industria 4.0

Parole chiave nel programma di Governo: Industria, Innovazione e Impresa 4.0

Il documento definitivo del programma di governo vanta numerose novità rispetto alla bozza pubblicata martedì, tra cui una parola chiave per il panorama imprenditoriale italiano, ovvero Impresa 4.0.

Il terzo punto del programma è quello relativo all’industria, che enuncia:

 “il sistema industriale del nostro Paese sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma ha in sé grandi potenzialità per affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza”.

Si parla, inoltre, all’interno del programma esplicitamente di quarta rivoluzione industriale e di Impresa 4.0:

“Siamo una realtà nella quale la produzione di massa incontra la capacità di personalizzazione del prodotto. La presenza di unità economiche di piccola e media dimensione (settori artigianali, design, manifattura) ci consentono flessibilità nei processi e adesione alle richieste del mercato. Oggi la sfida è quella dell’innovazione connessa a una convincente transizione in chiave ambientale del nostro sistema industriale, allo sviluppo verde per creare lavoro di qualità, alla piena attuazione dell’economia circolare, alla sfida della “quarta rivoluzione industriale”: digitalizzazione, robotizzazione, intelligenza artificiale. Il piano Impresa 4.0 è la strada tracciata da implementare e rafforzare. Il Governo intende inoltre potenziare gli interventi in favore delle piccole e medie imprese”.

Altro punto molto interessante per le imprese è l’ampliamento della tematica PMI e innovazione che prende consapevolezza che “un grande Paese industriale come l’Italia debba porsi come obiettivo l’innovazione tecnologica quale vettore di crescita economica, favorendo l’aumento degli investimenti privati, ancora troppo lontani dalla media europea, in start-up e PMI innovative”. Il programma sottolinea che il panorama italiano necessita di rinnovare le competenze digitali, perciò il progetto di innovazione e digitalizzazione “costituisce una misura particolarmente efficace per contribuire allo sviluppo e alla crescita economica e culturale del Paese”. Il formarsi su competenze che il cambiamento digitale richiede rappresenta una priorità, una conditio sine qua non per rimanere o entrare all’interno del mercato del lavoro, in ogni settore.

Consulting for Innovation, società di consulenza proattiva alle imprese, supporta le imprese a 360° e si impegna da sempre nel sostenere i processi di digitalizzazione come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato. Organizza Corsi di Formazione per Imprenditori, fondamentali per guidare al meglio la propria azienda, in un era di continuo cambiamento.

innovazione

Arriva il Decreto per l’Innovazione, importanti novità per le Pmi

La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il Decreto Ministeriale per definire le Imprese beneficiarie del Voucher per Innovation Manager nelle Pmi. La pubblicazione riguarda, inoltre, le spese ammissibili, la misura del contributo, i requisiti degli esperti dell’innovazione. Le ultime informazioni ancora da scoprire sono le modalità e i termini di presentazione della domanda per iscriversi nell’elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza abilitate, con relativa modulistica. Questi ultimi punti dovrebbero essere chiariti entro 30 giorni.

In cosa consiste il Voucher

Il voucher prevede un contributo a fondo perduto per le spese sostenute:

  • al 50% fino a un massimo di 40mila euro per le piccole imprese,
  • al 30% fino a un tetto di 25mila euro per le medie imprese,
  • al 50% fino a 80mila euro per le reti di impresa.

Il contributo è riconosciuto per i periodi d’imposta 2019 e 2020.

Chi sono le Pmi beneficiarie?

Le Pmi beneficiarie devono avere sede in Italia, iscritte alla Camera di Commercio, possono, inoltre, accedere se appartengono a contratti di rete con determinate caratteristiche: reti formate da PMI, obiettivi strategici di innovazione, composizione e durata conformi alle attività da sviluppare. Sono previste poi indicazioni specifiche sulla governance e sul diritto di recesso.

Non possono accedere, invece, le Pmi che appartengono ai settori elencati nell’articolo 1 del regolamento UE 1407/2013 (pesca, alcuni segmenti dell’agricoltura, servizi per l’esportazione). Non devono avere sanzioni interdittive o procedure concorsuali, né aver ricevuto e non rimborsato aiuti su cui pende un ordine di recupero.

Le caratteristiche dei Manager

Il manager al quale si fa riferimento deve essere qualificato, avere un contratto di consulenza della durata non inferiore a nove mesi, essere iscritto agli appositi elenchi istituiti presso il Ministero oppure indicare una società di consulenza iscritta ali stessi elenchi. Importante: le spese devono essere sostenute successivamente alla domanda di ammissione al contributo.

