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Crowdfunding italiano: approdano le campagne straniere sui portali

Novità importanti per le Pmi Italiane. La Consob ha avviato la consultazione delle proposte di modifica al Regolamento dedicato all’Equity Crowdfunding, per le novità normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2019. Sono due le importanti novità: «La prima riconosce la possibilità per le società di diritto straniero UE di fare campagne sui portali italiani – spiega Giovanni Cucchiarato, partner dello studio legale internazionale DWF – la seconda punta a realizzare una sorta di mercato secondario, finalizzato a incrementare la liquidità degli strumenti». Il crowdfunding, anche in Italia, è un settore in crescita per le numerose novità introdotte sia nelle campagne, che nelle piattaforme in continua evoluzione, sempre più specializzate.

Anche Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di investire nel capitale di BacktoWork24, operatore di equity crowdfunding e gestore dell’omonimo portale online per la raccolta di capitali di rischio. Un’operazione, che consentirà di sostenere lo sviluppo del piano industriale, aumentando i volumi di raccolta a favore delle imprese.

L’equity crowdfunding, da Marzo, è arrivato anche a Piazza Affari con CrowdFundMe, società nata nel 2013 che attraverso la propria piattaforma offre la possibilità di investire in startup o PMI non quotate, che presenta 52 campagne chiuse con successo e circa 16 milioni di euro raccolti.

I portali di crowdfunding, si differenziano in più settori sempre più specializzati, come ad esempio, on-line da inizio giugno Vimove, piattaforma di royalty crowdfunding per la produzione e monetizzazione di progetti video.

La Consulting for innovation, società di consulenza proattiva alle imprese, per facilitare il percorso di avvicinamento tra banche e imprese, utilizza anche approcci innovativi, grazie al suo pool di professionisti specializzati, mediante strumenti come crowdfunding, peertopeer, landing, alternativi al sistema creditizio tradizionale.

Fonte: il SOLE 24 Ore

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Maggio: meno credito per le imprese, le valide soluzioni alternative!

Come negli ultimi mesi, anche Maggio è stato contraddistinto da un calo dei prestiti da parte delle banche alle Pmi.

Dato fornito dal rapporto mensile dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, secondo la quale “l’aumento dell’1% dei prestiti a famiglie e imprese registrato lo scorso mese continua a riflettere la dinamica divergente evidenziata ad aprile tra prestiti alle famiglie, cresciuti del 2,6% grazie alla spinta dei mutui, e la flessione dello 0,6% di quelli alle imprese, su cui pesa la dinamica “modesta” del ciclo economico e degli investimenti che limitano la domanda di credito.”

Per le imprese è il quinto calo consecutivo, una situazione iniziata da Gennaio. Secondo l’Associazione bancaria italiana, il calo è dovuto al rallentamento del ciclo economico. E’ stata registrata negli ultimi mesi una maggiore cautela delle imprese sugli investimenti, nonostante i tassi sulle nuove erogazioni restino notevolmente bassi, sia per le imprese (1,46%) che per le famiglie (1,84%).

Una delle soluzioni a questo processo difficoltoso è il crowdfunding, ovvero la raccolta di fondi da parte di persone che decidono di investire nel progetto. Diventata un’opzione sempre più gettonata tra chi è in cerca di denaro per realizzare un progetto personale o professionale e da chi vuole investire in asset alternativi.

Come riportato dal Politecnico di Milano, le piattaforme autorizzate a fare equity crowdfunding sono 22. Un mercato in pieno fermento con segnali tangibili di crescita, come dimostra il CrowdFundMe, il primo portale italiano a quotarsi in Borsa.

La Consulting for innovation, società di consulenza proattiva alle imprese, per facilitare il percorso di avvicinamento tra banche e imprese, utilizza anche approcci innovativi, grazie al suo pool di professionisti specializzati, mediante strumenti come crowdfunding, peertopeer, landing, alternativi al sistema creditizio tradizionale.

