CFI: Il nostro pensiero, la nostra operatività, il nostro sostegno. Tutte le ultime novità sulla Legge del Sovraindebitamento (legge 3/2012)

La Legge 3/2012 con le ultime modifiche inserite nella nuova Manovra Finanziaria 2019, approvata dal governo, rappresenta un valido ed eccezionale strumento per tutte quelle persone, giuridiche  e fisiche, per poter risolvere la propria situazione debitoria. Anche in quei casi dove il debitore non ha nessuna disponibilità per poter pagare.

Questa possibilità viene concessa al debitore una sola volta per la sua esdebitazione.

Tanti e importanti sono gli interventi apportati nella nuova Legge di Bilancio 2019.

I punti chiave:

  • Estensione anche ai soci
  • Accesso alla esdebitazione, anche senza alcuna possibilità economica da parte del venditore
  • PROCEDURA FAMILIARE  E’ concessa a tutti i membri della stessa famiglia la facoltà di presentare un unico progetto di risoluzione della crisi
  • Tutti i debiti nei confronti dello Stato possono essere estinti con solo il 10% dell’intero ammontare

 

La Consulting for Innovation è fortemente impegnata a diffondere la conoscenza di tutti gli strumenti che interessano la Legge 3/2012 attraverso incontri, meeting, dibattiti. Ma il lavoro più importante lo svolge attraverso la sua importante rete di consulenti commerciali, che ogni giorno sono impegnati ad individuare tutte quelle persone che necessitano di questi strumenti, mettendo loro a disposizione una consulenza commerciale gratuita.

 

 

Fonte Articolo I Focus del Sole 24 ore

GUIDA ALLA MANOVRA/3. «Saldo e stralcio», salvagente per chi è in difficoltà economiche

Arriva la definizione a “saldo e stralcio” dei debiti iscritti a ruolo per i soggetti in difficoltà economica. A prevederla è la legge di Bilancio 2019 che introduce così una ulteriore sanatoria rispetto a quelle già incluse nella “pace fiscale” del decreto fiscale (Dl 119/2018, convertito dalla legge 136/2018).

Il perimetro: esclusi i «bonari»

I debiti definibili sono quelli risultanti dai singoli carichi affidati all’agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, derivanti dall’omesso versamento di imposte indicate nelle dichiarazioni annuali. Si tratta pertanto di imposte già dichiarate dal contribuente ma non versate che vengono normalmente riscosse in esito ai controlli automatizzati (articolo 36-bis Dpr 600/73 per le imposte dirette e articolo 54-bis Dpr 633/72 per l’Iva). Il debito deve già essere iscritto a ruolo e perciò, pur non essendo necessaria la notifica della relativa cartella, non è sufficiente il solo avviso bonario recapitato al contribuente. Possono poi essere estinti i debiti affidati all’agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, derivanti dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’Inps. In proposito occorrerà comprendere se siano inclusi tutti i contributi dei lavoratori autonomi e quindi sia di professionisti iscritti alla gestione separata Inps, sia di artigiani e commercianti. Dovrebbero, invece, essere esclusi i contributi dovuti per il lavoro dipendente e quelli derivanti da eventuali accertamenti subiti.

La situazione di difficoltà

L’estinzione dei debiti interessa solo per i soggetti che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica. La norma ritiene grave e comprovata la situazione di difficoltà economica allorché l’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) del nucleo familiare non sia superiore a 20mila euro. L’unica eccezione a tale regola riguarda i soggetti in stato di sovraindebitamento che hanno presentato la domanda per la liquidazione di tutti i propri beni (articolo 14-ter della legge 3/2012), i quali, indipendentemente dall’Isee, possono estinguere i debiti iscritti a ruolo.

La somma da versare

L’importo da versare per l’estinzione dei debiti dipende dalla situazione economica del contribuente.

