Pmi, il crowdfunding si affianca ai minibond

Dalle pieghe della Manovra appena approvata dal Parlamento italiano spunta un’alternativa per tutte le piccole e medie imprese italiane che cercano l’accesso al mercato dei capitali attraverso strumenti di debito. La Legge di bilancio 2019 estende infatti il crowdfunding – la raccolta di capitali via web attraverso piattaforme che facilitano l’incontro fra domanda e offerta di finanziamento – alle obbligazioni o ad altri strumenti di debito, oltre che alle emissioni di azioni come già possibile.

Quella che sulla carta rappresenta in teoria un’opportunità in più per chi è a caccia di finanziamenti in un momento non certo semplice sui mercati porta però con sé una serie di dubbi che saranno in parte affrontati e risolti anche dalla Consob, già all’opera per preparare un regolamento che dovrebbe vedere la luce nelle prossime settimane. Primo fra tutti la possibile sovrapposizione con i Mini-bond: strumenti in teoria rivolti alla stessa platea di emittenti che, dopo un avvio difficoltoso, sembrano finalmente aver trovato la propria strada.

Arriva il crowdfunding dedicato alle piccole e medie imprese

La questione rischia in questo caso di essere legata al tipo di adempimenti e di documentazione che il regolatore intenderà richiedere in caso di ammissione e negoziazione del nuovo strumento sul mercato: dovesse essere più snella rispetto ai requisiti già semplificati applicati ai Mini-bond gli emittenti potrebbero essere incentivati a dirigersi verso i portali di crowdfunding. L’idea generale fra gli addetti ai lavori resta però che più di uno strumento alternativo, l’intervento miri a creare una vera e propria forma di mercato differente, in grado di svilupparsi in parallelo a quelli esistenti, Mini-bond compresi: «È probabile che il portale online verrà inteso come un canale di vendita ulteriore, ma che per il resto la documentazione e la maggior parte dei soggetti generalmente coinvolti in questo tipo di vendite resteranno invariati, anche se tutto ciò dovrà trovare conferma nella prassi che si svilupperà attorno alla nuova piattaforma», conferma Alessandra Pala, counsel del dipartimento International Capital Markets di Allen & Overy.

Sotto l’aspetto dei soggetti coinvolti, le modifiche approvate con la Finanziaria restringono peraltro l’accesso agli strumenti di debito ai soli investitori professionali. Una decisione questa che fa discutere, perché se da una parte stride con il principio letterale del crowdfunding di prodotto legato alla «folla», dall’altra solleva più di un dubbio sull’accoglienza da parte dei soggetti qualificati «i quali – avverte Pala – sono soliti utilizzare canali differenti e in particolare avvalersi di advisor finanziari che ne assecondano esigenze e preferenze». La Consob ha per la verità la possibilità di estendere il bond crowdfunding a «particolari categorie di investitori» da lei individuate, ma appare decisamente improbabile un’apertura al retail (gli stessi Mini-bond sono del resto destinati a un pubblico professionale e qualificato), mentre non è in teoria da escludere l’accesso in qualche forma a soggetti intermedi, quale il tipico cliente del private banking.

Se il crowdfunding incontra i fondi europei

Altre questioni da risolvere riguardano il possibile ruolo nel caso di successiva quotazione dei nuovi strumenti riservato a ExtraMot Pro, il mercato di Borsa italiana che già ospita anche i Mini-bond, oltre a quello di Monte Titoli nell’eventuale gestione accentrata delle emissioni. Il tema, occorre inoltre ricordare, si inserisce in un contesto di armonizzazione a livello europeo inquadrato nella Capital Markets Union. Sul crowdfunding è infatti al momento allo studio una proposta di regolamento da parte della Commissione Ue che introdurrebbe una nuova disciplina da aggiungere al regime nazionale e utilizzabile in via alternativa a quest’ultimo. L’obiettivo è di creare una sorta di «passaporto», in modo da agevolare la concessione di prestiti e il collocamento di valori mobiliari (categoria più ampia dell’attuale equity già presente in Italia) tramite portali che si dovranno iscrivere su un registro curato dall’Esma, l’autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. E di portare la raccolta di denaro tramite web, se non proprio ai vertici irraggiungibili degli Stati Uniti, almeno su livelli di un certo significato. Se si guardano ai dati più recenti raccolti dal Politecnico di Milano, in Italia il crowdfunding in tutte le sue diverse declinazioni (equityrewardbasedcrowdfunding e sociallending) è stato in grado di raccogliere poco meno di 37 milioni di euro nell’intero 2017 e 46 milioni nei primi sei mesi dello scorso anno: le proverbiali «briciole», anche se paragonate agli oltre 1,8 miliardi emessi negli stessi 18 mesi attraverso Mini-bond.

