Crisi_dimpresa

Crisi d’impresa: a rischio otto su cento

Riteniamo utile segnalare il Rapporto Cerved sui Bilanci 2018 poichè, da un’attenta analisi del documento, si evince che i nuovi Allert aziendali introdotti dalla Riforma sulla crisi d’impresa, colpiscono in misura rilevante soprattutto le microimprese e le Pmi.

Si conferma di conseguenza l’esigenza che gli imprenditori, soprattutto quelli che gestiscono le aziende di minori dimensioni, si attivino ed organizzino in quanto è necessario un “cambio culturale” nella gestione delle imprese, che deve avvenire anche attraverso investimenti in formazione sia finanziaria che gestionale.

https://www.ilsole24ore.com/art/allerta-crisi-d-impresa-rischio-otto-societa-100-ACy32LGB

crisi d'impresa

Una bomba a orologeria contro gli Amministratori

Segnaliamo un interessante articolo che mette in evidenze i rischi che, a seguito delle riforma sulla crisi d’impresa, corrono gli Amministratori delle società che sono esposti a possibili azioni di risarcimento danni dai creditori della società stessa. Praticamente oggi amministrare una società significa mettere a rischio il proprio patrimonio e la propria casa. L’argomento è sottovalutato e poco conosciuto e per questo motivo costituirà uno Focus su cui Consulting For Innovation incentrerà i prossimi corsi di formazioni per Imprenditori

Fonte

https://www.italiaoggi.it/news/una-bomba-a-orologeria-contro-gli-amministratori-2420250

industria 4.0

Parole chiave nel programma di Governo: Industria, Innovazione e Impresa 4.0

Il documento definitivo del programma di governo vanta numerose novità rispetto alla bozza pubblicata martedì, tra cui una parola chiave per il panorama imprenditoriale italiano, ovvero Impresa 4.0.

Il terzo punto del programma è quello relativo all’industria, che enuncia:

 “il sistema industriale del nostro Paese sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma ha in sé grandi potenzialità per affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza”.

Si parla, inoltre, all’interno del programma esplicitamente di quarta rivoluzione industriale e di Impresa 4.0:

“Siamo una realtà nella quale la produzione di massa incontra la capacità di personalizzazione del prodotto. La presenza di unità economiche di piccola e media dimensione (settori artigianali, design, manifattura) ci consentono flessibilità nei processi e adesione alle richieste del mercato. Oggi la sfida è quella dell’innovazione connessa a una convincente transizione in chiave ambientale del nostro sistema industriale, allo sviluppo verde per creare lavoro di qualità, alla piena attuazione dell’economia circolare, alla sfida della “quarta rivoluzione industriale”: digitalizzazione, robotizzazione, intelligenza artificiale. Il piano Impresa 4.0 è la strada tracciata da implementare e rafforzare. Il Governo intende inoltre potenziare gli interventi in favore delle piccole e medie imprese”.

Altro punto molto interessante per le imprese è l’ampliamento della tematica PMI e innovazione che prende consapevolezza che “un grande Paese industriale come l’Italia debba porsi come obiettivo l’innovazione tecnologica quale vettore di crescita economica, favorendo l’aumento degli investimenti privati, ancora troppo lontani dalla media europea, in start-up e PMI innovative”. Il programma sottolinea che il panorama italiano necessita di rinnovare le competenze digitali, perciò il progetto di innovazione e digitalizzazione “costituisce una misura particolarmente efficace per contribuire allo sviluppo e alla crescita economica e culturale del Paese”. Il formarsi su competenze che il cambiamento digitale richiede rappresenta una priorità, una conditio sine qua non per rimanere o entrare all’interno del mercato del lavoro, in ogni settore.

Consulting for Innovation, società di consulenza proattiva alle imprese, supporta le imprese a 360° e si impegna da sempre nel sostenere i processi di digitalizzazione come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato. Organizza Corsi di Formazione per Imprenditori, fondamentali per guidare al meglio la propria azienda, in un era di continuo cambiamento.

imprenditori_oggi

Imprenditore e formazione, un binomio necessario e vincente!

Imprenditori con esperienza trentennale o neo – imprenditori, non importa quella che sia la diversa esperienza, cio che è certo è che oggi, più che mai, qualsiasi imprenditore ha necessità di in-formarsi continuamente. Si tratta ormai di un mercato che oggi viaggia ad alta velocità, è fondamentale quindi, innovarsi continuamente seguendo le richieste sempre più diversificate. Fermarsi e non voler acquisire le capacità necessarie a poter competere oggi sul mercato, può mettere a rischio la vita stessa di qualsiasi impresa. Meglio migliorarsi e crescere che uscire dal mercato!