La norma prevede, innanzitutto, l’integrale annullamento di sanzioni ed interessi di mora, inoltre a seconda dell’Isee, è dovuta una percentuale delle somme affidate alla Riscossione a titolo di capitale e interessi, in misura pari:

 

  • al 16% qualora l’Isee del nucleo familiare risulti non superiore a 8.500 euro;

 

  • al 20%, qualora l’Isee del nucleo familiare risulti superiore a 8.500 euro e non superiore a 12.500 euro;

 

  • al 35%, qualora l’Isee del nucleo familiare risulti superiore a 12.500 euro.

Sono inoltre dovuti gli aggi e il rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento. I soggetti, invece, in stato di sovraindebitamento possono estinguere i carichi a ruolo versando il 10% delle somme iscritte alla riscossione a titolo di capitale e interessi, oltre ad aggi, spese per procedure esecutive e di notifica. Tali percentuali valgono anche per contributi (delle casse previdenziali professionali e delle gestioni Inps dei lavoratori autonomi) e il versamento sarà poi utilizzato ai fini assicurativi secondo le norme che regolano la gestione previdenziale interessata.

Le vecchie rottamazioni

Da evidenziare, ancora, la possibilità di estinzione agevolata dei debiti già oggetto delle precedenti rottamazioni per le quali il debitore non ha perfezionato la relativa definizione con l’integrale e tempestivo pagamento delle somme dovute. Occorre che sussistano i requisiti richiesti per l’estinzione agevolata (Isee, stato di sovraindebitamento e altri) e le somme già versate saranno scomputate. Nell’ipotesi in cui per i debiti oggetto di definizione sia pendente un giudizio, il contribuente deve impegnarsi a rinunciare alla lite contestualmente alla presentazione della dichiarazione per aderire alla sanatoria. Deve poi depositare copia della relativa documentazione della definizione nel fascicolo e nelle more del pagamento delle somme dovute, il processo è sospeso dal giudice. L’estinzione del giudizio è subordinata all’effettivo perfezionamento della definizione.

La legge 3 consente di accedere ad una procedura che facilita il risanamento dei debiti, attraverso un piano di rientro che permetterà al debitore di ridurre il debito. I professionisti della Consulting for innovation hanno maturato esperienza nel campo che riguarda la legge del sovraindebitamento, con l’obiettivo di supportare persone fisiche e soggetti economici attraverso soluzioni professionali e orientate al cliente.

 

 

 

Data Pubblicazione: 31/12/2018

Scritto da: Laura Ambrosi e Antonio Iorio

Pubblicato su: Quotidiano del Fisco del Il sole 24 ore

Fonte: http://www.quotidianofisco.ilsole24ore.com/art/accertamento-e-contenzioso/2018-12-28/saldo-e-stralcio-salvagente-chi-e-difficolta-economiche-195700.php?uuid=AELExW6G

 

 

Effetti penali e tributari: il perimetro delle misure premiali per la «gestione precoce»

Il parere della commissione permanente giustizia sul decreto attuativo di riforma della disciplina di crisi ed insolvenza interviene, invitando il Governo a precisare il perimetro di contenimento degli effetti penali della crisi, anche sulle misure premiali, concepite come incentivo alla gestione precoce della crisi e quindi riconosciute ai soli debitori che tempestivamente ricorrano ad uno degli strumenti codificati di composizione. Entro sei mesi dal verificarsi di talune circostanze, il debitore deve aver fatto ricorso ad una delle procedure previste dal nuovo codice, incluse quelle di allerta. Si tratta di debiti per retribuzioni scaduti da più di sessanta giorni, di debiti nei confronti di fornitori scaduti da più di centoventi giorni e superiori al non scaduto, e del superamento nel bilancio o comunque per tre mesi, degli indici di cui all’articolo 13, funzionali alla identificazione dei fondati indizi di crisi. L’impostazione è apprezzabile per oggettività, anche se spesso il dato dello scaduto conclama una condizione di crisi già consolidata e prossima all’insolvenza che dovrebbe, perlomeno nelle intenzioni, divergere dalle elaborazioni informative più sofisticate richiamate dall’articolo 13, che quella condizione sarebbero chiamate ad anticipare. Si tratterà quindi di capire come i tre indici convivano. Con riferimento alla natura delle misure premiali, l’attuale testo del decreto prevede benefici in termini di responsabilità personale del debitore, di riduzione di sanzioni ed interessi sul debito tributario, ed infine processuali. Il debitore tempestivo beneficerebbe della non punibilità per i reati di bancarotta e ricorso abusivo al credito se il danno cagionato è di speciale tenuità, o della riduzione sino alla metà della pena ove il valore dell’attivo superi il quinto dei debiti. Sul punto il parere della commissione invita a prevedere un limite massimo del danno (2 milioni di euro), ed a precisare come il quinto debba riferire ai creditori chirografari.

