Rottamazione – ter: il 31 Luglio doppia scadenza

Si avvicina il 31 Luglio, data importante per chi ha aderito alla rottamazione – ter, o per chi ha intenzione di farlo. Mercoledì sarà l’ultimo giorno utile per poter versare la prima rata per chi ha aderito in precedenza alla rottamazione – ter. Per chi, invece, non avesse ancora aderito sarà la data ultima per poterlo fare.

Questa prima fase potrebbe valere allo Stato, come riportato dal Sole 24 Ore, un tesoro di 21 miliardi.

Una cifra destinata ad aumentare considerando che viene tenuto conto solo del versamento di chi ha già presentato domanda ed ha in scadenza la prima rata, e non delle nuove domande, rientrate grazie al Dl 34/2019.

Riepilogando per accedere alla rottamazione e al saldo-stralcio entro il 31 luglio 2019, occorre compilare gli appositi modelli: il DA-2018-R e il modello SA-ST-R, entrambi reperibili sul sito dell’Agenzia e presentarli direttamente allo sportello o a mezzo Pec.

Tra le novità da ricordare c’è quella del periodo di tolleranza: il versamento dell’unica rata o delle singole può essere effettuato entro i cinque giorni successivi alla scadenza senza incorrere in sanzioni di alcuni tipo.

È importante altresì ricordare che, nel caso in cui si ritardi, anche soltanto di un giorno dal periodo di tolleranza, ci sarà la decadenza della rottamazione e dei benefici ad essa connessi.

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Pace fiscale: il nuovo servizio web

È partito in questi giorni il nuovo servizio web per richiedere il conto della cosiddetta Rottamazione-Ter delle cartelle esattoriali. La comunicazione è arrivata dall’Agenzia delle entrate in questi giorni.

La prima rata andrà versata entro il 31 Luglio, da parte di chi ha aderito alla definizione agevolata delle cartelle. I contribuenti, quindi, potranno richiedere, in vista della scadenza, l’elenco dei debiti rottamati ed i bollettini per effettuare il pagamento, direttamente on line.

Ciò che potranno consultare, in modo semplice e veloce, sarà la copia della “Comunicazione delle somme dovute” che l’Ente della riscossione ha già inviato in risposta a tutte le domande di adesione della Rottamazione-Ter presentate entro il 30 aprile 2019.

Inoltre, rimane la possibilità di controllare l’elenco dei debiti, accedendo alla propria area riservata, utilizzando le credenziali personali di accesso.

Ricordiamo che, il nuovo termine per la presentazione delle domande di adesione alla Rottamazione-Ter è stato prorogato al 31 luglio.

Per chi dovesse aderire in questa seconda fase L’ Agenzia delle Entrate-Riscossione invierà le risposte ai contribuenti entro il 31 ottobre.

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Rottamazione Ter e Pace fiscale : Proroga annunciata dal Vicepremier, il fisco è andato in tilt!

Nelle ultime ore si sta parlando tanto della rottamazione-ter delle cartelle esattoriali e del saldo e stralcio, dovendo essere oggi l’ultimo giorno utile per presentare le domande. Dopo una massiccia richiesta da parte di Caf e commercialisti ieri è stata annunciata dal vicepremier la proroga “Chiederò agli amici dei Cinquestelle di dire sì ad una proroga al termine della pace fiscale con un emendamento al decreto Crescita, che è lo strumento più veloce”.

La rottamazione-ter, valida indipendentemente dall’Isee, è alla terza edizione e si rivolge anche a coloro che pur avendo partecipato alle prime edizioni non sono riusciti a sanare gli importi dovuti. Il «saldo e stralcio» invece riguarda situazioni economiche disagiate, con i isee sotto i 20mila euro, entrambe permettono di distribuire in cinque anni i debiti riguardanti la riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017: «La prima rata scade il 31 luglio – spiega Timpone – le altre rate scattano il 30 novembre, il 28 febbraio e il 31 maggio di ciascun anno fino al 2023, in tutto sono 18 rate». La risposta dell’Agenzia delle Entrate arriverà entro il 30 giugno 2019, con l’eventuale ammontare del debito e i relativi bollettini di pagamento. Chi non paga o paga in ritardo perde i benefici.