Si attendono gli aggiornamenti per la presentazione della domanda.

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innovazione

Per avere successo nell’Era dell’Industria 4.0 è necessario formare e formarsi!

La Tecnologia ha ormai, da diverso tempo, influenzato tutti i settori professionali, grazie allo sviluppo del digitale, che rappresenta un grande fattore di cambiamento anche nell’ambito lavorativo.

Gabriella Bocca, in occasione del roadshow organizzato dalla Piccola Industria di Confindustria, in collaborazione con Audi, che inizia il 26 giugno a Ivrea sostiene che  «Il vero discrimine non è rappresentato dalle dimensioni di una impresa, ma dalla capacità di innovare velocemente guardando al mercato, la digitalizzazione la fanno le aziende eccellenti, anche di piccole e medie dimensioni e sul territorio abbiamo molte pmi leader di mercato nei loro settori». Continua Carlo Robiglio «Il 96% dei beneficiari – cita – a cui corrisponde il 66% degli investimenti incentivati, è composto da imprese con meno di 250 dipendenti. Il 35% degli investimenti 4.0 si riferisce poi a imprese con meno di 50 addetti. Questo significa che le pmi hanno investito ed investono molto in innovazione».

Per chi si sta formando adesso, o per chi è già un leader, ciò che in questo periodo è necessario e fondamentale riguarda l’aspetto delle competenze. Il formarsi su competenze che il cambiamento digitale richiede rappresenta una priorità, una conditio sine qua non per rimanere o entrare all’interno del mercato del lavoro, in ogni settore. Il supporto della tecnologia, delle macchine dotate di intelligenza artificiale, può rappresentare un’arma a doppio taglio, se da una parte è un grande supporto, dall’altro è necessario possedere delle competenze per poterla guidare. Ciò che quindi farà la differenza nell’immediato futuro non saranno in realtà le tecnologie che si utilizzeranno. Ma il capitale umano, la formazione di quest’ultimo. Senza la formazione delle persone, le tecnologie serviranno a ben poco.

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La comunicazione social che valorizza il made in Italy: la tradizione che utilizza l’innovazione

Valorizzare un’azienda ricca di storia e tradizione nell’era digitale è un passo ormai necessario. Con il passare degli anni, anche le aziende storiche hanno la necessità di rinnovare il loro marchio rafforzandone la brand identity, nonostante abbiamo alle spalle una lunga tradizione che parla per loro. Ma purtroppo anche quando si riesce a costruire nel tempo un’azienda solida e con una grande storia si corre il rischio di essere maggiormente imitati andando incontro al cosiddetto italian sounding, fenomeno che fa riferimento all’imitazione di un prodotto/denominazione/marchio attraverso un richiamo alla presunta italianità, che sottrae grandi fette di mercato.

Come aggirare il problema?

Su questo la comunicazione e le piattaforme social possono essere, per molte imprese, un grande strumento, se utilizzati nel giusto modo. Raccontare la produzione di un prodotto, le fasi della lavorazione attraverso le quali viene fuori la qualità può essere un fattore determinante, che attraverso la comunicazione social diventa elemento di valore aggiunto. I luoghi ed il territorio nel quale nasce l’azienda, può essere un ulteriore elemento da raccontare, che insieme ai precedenti costituisce la brand identity di un’azienda. Questi, e molti altri, sono fattori importanti agli occhi dei millennials, che oggi osservano e tengono molto conto della comunicazione di un brand. Il consumatore oggi è molto più informato rispetto ad un tempo, e prima di acquistare un prodotto ne ricerca ogni dettaglio dato un vasto mercato di prodotti con tutte le informazioni a portata di click. In questo scenario, sempre più ricco di alternative, la narrazione diventa elemento distintivo e necessario per tutte le aziende, piccole o grandi, appena nate o con una forte tradizione alle spalle.

La Consulting for innovation, attraverso il pool di professionisti specializzati, supporta le imprese a 360 gradi, fornendo loro i servizi necessari ad ogni esigenza.

industria 4.0

PMI e crescita: il comun denominatore è la digitalizzazione!

Dando uno sguardo alle ultime statistiche la crescita delle PMI sembra aver ricevuto un colpo d’arresto, il fattore determinante si può rintracciare nella mancata innovazione.
Nel 2017 circa 150 mila imprese italiane con 50 milioni di euro di fatturato segnalavano un trend di crescita di ricavi e occupazione in forte ripresa rispetto agli anni precedenti, una crescita che oggi invece sembra rallentare nuovamente.