Modesti invece gli effetti in termini di riduzione degli oneri sul debito tributario. Non sembrano decisivi ed efficaci il contenimento al tasso legale degli interessi maturati nel corso della procedura di allerta, la riduzione al minimo delle sanzioni se la domanda di accesso ad una delle procedure di regolamentazione della crisi sia depositata entro il termine di pagamento che ne consentirebbe l’applicazione in misura ridotta e la riduzione alla metà di interessi e sanzioni quando il debito trattato con uno degli strumenti codificati sia stato precedentemente oggetto della procedura di composizione assistita. Lo schema non prevede, purtroppo, la semplificazione dell’accesso alla rateazione straordinaria in centoventi mesi di cui all’articolo 19, comma 1-quinquies, Dpr 602/1973, da più parti auspicata in quanto foriera di un alleggerimento finanziario che molto spesso nella soluzione della crisi pesa più della riduzione dell’onere.

Dal punto di vista processuale, il debitore tempestivo potrà beneficiare del raddoppio dei termini della proroga della fase prenotativa del concordato o della richiesta di omologa di accordo di ristrutturazione del debito, e della riduzione al venti per cento della soddisfazione offerta ai creditori chirografari che escluda le proposte concorrenti.

 

CONSULTING FOR INNOVATION si propone di essere un partner per le imprese e i cittadini, operando con professionalità e affidabilità al fine di accompagnare il cliente in un percorso con l’obiettivo di vederne riconosciuti i diritti.

 

 

 

Data Pubblicazione: 31/12/2018

Scritto da: Claudio Ceradini

Pubblicato su: Quotidiano del Lavoro, del Sole 24 ore

 

I privati saranno liberi da tutti i debiti anche senza contropartita ai creditori

La «procedura di sovraindebitamento», intesa come procedura finalizzata a regolare la crisi dei soggetti esclusi dal fallimento (in primis dei cosiddetti debitori civili, cioè di coloro che non possono fallire perché non sono imprenditori commerciali: comuni cittadini che si siano indebitati per qualunque motivo e non riescano più a far fronte ai loro debiti), è stata introdotta nel nostro ordinamento solo attraverso la legge n. 3 del 2012 , e dunque non appartiene alla nostra tradizione, come appartiene invece a quella di altri Paesi (quali ad esempio gli Stati Uniti, l’Inghilterra e la Germania). Questo spiega forse più di ogni altra considerazione perché la legge sul sovraindebitamentonon abbia ricevuto negli anni passati la diffusione che ci si aspettava.

