innovazione

Per avere successo nell’Era dell’Industria 4.0 è necessario formare e formarsi!

La Tecnologia ha ormai, da diverso tempo, influenzato tutti i settori professionali, grazie allo sviluppo del digitale, che rappresenta un grande fattore di cambiamento anche nell’ambito lavorativo.

Gabriella Bocca, in occasione del roadshow organizzato dalla Piccola Industria di Confindustria, in collaborazione con Audi, che inizia il 26 giugno a Ivrea sostiene che  «Il vero discrimine non è rappresentato dalle dimensioni di una impresa, ma dalla capacità di innovare velocemente guardando al mercato, la digitalizzazione la fanno le aziende eccellenti, anche di piccole e medie dimensioni e sul territorio abbiamo molte pmi leader di mercato nei loro settori». Continua Carlo Robiglio «Il 96% dei beneficiari – cita – a cui corrisponde il 66% degli investimenti incentivati, è composto da imprese con meno di 250 dipendenti. Il 35% degli investimenti 4.0 si riferisce poi a imprese con meno di 50 addetti. Questo significa che le pmi hanno investito ed investono molto in innovazione».

Per chi si sta formando adesso, o per chi è già un leader, ciò che in questo periodo è necessario e fondamentale riguarda l’aspetto delle competenze. Il formarsi su competenze che il cambiamento digitale richiede rappresenta una priorità, una conditio sine qua non per rimanere o entrare all’interno del mercato del lavoro, in ogni settore. Il supporto della tecnologia, delle macchine dotate di intelligenza artificiale, può rappresentare un’arma a doppio taglio, se da una parte è un grande supporto, dall’altro è necessario possedere delle competenze per poterla guidare. Ciò che quindi farà la differenza nell’immediato futuro non saranno in realtà le tecnologie che si utilizzeranno. Ma il capitale umano, la formazione di quest’ultimo. Senza la formazione delle persone, le tecnologie serviranno a ben poco.

Consulting for Innovation, società di consulenza proattiva alle imprese, supporta le imprese a 360° e si impegna da sempre nel sostenere i processi di digitalizzazione come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato. Organizza Corsi di Formazione per Imprenditori, fondamentali per guidare al meglio la propria azienda, in un era di continuo cambiamento.

Le innovazioni tecnologiche invadono il mondo professionale

 

Che le innovazioni tecnologiche abbiano invaso anche il mondo del lavoro non è una novità, ma ciò che occorre sottolineare è la necessità che si ha delle innovazioni, ormai in ogni ambito, che incide in modo evidente su più fronti. Ma per ottenere il massimo dalle nuove tecnologie è fondamentale una formazione continua ormai imposta dalla trasformazione digitale, adeguando, quindi, le competenze e le risorse necessarie. Il cambiamento deve partire dai vertici aziendali incoraggiando le risorse ad un aggiornamento continuo.

La Consulting for innovation consapevole dell’importanza della trasformazione digitale, con il suo team di professionisti specializzati in più settori, fornisce le informazioni necessarie per aiutare gli imprenditori a diminuire questo gap culturale nei confronti delle innovazioni tecnologie.

 

 

 

Fonte https://www.pmi.it/professioni/strategie-e-tecniche/290620/hi-tech-nel-lavoro-trend-2019.html

Pubblicato il 21/01/2019

su PMI

Il mercato del lavoro negli ultimi anni è stato letteralmente invaso dalle innovazioni tecnologiche, destinate a incidere in modo evidente su più fronti, dalla gestione delle risorse umane alle strategie di sviluppo. Per ottenere il massimo dalle nuove tecnologie, tuttavia, manager e responsabili HR sono chiamati a seguire le tendenze più attuali cercando di adeguare competenze e risorse alle necessità imposte dalla trasformazione digitale.

Hays ha individuato i principali trend che caratterizzeranno il 2019.

  1. Aggiornamento continuo
    Tenere il passo con i cambiamenti generati dallo sviluppo tecnologico significa offrire ai dipendenti strumenti e soluzioni per potenziare le skill tecnologiche, un aggiornamento flessibile e continuo.
  2. Dall’email alla chat
    L’email è ancora il canale di comunicazione più usato in ambito professionale, tuttavia molti professionisti si interfacciano con clienti, fornitori e partner usando i nuovi sistemi di messaggistica istantanea come Facebook Messenger e WhatsApp.
  3. Automazione: minaccia o opportunità?
    L’automazione di molti processi può essere percepita come una minaccia per la forza lavoro, tuttavia è fondamentale che i leader aziendali comunichino ai lavoratori in modo corretto il reale potenziale di crescita e le nuove opportunità che ne possono derivare.
  4. L’importanza della Employee Experience
    Employee Experience e Brand Reputation tenderanno a fondersi sempre di più, un aspetto di cui i responsabili aziendali devono tenere conto in modo prioritario.
  5. Innovazione e cambiamento culturale
    Favorire l’ingresso delle innovazioni tecnologiche presuppone un cambiamento culturale che dovrebbe partire dai vertici aziendali, chiamati a incoraggiare un ambiente professionale caratterizzato da collaborazione, apertura e flessibilità.

La rivoluzione digitale corre, “va gestita per non subirla”

L’attesa inerme della rivoluzione digitale e dei suoi impatti sul mercato del lavoro potrebbe rivelarsi un errore definitivo e irrimediabile. È senz’altro difficile prevedere se l’intelligenza artificiale amplierà o restringerà i confini dell’occupazione.  Se l’innovazione digitale sarà trasformata in un freno alla fuga di cervelli. O ancora se chi è disoccupato oggi avrà più possibilità di essere occupato domani.  Ed è proprio l’imprevedibilità che dovrebbe spingere le aziende, le università, i centri di ricerca, le associazioni, i sindacati e anche la politica su una strada più concreta e responsabile.