 

Nella Legge di bilancio 2019 troviamo una Manovra, approvata dal Parlamento Italiano, che riguarda un’alternativa importante per le piccole e medie imprese italiane interessate all’accesso al mercato dei capitali. Il futuro delle Pmi inizia a delinearsi in modo molto chiaro anche qui in Italia. Da strumento innovativo di Finanza Alternativa sembra che, il crowdfunding lo si voglia far diventare una vera e propria forma di mercato, portando la raccolta di denaro tramite web a livelli rilevanti, come lo è già negli Stati Uniti. La Consulting for innovation, per facilitare il percorso di avvicinamento tra banche e imprese, utilizza anche approcci innovativi mediante strumenti come crowdfundingpeertopeerlanding, alternativi al sistema creditizio tradizionale.

 

Pubblicato il 28/01/2019

Scritto da: Maximilliano Cellino

Dal: SOLE 24 ORE

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-01-25/pmi-crowdfunding-si-affianca-minibond-195623.shtml?uuid=AEZo9vLH

 

CFI: Il nostro pensiero, la nostra operatività, il nostro sostegno. Tutte le ultime novità sulla Legge del Sovraindebitamento (legge 3/2012)

La Legge 3/2012 con le ultime modifiche inserite nella nuova Manovra Finanziaria 2019, approvata dal governo, rappresenta un valido ed eccezionale strumento per tutte quelle persone, giuridiche  e fisiche, per poter risolvere la propria situazione debitoria. Anche in quei casi dove il debitore non ha nessuna disponibilità per poter pagare.

Questa possibilità viene concessa al debitore una sola volta per la sua esdebitazione.

Tanti e importanti sono gli interventi apportati nella nuova Legge di Bilancio 2019.

I punti chiave:

  • Estensione anche ai soci
  • Accesso alla esdebitazione, anche senza alcuna possibilità economica da parte del venditore
  • PROCEDURA FAMILIARE  E’ concessa a tutti i membri della stessa famiglia la facoltà di presentare un unico progetto di risoluzione della crisi
  • Tutti i debiti nei confronti dello Stato possono essere estinti con solo il 10% dell’intero ammontare

 

La Consulting for Innovation è fortemente impegnata a diffondere la conoscenza di tutti gli strumenti che interessano la Legge 3/2012 attraverso incontri, meeting, dibattiti. Ma il lavoro più importante lo svolge attraverso la sua importante rete di consulenti commerciali, che ogni giorno sono impegnati ad individuare tutte quelle persone che necessitano di questi strumenti, mettendo loro a disposizione una consulenza commerciale gratuita.

 

 

Fonte Articolo I Focus del Sole 24 ore

Dal Venture Capital a Industria 4.0, ecco la rivoluzione digitale secondo Di Maio

Mai si erano messe in campo in una manovra di bilancio tante misure per l’innovazione e per favorire l’adozione delle tecnologie digitali, misure che pongono il nostro Paese all’avanguardia a livello europeo”. A parlare è il vice premier e Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio, che ha spiegato, in un post sul blog delle stelle, il magazine on line legato al movimento, le misure per sviluppare l’innovazione tecnologica e il digitale presenti nella legge di bilancio.

Di Maio elenca tutte le disposizioni della manovra dedicate a promuovere l’innovazione, dal fondo da 45 milioni in tre anni per Blockchain, Intelligenza Artificiale e IoT, agli strumenti per permettere anche allo Stato di investire, sia direttamente che indirettamente in Venture Capital; ma ci sono anche un intervento sulle detrazioni fiscali per chi investe, per permettere alle startup italiane di essere più competitive nei mercati globali; un investimento sulle tecnologie emergenti che prevede, tra l’altro, l’adesione un progetto europeo di microelettronica, e poi la rimodulazione degli interventi legati a Industria 4.0 che sarà più vicina alle PMI. Infine una serie di misure tra le quali la creazione di un “tecnopolo” sulle tecnologie pulite che avrà sede a Taranto e la riforma del settore radiotelevisivo.