Ora però non solo la disciplina contenuta nella legge del 2012 risulta integralmente importata all’interno del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza che sta per diventare legge, ma vi risultano anche inserite, accanto ad alcune novità solo nominali, altre importanti novità di carattere sostanziale, che da un lato dovrebbero chiarirne delle zone d’ombra e da un altro lato dovrebbero servire a renderla più appetibile. Ciò significa che il legislatore della riforma intende scommettere sull’assimilazione culturale della procedura di sovraindebitamento da parte del sistema, non solo confermandola quale procedura concorsuale a tutti gli effetti, ma provando anche a favorirla dove possibile.
La più importante delle novità funzionali a favorire una maggior diffusione della procedura di sovraindebitamento è senza dubbio quella consistente nella concessione al debitore della facoltà di godere dell’esdebitazione anche quando «non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura». Vero è che questa facoltà viene in qualche modo temperata sia dal fatto di poter essere invocata «solo per una volta», sia dalla previsione dell’ipotesi in cui, dopo la concessione dell’esdebitazione da parte del giudice, «sopravvengano utilità rilevanti, che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore al dieci per cento», perché in questa ipotesi il debitore dovrà assolvere ai propri obblighi di pagamento entro i successivi quattro anni.

Ma la novità rimane ugualmente molto importante, perché aggiunge al beneficio dell’esdebitazione, cioè della liberazione del debitore da tutti i debiti rimasti insoddisfatti nella procedura, di cui il debitore può già godere in virtù della legge del 2012, un vantaggio ulteriore, quale appunto quello della possibile liberazione da tutti i debiti anche quando tali debiti non possano essere pagati neppure in parte. E questo al duplice scopo di permettere al debitore un nuovo inizio (a fresh start in life, secondo l’espressione della letteratura giuridica anglo-americana) e di recuperarlo al ciclo produttivo: il che del resto corrisponde alle finalità storiche dell’istituto.

Sempre in tema di esdebitazione, la riforma prevede inoltre la sua estensione dalle persone fisiche, alle quali la legge del 2012 la circoscrive, alle persone giuridiche, e la sua applicazione di diritto in ipotesi di liquidazione controllata, semplicemente a seguito della chiusura della procedura, o addirittura anche prima della chiusura una volta decorsi tre anni dalla sua apertura. Ne gioverà la disciplina del sovraindebitamento, in termini di una sua maggior diffusione? È lecito immaginare di sì, ma molto dipenderà, come si diceva, anche dall’acquisizione di una consapevolezza e di una confidenza cui solo il tempo potrà dar vita, se si avranno la pazienza e la cura (per usare qui una suggestione proveniente da una recente opera di Gabrio Forti, «La cura delle norme») che ogni processo di assimilazione di per sé richiede.

 

La legge 3 consente di accedere ad una procedura che facilita il risanamento dei debiti, attraverso un piano di rientro che permetterà al debitore di ridurre il debito. La persona prima sovraindebitata potrà riprendere una nuova attività commerciale e potersi reinserire nella società. I professionisti della Consulting for innovation hanno maturato esperienza nel campo che riguarda la legge del sovraindebitamento, con l’obiettivo di supportare persone fisiche e soggetti economici attraverso soluzioni professionali e orientate al cliente.

 

 

Data Pubblicazione: 17/12/2018

Scritto da: Niccolò Nisivoccia

Pubblicato su: Quotidiano del Fisco del Il sole 24 ore

 Fonte  http://www.quotidianofisco.ilsole24ore.com/art/societa-e-bilanci/2018-12-14/i-privati-saranno-liberi-tutti-debiti-anche-senza-contropartita-creditori-155128.php?uuid=AEdEp6zG

In crisi per troppi debiti? Ecco chi ti aiuta a ridurli

In aumento le famiglie che non riescono a pagare le spese e le rate del mutuo. Camere di Commercio e Unioncamere sostengono privati e aziende