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Decreto Crescita: Pace Fiscale estesa al bollo auto, multe e tasse gestiste dai comuni.

Con le novità previste dal Decreto Crescita la pace fiscale si estende anche a multe, bollo auto non pagato e tutte le ingiunzioni di pagamento relative a tributi locali come anche Imu, Tasi e Tari. Il DL Crescita approvato dal Governo il 4 aprile 2019 conferma che sarà possibile beneficiare del mini condono delle cartelle anche per le tasse di competenza di comuni, province e regioni relative a debiti e cartelle del periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017. Ai contribuenti sarà offerta la possibilità di pagare i debiti maturati con lo stralcio di sanzioni ed interessi, così come previsto per la rottamazione ter delle cartelle. Ad oggi la pace fiscale per cartelle relative al mancato pagamento delle tasse locali, aventi ad oggetto tasse automobilistiche o sulla casa (la IUC, somma di IMU, TASI e TARI) riguarda esclusivamente i ruoli di competenza dell’Agenzia Entrate Riscossione. La novità consentirà a regioni, comuni, province e città metropolitane di scegliere se estendere la pace fiscale anche ad ingiunzioni e ruoli di propria competenza per tutte le cartelle escluse dall’ambito di applicazione della rottamazione ter o del saldo e stralcio in quando non di competenza dell’ex Equitalia. L’obiettivo è quello di consentire agli enti locali di scegliere la via della rottamazione anche per le cartelle il cui onere di riscossione è stato affidato a società private diversa dall’ex Equitalia, ora Agenzia delle Entrate Riscossione. Così, la pace fiscale prevista dal Decreto Crescita si estende anche ai tanti contribuenti destinatari di un’ingiunzione di pagamento in merito alle tasse automobilistiche, multe così come alle tasse sulla casa. La rottamazione delle cartelle per le tasse locali riprenderà le regole basilari previste per la pace fiscale “nazionale”: saranno ammessi i contribuenti con ruoli relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017, i quali potranno beneficiare dello stralcio di sanzioni ed interessi maturati. Sarà il singolo Comune, Regione, Provincia o Città metropolitana a dover dare il via libera alla nuova pace fiscale per le tasse locali. Gli enti avranno a disposizione 60 giorni di tempo per decidere se aderire o meno alla rottamazione delle cartelle affidate ad agenzie private di riscossione.

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Pace fiscale: ultime istruzioni per la chiusura agevolata delle liti fiscali pendenti

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 6/E del 1° aprile 2019, fornendo gli ultimi chiarimenti in tema di definizione agevolata delle controversie tributarie. Con Il decreto fiscale 2019 (D.L. n. 119/2018) i contribuenti potranno avere l’occasione di chiudere le vertenze fiscali tramite il pagamento degli importi correlati al valore della controversia.

Come funziona la definizione agevolata

La chiusura agevolata delle controversie pendenti può avvenire tramite:

–  il pagamento di una somma pari al valore della controversia nel caso in cui, alla data del 24 ottobre 2018, il ricorso in primo grado sia stato notificato all’Agenzia delle Entrate, ma non ancora depositato o trasmesso alla segreteria della Commissione tributaria provinciale,

–  il pagamento del 90% del valore della controversia, in caso di ricorso pendente in primo grado per il quale il contribuente si sia costituito in giudizio alla data del 24 ottobre 2018, ma non abbia ancora ottenuto, alla stessa data, una decisione giurisdizionale non cautelare;

– il pagamento di un importo percentuale del valore della controversia diversificato in relazione allo stato del giudizio, nelle ipotesi in cui l’Agenzia delle Entrate sia risultata soccombente nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare depositata al 24 ottobre 2018;

– il pagamento del 5% del valore della controversia, nel caso in cui la stessa sia pendente innanzi alla Corte di cassazione alla data del 19 dicembre 2018 e l’Agenzia delle Entrate sia risultata integralmente soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio.

