungere ad un saldo e stralcio delle singole posizioni debitorie con società finanziarie, banche, Fisco, Equitalia e qualsiasi altro tipo di creditore. La Consulting for innovation assiste persone fisiche e soggetti economici attraverso soluzioni professionali e orientate al cliente.

 

Data Pubblicazione: 08/01/2019

Scritto da: Andrea Guerra

Pubblicato su: RATIO QUOTIDIANO

Fonte https://www.ratio.it/ratioquotidiano/nella-liquidazione-del-patrimonio-lopzione-iva-e-del-sovraindebitato