Un imprenditore non può restare fermo, l’unica strada che in questo momento storico lo può aiutare per superare le difficoltà è la formazione. È la base necessaria per la crescita e lo sviluppo, sia personale che imprenditoriale.

La prima formazione, quella più importante, deve partire dall’imprenditore.

La Consulting for innovation ha organizzato, Venerdì 20 Settembre presso il T Hotel Lamezia, un corso di formazione per gli imprenditori durante il quale fornire gli strumenti necessari per condurre al meglio la propria impresa. Il Corso tratterà sostanzialmente tre Macro Aree fondamentali per la vita dell’impresa e di ogni imprenditore.
Grazie alla sua pluriennale esperienza, il Dott. Francesco Caracciolo, commercialista ed esperto di finanza aziendale, spiegherà in modo semplice ed efficace quali sono i parametri adottati dal sistema creditizio per la determinazione del Rating, come si legge la Centrale Rischi e la sua importanza nel rapporto banca – impresa, soffermandosi, inoltre, sugli strumenti alternativi al sistema bancario per finanziare la propria impresa.
Matteo Maserati, Speaker & Public Communication Trainer, attraverso la sua esperienza e formazione di alto livello, con numerosi corsi in tutta Italia, permetterà di comprendere il valore che differenzia il singolo imprenditore e il singolo prodotto/servizio sul mercato e capire come trasferire efficacemente questo valore. Il tempo che gli interlocutori possono dedicare all’ascolto è poco, è fondamentale dunque comprendere quali precise parole utilizzare per essere riconosciuti e suscitare interesse.
Verranno, infine, illustrati dal Dott. Antonio Pellicanò, i diversi processi necessari alla definizione di una strategia aziendale di successo, al fine di consentire all’imprenditore di individuare tutte le informazioni utili ad attuare la scelta vincente, ma soprattutto come programmare una strategia e verificarne l’andamento attraverso il controllo di gestione.

Per eventuali iscrizioni al Corso o maggiori informazioni è possibile inviare una mail all’indirizzo eventi@consultingforinnovation.it.

formazione

Formazione: Quanto è importante per gli imprenditori?

L’innovazione digitale sta cambiando il modo di fare impresa.

L’imprenditore, negli ultimi anni, ha avvertito un forte cambiamento, non solo per le nuove tecnologie che si sono imposte sul mercato o per le nuove figure professionali da integrare nel proprio organico. Il cambiamento nel mondo imprenditoriale riguarda soprattutto la formazione. Per poter utilizzare un nuovo strumento è necessario prima formarsi per sfruttare al meglio le potenzialità, lo stesso vale per l’aspetto imprenditoriale.

Se il mercato, oggi più che mai, viaggia ad alta velocità, innovandosi continuamente e con richieste sempre più diversificate, l’imprenditore non può più restare fermo.

La prima formazione, quella più importante deve partire da lui.

Per poter guidare un’impresa, in modo efficace, utilizzando le giuste strategie che il mercato richiede, è necessario conoscere, formarsi per non essere travolti da un continuo cambiamento che non accenna ad arrestarsi.

Non solo per i giovani imprenditori, ma in generale per chiunque ritenga importante lo sviluppo costante della propria attività, le attività di formazione sono fondamentali.

Consulting for Innovation, con i suoi professionisti specializzati in diverse aree, organizza periodicamente incontri formativi per gli imprenditori, per fornire loro strumenti e strategie necessarie per guidare al meglio la propria azienda, restando sempre aggiornati, poichè considera da sempre la formazione la base necessaria per la crescita e lo sviluppo sia personale che imprenditoriale.

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Per avere successo nell’Era dell’Industria 4.0 è necessario formare e formarsi!

La Tecnologia ha ormai, da diverso tempo, influenzato tutti i settori professionali, grazie allo sviluppo del digitale, che rappresenta un grande fattore di cambiamento anche nell’ambito lavorativo.