Come si è giunti a questa situazione? Ci sono meno PMI, ma soprattutto meno PMI che puntano sull’innovazione, il comun denominatore determinante per la crescita delle PMI italiane che crescono di più in Europa. A dimostrarlo è la classifica rilasciata dal Financial Times, nella quale sono presenti molte PMI Italiane che hanno in comune il fattore più importante che permette loro di conquistarsi un posto in classifica: la digitalizzazione.

I benefici della digitalizzazione sono ormai ampliamenti dimostrati, stiamo vivendo un’epoca di cambiamento dove il digitale non è più una novità ma un elemento indispensabile, ma le piccole e medie imprese evidenziano ancora grandi difficoltà nell’investire in tecnologie digitali, dimostrandosi restie al cambiamento e poco fiduciose.

È necessario abbandonare la logica tradizionale guardando a nuovi modelli di business ormai affermati, orientati alla trasformazione digitale, accogliendo il cambiamento che consente la crescita.

Consulting for Innovation supporta le imprese a 360° e si impegna da sempre nel sostenere i processi di digitalizzazione come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato.

E’arrivato il momento di innovarsi: Il 5G perchè è importante per le Pmi

Se ne parla ormai da diverso tempo, il 5 G è una vera e propria rivoluzione in molti settori, non solo in quello della comunicazione, come si può ben immaginare.

Le macchine potranno comunicare in tempo reale tra loro su più livelli, e con questa prospettiva si intuisce come il 5 G sia un elemento chiave per la competitività futura di molte nazioni.

Per l ‘Italia questo aspetto è molto importante per far capire come la competitività del mercato si baserà sempre più sull’innovazione tecnologica, non solo come mezzo e strumento, ma vere e proprie strategie che uniscono la lavorazione ed il prodotto finale.

Ciò che occorre attenzionare è quindi la preparazione necessaria per fa fronte a questo cambiamento ormai imminente ed inevitabile.

Le innovazioni digitali e tecnologiche possono essere quel surplus che permette di fare la differenza, ma ciò accade soltanto quando si hanno le competenze per poter sfruttare questi strumenti, senza le competenze adeguate si rischia di perdere la grande opportunità offerta e rimanere indietro in un mercato ormai sempre più evoluto.

Il 5G giocherà un ruolo fondamentale per le aziende che vogliono migliorare le proprie competenze di mobile e remote working, consentendo ai dipendenti di lavorare in modo più veloce, efficiente e produttivo sia che si trovino a casa sia presso un cliente”, ha dichiarato Massimo Arioli, Head of B2B Sales&Marketing, Toshiba Client Solutions Italy.

 

Consulting for Innovation supporta le imprese a 360° e si impegna da sempre nel sostenere una formazione continua come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato.

 

Fonte SOLE 24 ORE

innovazione

PMI ITALIANE : INVESTIRE NEL DIGITALE

Come dimostra uno studio Nielsen, le Piccole e Medie imprese italiane, in un periodo non proprio in crescita ricercano nella sfera del digitale uno strumento in grado di fornire loro una visione più chiara sull’andamento del proprio business. Allo stesso tempo i professionisti all’interno del mondo imprenditoriale indicano sempre più spesso la digitalizzazione come un aspetto necessario per far evolvere il proprio ruolo.

<< Le PMI italiane confidano, infatti, nel digitale per poter collaborare con fornitori e clienti (86%), in particolare per scambiare ordini elettronici (79%) e gestire pagamenti (80%), ma anche per avere immediato accesso alle informazioni sullo stato dei pagamenti dei propri clienti (86%) o per visualizzare lo stato di evasione degli ordini (83%). Avere un quadro esaustivo della situazione, permette alle imprese di essere più agili e di prendere decisioni in modo più rapido e consapevole >>

Federico Leproux, CEO di TeamSystem “Dalla ricerca emergono dati particolarmente interessanti, che descrivono un approccio chiaro del nostro tessuto imprenditoriale e dei professionisti italiani”, ha sottolineato “C’è la consapevolezza diffusa che il digitale stia funzionando e che innovare il processo passando al digitale porti con sé un salto di qualità significativo, in grado di rendere l’azienda più competitiva attraverso la leva tecnologica. Con il digitale è possibile rendere i processi più semplici e controllati, ridurre errori, raccogliere molte più informazioni, lavorare in modo integrato, collaborando in modo più sinergico con tutta la filiera, dai clienti ai fornitori, passando per i partner. Tuttavia, per continuare a crescere in tema di produttività e poter competere ancora di più sui mercati globali nel corso dei prossimi anni, bisogna accompagnare l’innovazione tecnologica, evolvendo le competenze e investendo sulle persone. La trasformazione digitale, infatti, sarà è veramente efficace se valorizzerà pienamente il talento e le potenzialità delle persone.