Ambito di applicazione

Nell’ultimo aggiornamento, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che rientrano nella definizione:

– i contenziosi sugli avvisi di accertamento,

– i provvedimenti di irrogazione di sanzioni,

– gli atti di recupero di crediti d’imposta indebitamente utilizzati e in generale sugli atti impositivi che recano una pretesa tributaria quantificabile.

Pendenza della lite

La definizione delle liti si rivolge ai rapporti pendenti alla data del 24 ottobre 2018

Entro il 31 maggio 2019 i contribuenti interessati devono trasmettere in via telematica la domanda e pagare l’intero importo agevolato o la prima rata in caso di rateazione per importi superiori a 1.000 euro.

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Ultima corsa per la rottamazione e saldo e stralcio, 460 mila le domande già presentate.

Siamo arrivati alla terza scadenza per la rottamazione e saldo e stralcio delle cartelle di ex Equitalia eppure sono ancora molti i contribuenti che continuano ad usufruirne. A differenza del passato ce la possibilità di utilizzare un piano di pagamento molto più lungo: da 10 a 15 rate distribuite in 5 anni, in base alla presentazione della domanda, ovvero se si è già usufruito della rottamazione oppure se è la prima volta. La scadenza finale è fissata in data 30 Aprile, le domande già presentate come annuncia il Sole 24 ore sono 460 mila.

Per presentare le istanze c’è la possibilità di usufruire del portale di agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader). Ulteriori mezzi per l’invio della domanda sono le caselle Pec oppure il tradizionale sportello di Ader.

Dalle prime statistiche si rileva come ad usufruirne maggiormente sono i contribuenti con importi dovuti sopra i 100 mila euro, ben il 55%, mentre per i micro-debiti solo l’1,8%.

 

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Fonte Sole 24 Ore

Agenzia delle entrate: Pace fiscale, finalmente al via le domande on-line per la chiusura liti.

L’attesa è terminata, finalmente da ieri è possibile inoltrare le domande per la definizione delle liti fiscali, tramite i servizi telematici.

Per fare domanda si utilizza il modello approvato 18 febbraio, con provvedimento 39209/19.

La presentazione della domanda e il pagamento degli importi deve essere effettuato entro il 31 maggio 2019. Se gli importi dovuti superano i mille euro è possibile effettuare il pagamento rateale, con un massimo di 20 rate trimestrali, con scadenza della prima rata entro il 31 maggio 2019.

Sul pagamento delle rate successive alla prima si applicano gli interessi legali nella misura del 0,8% annuo.

Aspetto da sottolineare è che la definizione non comprende la restituzione delle somme già versate anche se eccedenti rispetto a quanto dovuto.

Per ciascuna lite autonoma, quindi relativa al singolo atto, va presentata una domanda distinta, esclusivamente tramite presentazione telematica.

La trasmissione va effettuata:

  • dai contribuenti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate
  • incaricando personale abilitato, quale, ad esempio, un commercialista, o un consulente del lavoro
  • recandosi presso uno degli uffici dell’Agenzia delle Entrate, che attesta la presentazione della domanda consegnando al contribuente la stampa del numero di protocollo.

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Fonte IL SOLE 24 ORE

Chiarimenti sulla pace fiscale, è possibile sanare gli avvisi bonari?

Tra le problematiche di più immediata rilevanza che ha posto il testo del D.L. sulla Pace Fiscale, assume particolare importanza quella relativa alla natura degli atti che possono essere sanati attraverso la definizione delle liti pendenti. In particolare, si è posto il problema se possono essere sanati anche gli avvisi bonari. In buona sostanza, si può aderire alla definizione delle liti pendenti solo quando si tratta di atti impositivi che rettificano la dichiarazione e non quando si tratta di avvisi bonari contenenti comunicazioni di irregolarità.

Altro quesito posto, se sia sufficiente aver notificato il ricorso all’Agenzia delle Entrate alla data del 24 ottobre 2018 oppure è necessario avere iscritto a ruolo il ricorso alla data medesima. Ai fini della definizione agevolata è necessaria la costituzione in giudizio del ricorrente, ossia è necessario che il ricorso sia stato già depositato o trasmesso alla segreteria della Commissione tributaria provinciale alla data del 24 ottobre 2018. Per determinare gli importi dovuti si deve comunque fare riferimento alla situazione processuale esistente alla data del 24 ottobre 2018.