Gabriella Bocca, in occasione del roadshow organizzato dalla Piccola Industria di Confindustria, in collaborazione con Audi, che inizia il 26 giugno a Ivrea sostiene che  «Il vero discrimine non è rappresentato dalle dimensioni di una impresa, ma dalla capacità di innovare velocemente guardando al mercato, la digitalizzazione la fanno le aziende eccellenti, anche di piccole e medie dimensioni e sul territorio abbiamo molte pmi leader di mercato nei loro settori». Continua Carlo Robiglio «Il 96% dei beneficiari – cita – a cui corrisponde il 66% degli investimenti incentivati, è composto da imprese con meno di 250 dipendenti. Il 35% degli investimenti 4.0 si riferisce poi a imprese con meno di 50 addetti. Questo significa che le pmi hanno investito ed investono molto in innovazione».

Per chi si sta formando adesso, o per chi è già un leader, ciò che in questo periodo è necessario e fondamentale riguarda l’aspetto delle competenze. Il formarsi su competenze che il cambiamento digitale richiede rappresenta una priorità, una conditio sine qua non per rimanere o entrare all’interno del mercato del lavoro, in ogni settore. Il supporto della tecnologia, delle macchine dotate di intelligenza artificiale, può rappresentare un’arma a doppio taglio, se da una parte è un grande supporto, dall’altro è necessario possedere delle competenze per poterla guidare. Ciò che quindi farà la differenza nell’immediato futuro non saranno in realtà le tecnologie che si utilizzeranno. Ma il capitale umano, la formazione di quest’ultimo. Senza la formazione delle persone, le tecnologie serviranno a ben poco.

Consulting for Innovation, società di consulenza proattiva alle imprese, supporta le imprese a 360° e si impegna da sempre nel sostenere i processi di digitalizzazione come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato. Organizza Corsi di Formazione per Imprenditori, fondamentali per guidare al meglio la propria azienda, in un era di continuo cambiamento.

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PMI ITALIANE : INVESTIRE NEL DIGITALE

Come dimostra uno studio Nielsen, le Piccole e Medie imprese italiane, in un periodo non proprio in crescita ricercano nella sfera del digitale uno strumento in grado di fornire loro una visione più chiara sull’andamento del proprio business. Allo stesso tempo i professionisti all’interno del mondo imprenditoriale indicano sempre più spesso la digitalizzazione come un aspetto necessario per far evolvere il proprio ruolo.

<< Le PMI italiane confidano, infatti, nel digitale per poter collaborare con fornitori e clienti (86%), in particolare per scambiare ordini elettronici (79%) e gestire pagamenti (80%), ma anche per avere immediato accesso alle informazioni sullo stato dei pagamenti dei propri clienti (86%) o per visualizzare lo stato di evasione degli ordini (83%). Avere un quadro esaustivo della situazione, permette alle imprese di essere più agili e di prendere decisioni in modo più rapido e consapevole >>

Federico Leproux, CEO di TeamSystem “Dalla ricerca emergono dati particolarmente interessanti, che descrivono un approccio chiaro del nostro tessuto imprenditoriale e dei professionisti italiani”, ha sottolineato “C’è la consapevolezza diffusa che il digitale stia funzionando e che innovare il processo passando al digitale porti con sé un salto di qualità significativo, in grado di rendere l’azienda più competitiva attraverso la leva tecnologica. Con il digitale è possibile rendere i processi più semplici e controllati, ridurre errori, raccogliere molte più informazioni, lavorare in modo integrato, collaborando in modo più sinergico con tutta la filiera, dai clienti ai fornitori, passando per i partner. Tuttavia, per continuare a crescere in tema di produttività e poter competere ancora di più sui mercati globali nel corso dei prossimi anni, bisogna accompagnare l’innovazione tecnologica, evolvendo le competenze e investendo sulle persone. La trasformazione digitale, infatti, sarà è veramente efficace se valorizzerà pienamente il talento e le potenzialità delle persone.

Consulting for Innovation supporta le imprese a 360° e si impegna da sempre nel sostenere i processi di digitalizzazione come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato.

Performance aziendali: l’importanza della cura del capitale umano

La cura del capitale umano è una condizione essenziale per far distinguere un’azienda. Le caratteristiche attitudinali del personale, danno quel valore aggiunto e vantaggio competitivo indispensabile sul mercato odierno. Oggi sempre più aziende e società sono alla ricerca di personale giovane che sappia sostenere la complessità di contesti lavorativi in continuo mutamento.

Con il supporto delle tecnologie, che sono in continua evoluzione, è necessario un continuo aggiornamento, ciò vuol dire che curare la formazione delle risorse umane con Meeting formativi, Webinar, Corsi di aggiornamento ecc è un aspetto ormai cruciale per poter creare quel tratto distintivo che rende un’azienda competitiva sul mercato.