Consulting for Innovation supporta le imprese a 360° e si impegna da sempre nel sostenere i processi di digitalizzazione come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato.

Ecco perché CFI basa la sua mission sulla consulenza sartoriale anche per le piccole e medie imprese

Gli specialisti di Best&Company in un intervista su Repubblica.it esordiscono cosi :

Oggi imprenditori e dirigenti d’impresa sono molto più competenti che in passato. È necessario lavorare insieme a loro per elaborare la filosofia societaria”.

Ci troviamo all’interno di un’epoca in cui la rivoluzione digitale e il cambiamento continuo hanno avuto un forte impatto su tutti i settori. Questo ha portato con sè delle evidenti conseguenze, dà un lato i leader mondiali, che sono riusciti a trarre vantaggio dalle innovazioni tecnologiche, dall’altro le piccole e medie imprese in evidente difficoltà, per mancanza del know-how necessario per gestire le richieste del mercato.

Roberto Prioreschi, managing director Italia spiega che questo divario è dovuto anche una domanda sempre più esigente

«Fino a 10-15 anni fa la consulenza strategica riusciva ancora ad adottare modelli standard, magari importati da mercati più evoluti, e adattarli a diverse aziende e settori. In questo modo il mercato premiava soprattutto i consulenti generalisti. Noi non abbiamo mai amato questo approccio e oggi, in un mercato dove il livello di competenze dei manager e imprenditori è molto più elevato, continuiamo a essere chiamati ad aiutare le aziende per le nostre competenze specifiche nei diversi settori, per il nostro approccio personalizzato e per i risultati che riusciamo a ottenere lavorando insieme al cliente».

La nuova era della digitalizzazione che ormai stiamo vivendo e che non rappresenta più una novità è diventata una priorità anche per le piccole e medie imprese.

Ancora Prioreschi «Nel nostro Paese più dell’80% delle imprese è di piccole dimensioni e con un’impostazione padronale. E molte di queste sono ormai consapevoli di doversi confrontare con i mercati mondiali, per cui o innovano o sono condannate al declino». «Rispetto al passato, oggi gli imprenditori italiani sono più aperti a fare un pezzo di strada insieme a investitori istituzionali».

Questa necessita di rinnovarsi e soprattutto di stare al passo con una domanda di mercato sempre più innovativa, fa entrare in campo le società di consulenza, che con un approccio sartoriale possono fare la differenza.

«Molte aziende, anche del nostro settore, hanno scelto la strada delle acquisizioni per importare nuove competenze, soprattutto sugli ambiti tecnologici»  conclude Azzarello.

La Consulting for innovation basa la sua mission sulla consulenza sartoriale, anche per le piccole e medie imprese a fronte di un epoca in continuo cambiamento, fornendo servizi di consulenza a 360°.

Fonte https://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/focus/2019/03/04/news/_per_il_cambiamento_delle_aziende_serve_consulenza_personalizzata_-220691175/

 

Vuoi avere il pieno controllo della tua azienda?

Ogni imprenditore sogna di poter aver il pieno controllo della sua azienda, senza tralasciare nulla, ma spesso, diventa quasi impossibile poter controllare ogni dettaglio. I ritmi di lavoro frenetici e la quantità di tempo limitato non consentono di poter seguire ogni processo come si vorrebbe, anzi, spesso l’imprenditore non ha contezza della direzione che la sua azienda sta seguendo. Ciò può accadere perchè gli attuali sistemi di controllo basati sul bilancio (analisi per indici, break even point, budget, analisi scostamenti, rating, zeta score), sono misurazioni quantitative e trascurano gli elementi qualitativi fondamentali per l’evoluzione dell’azienda, che sono intangibili, e cioè:

-LA FORMAZIONE
-L’INNOVAZIONE
-IL CLIMA AZIENDALE

Quindi, questi strumenti, sono in grado di misurare solamente ciò che è successo, ma non permettono all’imprenditore di conoscere cosa accadrà e soprattutto cosa dovrà fare la sua azienda in futuro. È necessario che le azioni quotidiane di ogni azienda vengano rilevate e misurate, ma spesso questo, all’interno dell’azienda, rappresenta un problema. Il Cruscotto di Controllo è la versione italiana della Balanced Scorecard ideata nel 1992 dai professori Robert Kaplan e David Norton dell’Università di Harward che è lo strumento di controllo attualmente più utilizzato al mondo. Semplifica la lettura del dato in quanto si riescono a sintetizzare i risultati in pochissimi indicatori e addirittura in un indicatore sintetico dello stato di salute aziendale attuale, ma soprattutto strategico, in funzione della capacità futura dell’azienda di essere coerente con il futuro. Quindi l’imprenditore o il manager avrà il controllo della situazione da un banalissimo foglio A4. Il cruscotto di controllo, oltre la caratteristica primaria di misurare è anche uno strumento molto efficace per effettuare delle simulazioni sulle scelte aziendali, in modo da analizzare i risultati delle scelte prima che esse siano compiute.