L’ultimo tema riguarda l’interruzione del pignoramento presso terzi in caso di rottamazione – ter. Secondo i chiarimenti forniti da Agenzia delle Entrate-Riscossione, l’accesso alla rottamazione – ter delle cartelle comporta l’interruzione del pignoramento presso terzi. Più in generale, la mera pendenza del termine per presentare l’istanza di definizione agevolata non comporta una moratoria delle azioni di recupero dell’agente della riscossione, siano esse cautelari o esecutive. Dopo la proposizione della domanda, al contrario, non sarà più possibile iscrivere nuove misure cautelari ne avviare nuove azioni esecutive.

La Consulting for Innovation è fortemente impegnata a diffondere la conoscenza di tutti gli strumenti utili  attraverso la sua rete di consulenti , che ogni giorno sono impegnati ad individuare tutte quelle persone che necessitano di questi, mettendo loro a disposizione una consulenza gratuita.

 

Fonte https://www.notizieora.it/affari/pace-fiscale-e-possibile-sanare-gli-avvisi-bonari-chiarimenti-dellagenzia-delle-entrate/

Scritto da: Angelina Tortora

su: Notizie Ora, fonte SOLE 24 ORE

 

Pace fiscale: l’Agenzia delle Entrate ha precisato che non è possibile sanare gli avvisi bonari tramite la definizione delle liti pendenti, poiché non sono atti impositivi. Inoltre, è necessaria la costituzione in giudizio presso la Commissione tributaria provinciale entro il 24.10.2018 per beneficiare della riduzione al 90% delle maggiori imposte pretese, non essendo sufficiente la notifica del ricorso all’Ufficio.

Inoltre, in tema di pace fiscale, è stato chiarito che per determinare gli importi dovuti si deve fare riferimento alla situazione processuale esistente alla data del 24.10.2018, evitando di considerare eventuali pronunce emesse in seguito.

Infine, il perfezionamento della sanatoria produce un effetto estintivo della pretesa tributaria e, pertanto, l’estinzione del giudizio. Di conseguenza, saranno estinte anche precedenti misure cautelari o esecutive per la pretesa oggetto di definizione. L’eventuale inadempimento nei pagamenti delle rate successive alla prima comporterà l’applicazione delle disposizioni sul recupero coattivo delle restanti somme dovute.
Rottamazione-ter e pignoramento presso terzi.

Secondo l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, l’accesso alla rottamazione-ter delle cartelle comporta l’interruzione dei pignoramenti presso terzi. La mera pendenza del termine per presentare l’istanza di definizione non comporta una moratoria nelle azioni di recupero dell’agente della riscossione; quindi, è sempre possibile iscrivere fermi amministrativi e ipoteche e avviare azioni esecutive. In seguito alla domanda, non è più possibile iscrivere nuove misure cautelari, né avviare nuove azioni esecutive.

 

GUIDA ALLA MANOVRA/3. «Saldo e stralcio», salvagente per chi è in difficoltà economiche

Arriva la definizione a “saldo e stralcio” dei debiti iscritti a ruolo per i soggetti in difficoltà economica. A prevederla è la legge di Bilancio 2019 che introduce così una ulteriore sanatoria rispetto a quelle già incluse nella “pace fiscale” del decreto fiscale (Dl 119/2018, convertito dalla legge 136/2018).