Fabrizio, quarantenne di Pavia, la preoccupazione per i debiti aveva fatto perdere il sonno. Sul suo stipendio da impiegato pesavano le rate del mutuo sottoscritte con una banca e quelle di un prestito, stipulato con un’altra. Era convinto di vedere la sua casa finire all’asta. Invece, oggi vive ancora con la sua compagna, nel loro bilocale. Non ha appianato del tutto i debiti, ma potrà pagare il mutuo in tempi più dilazionati e contando su una riduzione sia del mutuo che del prestito. Fabrizio ha dimostrato di essere pronto a fare tutto il possibile per onorare i debiti. Occorreva, però, un piano per i pagamenti che fosse sostenibile. E la vendita del bilocale che lo avrebbe messo in mezzo a una strada non sarebbe stata conveniente neppure per le banche. Ada, invece, fino a qualche mese fa gestiva un bar a Milano, acquistato coi risparmi di anni di lavoro dipendente. Il giro d’affari, però, non si era rivelato quello sperato. Per pagare i fornitori era rimasta indietro con le tasse sul commercio, fino ad arrivare a un pesante debito con l’erario. Una situazione che sembrava senza vie d’uscita e che, invece, si è conclusa con un accordo che ha permesso a Ada, sostenuta economicamente dai genitori e da un’amica, di accordarsi coi creditori con una somma pari a circa il 10 per cento del debito. Non uno sconto, ma il massimo sforzo che Ada e la sua famiglia erano di grado di affrontare in quella situazione.

I casi di Ada e Fabrizio non sono rari. Secondo i dati di Banca d’Italia, nel 2000 le famiglie indebitate non superavano le 200 mila. Uno studio presentato a giugno dalla Consulta nazionale antiusura parla di 1 milione 959 mila casi nel 2017 con un aumento di 682 mila casi in 10 anni. Scarsa conoscenza della gestione delle proprie finanze. Una comprensione superficiale dei processi di pagamento a rate e del loro reale costo. Oppure, eventi avversi, come la perdita del lavoro, della salute o spese improvvise non rimandabili. Sono tanti i motivi per cui le famiglie possono arrivare alla «crisi da sovraindebitamento». Ada e Fabrizio hanno evitato di finire sul lastrico rivolgendosi all’Organismo per la composizione delle crisi da sovraindebitamento (Occ), istituito l’anno scorso dalle Camere di Commercio e Unioncamere Lombardia. Un servizio rivolto anche a semplici consumatori e lavoratori autonomi, oltre che a piccoli imprenditori e commercianti con attività escluse dalla procedura del fallimento. In un anno e mezzo di attività, lo sportello ha trattato 200 casi in Lombardia. All’Occ, i debitori vengono aiutati dal «gestore della crisi», ovvero un legale, a formulare una proposta di accordo con i creditori. Il debitore si impegna in un progetto con importi e tempi definiti per saldare in tutto o in parte i debiti e i creditori recuperano almeno in parte quanto dovuto. Tra i nuovi casi in esame a Milano c’è quello di Patrizia, 60 anni, piccola imprenditrice di Monza, che vorrebbe vendere la casa per pagare i debiti del mutuo e della sua impresa.

Per aiutare chi non riesce a pagare spese e rate, è stata varata nel 2002 una legge ad hoc: la legge 3/2012 «cancella debiti» che permette di ristrutturarli, ridurli o in alcuni casi addirittura estinguerli. Una norma poco conosciuta, ma importantissima. Sportelli come l’Occ vanno invece nella sua direzione, come spiega Elena Vasco, segretario generale di Unioncamere Lombardia: «L’Occ è un’iniziativa con un’importante valenza etica e sociale, indirizzata soprattutto alle micro-piccole aziende, che ha effetti concreti non solo sui diretti interessati, ma genera ricadute positive a beneficio dell’intero sistema economico».

 

I consulenti ed il pool di professionisti della CONSULTING FOR INNOVATION sono soggetti altamente qualificati nella risoluzione di controversie legate al debito, e accompagnano il cliente a intraprendere azioni che possano consentire allo stesso di riappropriarsi della vita in modo sereno.

 

Data Pubblicazione: 26/08/2018

Scritto da: Giovanna Maria Fagnani

Pubblicato su: Corriere della Sera

Fonte: https://www.corriere.it/buone-notizie/18_agosto_26/crisi-troppi-debiti-ecco-chi-ti-aiuta-ridurli-8cd4e230-a92f-11e8-ac75-03917cf6f044.shtml