Tra le caratteristiche del Cruscotto aziendale troviamo quindi:

  • Descrizione e misurazione dei processi aziendali
  • Supporto per il raggiungimento di obiettivi concreti
  • Mappa strategica per guidare nella gestione dell’azienda
  • Misurazione dei risultati
  • Miglioramento del rapporto con i clienti
  • Ottimizzazione di gestione e produttività dei collaboratori
  • Fornisce informazioni fondamentali per sapersi muovere in ogni aspetto della vita Aziendale
  • Aumento dei profitti in quanto si conosce l’Azienda al meglio

 

La Mission del servizio Cruscotto di Controllo Aziendale è supportare l’imprenditore per migliorare la gestione aziendale, con semplicità, chiarezza e professionalità. Numerosi studi hanno evidenziato che soltanto cinque aziende su dieci sopravvivono ai primi cinque anni di vita aziendale, nel lungo periodo solo quelle che si avvalgono di una consulenza continuativa che garantisce loro la sopravvivenza.

Il Cruscotto aziendale offre la possibilità di iniziare a confrontarsi con indicatori strategici e scientifici, di grande supporto, necessari per poter seguire un percorso di corretta gestione aziendale e di controllo. La Consulting for innovation, tramite il suo team di professionisti specializzati nel settore, fornisce assistenza alle imprese attraverso una prima analisi gratuita, per aiutare gli imprenditori nella gestione del proprio business a 360°.

 

Come ogni euro investito in formazione fa aumentare fino a tre volte il fatturato delle aziende

Le innovazioni tecnologiche sono ormai una realtà quotidiana, in ogni ambito lavorativo si sono instaurate tecnologie che supportano i compiti quotidiani dei lavoratori. Si parla di rivoluzione tecnologica 4.0, ma in Italia le competenze non riescono a stare al passo delle innovazioni. L’avanzamento della tecnologia, senza il supporto di adeguate skill, rischia di essere un’arma a doppio taglio soprattutto per le piccole e medie imprese. La soluzione per evitare il problema è concentrarsi sulla formazione del capitale umano.

L’Italia rispetto agli altri Paesi è al di sotto della media Europea, soprattutto per quanto riguarda l’aggiornamento professionale e l’apprendimento di nuove competenze.

Come spiega Donato Ferri – Mediterranean People Advisory Services Leader di EY – al Sole 24 ore

 << Investendo 1 euro sulla formazione e lo sviluppo di certi tipi di skill ottengo un aumento nel fatturato da 2 a 3 volte il valore investito in un anno, a seconda se parliamo rispettivamente di aziende grandi o medio-piccole. Oggi a cambiare è il metodo di lavorare sulle persone, e a durare non è la competenza che si impara negli anni. Non si può pensare di non lavorare sulla psicologia e la capacità di un manager di motivare e di motivarsi.. >>

La trasformazione tecnologica in atto necessità di un equilibrio tra le nuove tecnologie, a supporto del lavoratore, e le competenze necessarie per poter sfruttare al meglio il loro potenziale. Senza una formazione adeguata il mercato del lavoro rischia di non riuscire a far fronte ai cambiamenti in atto. Le competenze che possiede oggi un lavoratore tra un paio di anni saranno già obsolete e necessiteranno di un aggiornamento, considerando la rapidità con la quale si evolvono le innovazioni tecnologiche.

Quello che emerge, quindi, dai numerosi studi realizzati è che l’Italia si trova in una situazione non proprio favorevole, ciò che manca sono soprattutto le competenze nel campo dell’industria 4.0.

Le tecnologie senza le adeguate competenze non producono risultati positivi, portando all’effetto contrario.

È fondamentale, quindi, per le imprese concentrarsi sulla formazione, considerandola un aspetto centrale sulla quale investire risorse, e non più un optional da rimandare, proponendo un aggiornamento continuo e costante.

 

La Consulting for Innovation, operando anche con partner esterni, eroga alle imprese la formazione che necessita loro a più livelli, pratica e attuale, considerandola da sempre un aspetto centrale, un processo senza il quale con le continue innovazioni, il mondo del lavoro non può sopravvivere.  

 

Fonte Il sole 24 ORE