È un auspicio urgente, e ampiamente condiviso, quello emerso in occasione del secondo appuntamento con i “Talks on Tomorrow”, il ciclo di incontri dedicati al futuro    ideato    da    Repubblica   ed H­Fa1m. Il rapporto uomo­robot è riuscito facilmente a scaldare gli animi dell’evento organizzato in collaborazione con EY, andato in scena lo scorso martedì nello Spa­ zio Base di Milano. Non poteva es­ sere altrimenti visto che le imprese, dai bìg alle startup, si stanno trovando sempre più faccia a faccia con una rivoluzione di enorme portata, Secondo le stime presentate da EY, in Italia nei prossimi 5 anni saranno disponibili più di 2,5 milioni di posti di lavoro. Il 78% sostituirà la forza lavoro esistente, nuovi ambiti lavorativi in cui esprimerci saremo formati per interagire con le macchine, ma serve un cambiamento profondo.   I tempi di questa trasformazione professionale e culturale sono troppo dilatati rispetto alla velocità della tecnologia ­ ha avvertito   Emilia Garito, CEO  di Quantum Leap lP, uno dei primi broker di proprietà intellettuale creati in Italia ­ Bisogna inoltre evitare  di creare scos­ soni culturali che possono diventare difficili da riequilibrare».

La numero uno di Quantum Leap IP è anche membro del gruppo di coordinamento della Task force sull’intelligenza artificiale promossa dall’Agenzia per l’Italia digitale, nonché esperta incaricata dalla Commissione europea per la valutazione dei progetti Hori­ zon 2020 nei settori hi­tech. E non è un caso che abbia sfruttato l’occasione per auspicare una presa di coscienza responsabile da parte della politica. «L’Europa sta inve­stendo molto sulle nuove frontiere tecnologiche, anche da un punto di vista etico. Quest’ultimo aspetto è importante perché siamo in competizione con due potenze come gli Usa e la Cina, che stanno abbracciando le tecnologie in modo molto libertino», L’approccio più cautelativo dell’Europa non ha comunque impedito la nascita di alcune   eccellenze nel Vecchio Continente. È il caso dell’italiana Userbot, startup specializzata in intelligenza artifìcìale per il servizio clienti. «Abbiamo sviluppato una tecnologia è in grado di riconoscere il significato semantico, il contesto, lo stato d’animo e le abbreviazioni nei messaggi del cliente. E che quando non sa rispondere ­ ha spiegato il ceo e founder, Antonio Giarrusso gira la richiesta di supporto all’operatore in carne e ossa ma continua a seguirne gli sviluppi, apprendendo dal comportamento umano. Così se ricapita la domanda, ha la risposta pronta».

È però lo stesso Giarrusso a sottolineare i limiti odierni della tecnologia.  «L’intelligenza artificiale non è ancora in grado di sostituire integralmente l’uomo ed ecco perché parliamo ancora di “weak artificial ìntellìgence” (letteralmente, “intelligenza artificiale debole”). È quindi forse più utile pensare ai lavoratori del futuro in uno scenario di collaborazione con le macchine ha sottolineato il ceo di Userbo. È fondamentale essere sempre al passo con i tempi: ad esempio, noi investiamo continuamente sulla formazione, spesso attraverso l’e­learnìng che garantisce costi contenuti». Essere una startup ha naturalmente dei vantaggi, soprattutto in termini di dinamismo e flessibilità. Caratteristiche che ormai vanno perseguendo anche le grandi realtà come dimostra la strategia digitale di Poste Italiane. Il responsabile IT di Poste italiane ci tiene però a mantenere il focus sul capitale umano, “preferisco il concetto di intelligenza aumentata a quello di intelligenza artificiale, se non altro perché ci sono attività che possono essere svolte solo dalle persone. Una convizione condivisa anche da Donato Ferri, Meditterranean people advisory service leader di EY, che ha portato sul palco l’esperienza diretta della società di consulenza. Ferri spiega “Anche la nostra offerta di servizi sta cambiando. C’è più tecnologia, seppur mediata sempre dalle persone. Ci troviamo ormai a collaborare con i clienti fin dalla fase di progettazione delle soluzioni. Il lavoro del consulente è più aperto, resta vicino al cliente, ma vive un’esperienza diversa”.

 

Siamo nel bel mezzo di una vera e propria rivoluzione digitale che sta stravolgendo il modo di lavorare canonico. Abbiamo a nostra disposizione un infinito range di strumenti innovativi che ci consentono di migliorare e rendere più efficiente il lavoro che svolgiamo, ma tutto questo deve essere accompagnato da un’adeguata formazione continua. Per stare al passo con le innovazioni è l’individuo stesso che deve reinventarsi e aggiornarsi in ogni settore costantemente. Consulting for Innovation  fa della formazione uno dei punti focali della sua mission, solo chi si adegua al cambiamento può trarne vantaggio!

 

Data Pubblicazione: 10/12/2018

Scritto da: Frollà Andrea

Pubblicato su: Repubblica Affari&Finanza

 Fonte http://www.ow7.rassegnestampa.it/Cavalieridellavoro/PDF/2018/2018-12-10/2018121040775096.pdf