Il perimetro: esclusi i «bonari»

I debiti definibili sono quelli risultanti dai singoli carichi affidati all’agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, derivanti dall’omesso versamento di imposte indicate nelle dichiarazioni annuali. Si tratta pertanto di imposte già dichiarate dal contribuente ma non versate che vengono normalmente riscosse in esito ai controlli automatizzati (articolo 36-bis Dpr 600/73 per le imposte dirette e articolo 54-bis Dpr 633/72 per l’Iva). Il debito deve già essere iscritto a ruolo e perciò, pur non essendo necessaria la notifica della relativa cartella, non è sufficiente il solo avviso bonario recapitato al contribuente. Possono poi essere estinti i debiti affidati all’agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, derivanti dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’Inps. In proposito occorrerà comprendere se siano inclusi tutti i contributi dei lavoratori autonomi e quindi sia di professionisti iscritti alla gestione separata Inps, sia di artigiani e commercianti. Dovrebbero, invece, essere esclusi i contributi dovuti per il lavoro dipendente e quelli derivanti da eventuali accertamenti subiti.

La situazione di difficoltà

L’estinzione dei debiti interessa solo per i soggetti che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica. La norma ritiene grave e comprovata la situazione di difficoltà economica allorché l’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) del nucleo familiare non sia superiore a 20mila euro. L’unica eccezione a tale regola riguarda i soggetti in stato di sovraindebitamento che hanno presentato la domanda per la liquidazione di tutti i propri beni (articolo 14-ter della legge 3/2012), i quali, indipendentemente dall’Isee, possono estinguere i debiti iscritti a ruolo.

La somma da versare

L’importo da versare per l’estinzione dei debiti dipende dalla situazione economica del contribuente.

La norma prevede, innanzitutto, l’integrale annullamento di sanzioni ed interessi di mora, inoltre a seconda dell’Isee, è dovuta una percentuale delle somme affidate alla Riscossione a titolo di capitale e interessi, in misura pari:

 

  • al 16% qualora l’Isee del nucleo familiare risulti non superiore a 8.500 euro;

 

  • al 20%, qualora l’Isee del nucleo familiare risulti superiore a 8.500 euro e non superiore a 12.500 euro;

 

  • al 35%, qualora l’Isee del nucleo familiare risulti superiore a 12.500 euro.

Sono inoltre dovuti gli aggi e il rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento. I soggetti, invece, in stato di sovraindebitamento possono estinguere i carichi a ruolo versando il 10% delle somme iscritte alla riscossione a titolo di capitale e interessi, oltre ad aggi, spese per procedure esecutive e di notifica. Tali percentuali valgono anche per contributi (delle casse previdenziali professionali e delle gestioni Inps dei lavoratori autonomi) e il versamento sarà poi utilizzato ai fini assicurativi secondo le norme che regolano la gestione previdenziale interessata.

Le vecchie rottamazioni

Da evidenziare, ancora, la possibilità di estinzione agevolata dei debiti già oggetto delle precedenti rottamazioni per le quali il debitore non ha perfezionato la relativa definizione con l’integrale e tempestivo pagamento delle somme dovute. Occorre che sussistano i requisiti richiesti per l’estinzione agevolata (Isee, stato di sovraindebitamento e altri) e le somme già versate saranno scomputate. Nell’ipotesi in cui per i debiti oggetto di definizione sia pendente un giudizio, il contribuente deve impegnarsi a rinunciare alla lite contestualmente alla presentazione della dichiarazione per aderire alla sanatoria. Deve poi depositare copia della relativa documentazione della definizione nel fascicolo e nelle more del pagamento delle somme dovute, il processo è sospeso dal giudice. L’estinzione del giudizio è subordinata all’effettivo perfezionamento della definizione.

La legge 3 consente di accedere ad una procedura che facilita il risanamento dei debiti, attraverso un piano di rientro che permetterà al debitore di ridurre il debito. I professionisti della Consulting for innovation hanno maturato esperienza nel campo che riguarda la legge del sovraindebitamento, con l’obiettivo di supportare persone fisiche e soggetti economici attraverso soluzioni professionali e orientate al cliente.

 

 

 

Data Pubblicazione: 31/12/2018

Scritto da: Laura Ambrosi e Antonio Iorio

Pubblicato su: Quotidiano del Fisco del Il sole 24 ore

Fonte: http://www.quotidianofisco.ilsole24ore.com/art/accertamento-e-contenzioso/2018-12-28/saldo-e-stralcio-salvagente-chi-e-difficolta-economiche-195700.php?uuid=AELExW6G