Le misure messe in campo dal governo nella manovra di bilancio partono dal rafforzamento del VentureCapital, sia attraverso incentivi per chi investe che con la creazione di un fondo di sostegno, per permettere alle aziende italiane, alle startup e scaleup, di competere sul mercato globale. Di Maio le elenca così:

 

  • FondoNazionale Innovazione – con l’intento di rafforzare e rendere organico l’intervento pubblico di sostegno del settore del Venture Capital il Ministro dello Sviluppo Economico può autorizzare la cessione di Invitalia Ventures a Cassa Depositi e Prestiti che può esercitare la relativa opzione.  Questa misura, sinergica rispetto al nuovo piano industriale di CDP, condurrà – secondo le intenzioni del governo – alla creazione del più grande fondo di Venture Capital pubblico mai creato in Italia per il sostegno e lo sviluppo delle startup e scale-up italiane.
  • Fondodi sostegno per il Venture Capital – Creato in seno al Ministero dello Sviluppo Economico un fondo per il sostegno del Venture Capital con dotazione di 90 milioni di euro nei primi 3 anni e previsto espressamente che anche soggetti pubblici possano investire in fondi di Venture Capital direttamente o indirettamente attraverso fondi di fondi.
  • PianiIndividuali di risparmio e Venture Capital – Prevista la possibilità che nell’ambito dei Piani individuali di risparmio si possa investire in fondi di Venture Capital prevedendo una soglia minima del 5% degli investimenti qualificati.
  • Investimentidelle società partecipate dallo Stato in fondi di Venture Capital – Non meno del 15% delle entrate dello Stato derivanti dagli utili o dividendi delle società partecipate dovranno essere destinati ad investimenti in fondi di Venture Capital.
  • Qualificazionenormativa della figura del “Business Angel”  – Viene introdotta la figura del Business Angel qualificato come soggetto che in maniera diretta o indiretta abbia investito almeno 40 mila euro nell’ultimo triennio.  Un riconoscimento che da anni si attendeva.
  • Incentiviagli investimenti in startup innovative  – Vengono resi più attrattivi gli investimenti di capitale in startup innovative innalzando le soglie delle detrazioni fiscali previste dal decreto 179/2012 dal 30% al 40% per gli investimenti semplici e dal 30% al 50% nel caso di acquisizione dell’intero capitale sociale di una startup innovativa. Vengono inoltre allargate le agevolazioni previste dal DL 98/2011 rendendo più conveniente l’investimento di Fondi di Venture Capital in startup innovative.

 

Il vice premier, poi, ricorda le misure della finanziaria dedicate alle tecnologie emergenti, dai fondi dedicati alla sperimentazione delle nuove tecnologie fino alla possibilità di detrarre anche le spese per il cloudcomputing. “In linea con le politiche messe in campo nei primi mesi di governo – sottolinea Di Maio – abbiamo dedicato misure ad hoc per lo sviluppo e sperimentazione in materia di tecnologie emergenti per rendere il nostro Paese leader nel settore”.

Si tratta, dicevamo, del Fondo Blockchain, Intelligenza Artificiale e Internet of Things che disporrà di 45 milioni in tre anni per la sperimentazione delle tecnologie emergenti da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Di Maio poi rivendica l’istituzione del voucher da 40 mila euro (25 mila per le medie imprese) per il Managerdell’Innovazione, lo stanziamento di oltre 200 milioni di euro per garantire l’adesione dell’Italia ad un progetto europeo per lo sviluppo della microelettronica che vedrà coinvolte importanti realtà industriali operanti in Italia.

Infine l’inclusione dei software per Industria 4.0 fruiti in Cloud computing.

 

Tra i temi trattati da Di Maio nel suo lungo post anche quello di Industria 4.0 che adesso, secondo il vicepremier, è più fruibile anche dalle piccole e medie imprese. “La nostra azione è stata rivolta a rimodulare gli interventi del piano industria 4.0 verso le PMI – spiega Di Maio – che rappresentano la spina dorsale del nostro tessuto produttivo e che fino ad oggi hanno goduto solo in minima parte dei vantaggi derivanti dalla rivoluzione digitale.

Anche sulla Formazione 4.0, dice, “abbiamo prorogato il credito di imposta modulando la misura sulle piccole e medie imprese che fino ad ora avevano solo in minima parte avuto accesso a questi fondi”.

Occorre investire ancora molto per superare il divario culturale nel mercato del digitale, soprattutto tra piccole e grandi imprese, che faticano a sostenere iniziative tecnologiche. Le basi per una grande rivoluzione sono state gettate, è necessario rendersi conto che la rivoluzione tecnologica è iniziata, ed è necessario adeguarsi a questo cambiamento per trarne vantaggio e non rimanerne travolti. Consulting for Innovation  fa della formazione e dell’innovazione tecnologica uno dei punti focali della sua mission, solo chi si adegua al cambiamento può trarne vantaggio!

 

Data Pubblicazione: 04/01/2019

Scritto da: Fabrizio Cerignale

Pubblicato su: Innovation Post

 

Fonte https://www.innovationpost.it/2019/01/04/dal-venture-capital-a-industria-4-0-ecco-la-rivoluzione-digitale-secondo-di-maio/