Equity crowdfunding, le piattaforme raccolgono 36 mln euro nel 2018, più di tre volte il dato del 2017

Nel 2018 le piattaforme di equity crowdfunding italiane hanno raccolto più di tre volte quanto raccolto nel 2017 con un numero di campagne di successo più che doppio. Lo ha calcolato CrowdfundingBuzz. La raccolta complessiva ha superato i 36 milioni di euro (11,7 milioni nel 2017) e le società finanziate sono state 114 (50 nel 2017). Triplicato anche il numero degli investitori, passati dai circa 3.300 del 2017 ai quasi 9.500 del 2018. Tra l’altro, si tratta di risultati che hanno superato di 2 milioni anche la stima sul futuro del mercato, elaborata da EdiBeez (l’editore di BeBeez e CrowdfundingBuzz) solo poco più di due mesi fa in uno studio partrocinato dall’AIEC, l’Associazione delle piattaforme italiane di equity crowdfunding (si veda altro articolo di BeBeez). Da segnalare anche l’incremento dell’entità media della raccolta per ciascuna campagna di successo (316 mila euro nel 2018 contro i 236 mila nel 2017), dovuto a un maggior numero di investitori per campagna (84 nel 2018 contro i 66 del 2017), mentre l’investimento medio singolo è rimasto invariato a circa 3.700 euro. L’aumento dell’entità media della raccolta è dovuto anche al fatto che per la prima volta si sono chiuse delle campagne di crowdfunding immobiliare, con una media di 1,1 milioni di euro, molto più dunque della media del settore (7 campagne di successo, di cui 6 su Walliance e una su Concrete, per un totale di 7,7 milioni). Tuttavia, anche al netto del real estate crowdfunding, la raccolta media per campagna di startup e pmi è cresciuta comunque: da 229 mila euro del 2017 ai 265 mila del 2018, grazie anche al maggior numero di investitori per campagna (78 contro 64). Le prime tre piattaforme per raccolta (Mamacrowd, Crowdfundme e Walliance) hanno contribuito per il 70% della raccolta complessiva. Ma due delle altre sette che hanno chiuso campagne con successo, hanno raccolto più di 2 milioni (Opstart e 200 Crowd) e altre 3 hanno raggiunto o superato il milione (BacktoWork24, Starsup e WeAreStarting). Nel 2017, a superare il milione erano state solo Mamacrowd, Crowdfundme e Opstart. Le campagne che hanno raccolto più di 500 mila euro sono state 17 (l’anno precedente erano state solo 5 ) per un totale 16,9 milioni (47% della raccolta complessiva), delle quali una (GlasstoPower, su Crowdfundme) sopra i 2 milioni e sei sopra il milione (4 immobiliari su Walliance, e una rispettivamente su Mamacrowd e su 200 Crowd). In generale, di questa speciale classifica fanno parte la già citata Walliance (6 campagne chiuse sopra i 500k), Mamacrowd (5 campagne), BacktoWork24 (2 campagne) e 200 Crowd, Crowdfundme, Concrete e NextEquity con una ciascuna. L’obiettivo minimo di raccolta delle campagne di successo è stato in media di 159 mila euro contro i 125 mila del 2017. Inoltre, le società hanno mediamente raccolto esattamente il doppio dell’obiettivo minimo (overfunding), con il 98% delle campagne di successo (112 su 114) che ha chiuso in overfunding, mentre nel 2017 erano state l’82% (41 su 50). Da segnalare infine che lo scorso dicembre sono entrate sul mercato tre nuove piattaforme di cui due generaliste (Crowdinvest e TheBestEquity) e una immobiliare (Concrete). Altre due hanno annunciato il loro ingresso nel primo trimestre 2019.

Nato come forma di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse, il crowdfunding è oggi tra le forme più diffuse ed efficaci di finanziamento di progetti imprenditoriali e creativi. Consulting for innovation, per facilitare il percorso di avvicinamento tra banche e imprese, utilizza anche approcci innovativi mediante l’utilizzo di strumenti come crowfundingpeertopeer, landing, alternativi al sistema creditizio tradizionale.

 

Data Pubblicazione: 07/01/2018

Scritto da: Stefania Peveraro

Fonte https://bebeez.it/2019/01/07/equity-crowdfunding-le-piattaforme-raccolgono-36-mln-euro-nel-2018-piu-di-tre-volte-il-dato-del-2017/