La ricetta del successo per un’azienda si cela nel motivare e formare costantemente il proprio personale, riconoscendo loro la giusta importanza all’interno dell’impresa. Le aziende che saranno in grado di accogliere nel proprio organico i collaboratori migliori, curando costantemente la loro formazione, dureranno nel tempo, rispetto a chi non ritiene che questo sia un passaggio importante nella vita di un’impresa. Il motore di un’azienda sono le persone che la compongono, diventa quindi necessario investire nella loro formazione e giusta motivazione, che li spingerà a raggiungere traguardi sempre più importanti e di qualità.

La Consulting for Innovation ha da sempre, tra i suoi obiettivi, quello di porre attenzione alla formazione e gestione delle proprie risorse, fornendo gli strumenti adatti che consentano loro di migliorare continuamente. Meeting formativi, Corsi specializzati, Webinar etc, sono solo alcune tra le attività offerte, per garantire alle risorse la giusta formazione, per poter svolgere nel migliore dei modi il proprio lavoro, data l’importanza che il capitale umano assume nella misurazione delle performance aziendali.

 

Come ogni euro investito in formazione fa aumentare fino a tre volte il fatturato delle aziende

Le innovazioni tecnologiche sono ormai una realtà quotidiana, in ogni ambito lavorativo si sono instaurate tecnologie che supportano i compiti quotidiani dei lavoratori. Si parla di rivoluzione tecnologica 4.0, ma in Italia le competenze non riescono a stare al passo delle innovazioni. L’avanzamento della tecnologia, senza il supporto di adeguate skill, rischia di essere un’arma a doppio taglio soprattutto per le piccole e medie imprese. La soluzione per evitare il problema è concentrarsi sulla formazione del capitale umano.

L’Italia rispetto agli altri Paesi è al di sotto della media Europea, soprattutto per quanto riguarda l’aggiornamento professionale e l’apprendimento di nuove competenze.

Come spiega Donato Ferri – Mediterranean People Advisory Services Leader di EY – al Sole 24 ore

 << Investendo 1 euro sulla formazione e lo sviluppo di certi tipi di skill ottengo un aumento nel fatturato da 2 a 3 volte il valore investito in un anno, a seconda se parliamo rispettivamente di aziende grandi o medio-piccole. Oggi a cambiare è il metodo di lavorare sulle persone, e a durare non è la competenza che si impara negli anni. Non si può pensare di non lavorare sulla psicologia e la capacità di un manager di motivare e di motivarsi.. >>

La trasformazione tecnologica in atto necessità di un equilibrio tra le nuove tecnologie, a supporto del lavoratore, e le competenze necessarie per poter sfruttare al meglio il loro potenziale. Senza una formazione adeguata il mercato del lavoro rischia di non riuscire a far fronte ai cambiamenti in atto. Le competenze che possiede oggi un lavoratore tra un paio di anni saranno già obsolete e necessiteranno di un aggiornamento, considerando la rapidità con la quale si evolvono le innovazioni tecnologiche.

Quello che emerge, quindi, dai numerosi studi realizzati è che l’Italia si trova in una situazione non proprio favorevole, ciò che manca sono soprattutto le competenze nel campo dell’industria 4.0.

Le tecnologie senza le adeguate competenze non producono risultati positivi, portando all’effetto contrario.

È fondamentale, quindi, per le imprese concentrarsi sulla formazione, considerandola un aspetto centrale sulla quale investire risorse, e non più un optional da rimandare, proponendo un aggiornamento continuo e costante.

 

La Consulting for Innovation, operando anche con partner esterni, eroga alle imprese la formazione che necessita loro a più livelli, pratica e attuale, considerandola da sempre un aspetto centrale, un processo senza il quale con le continue innovazioni, il mondo del lavoro non può sopravvivere.  

 

Fonte Il sole 24 ORE

 

 

 

Digital skills nelle imprese italiane, aggiornarsi, ormai, non è più un’opzione

Nel mondo del lavoro si parla ormai da tempo delle digital skills, le competenze digitali richieste in quasi tutti i settori lavorativi, necessarie quotidianamente per poter svolgere anche compiti di routine. Anche se sono ormai un argomento consolidato sono ancora pochi coloro i quali le possiedono davvero. Come sottolinea una ricerca riportata dal quotidiano IL SOLE 24 ORE, anche se le innovazioni digitali vengono considerate positive per il mondo del lavoro, un’alta percentuale di dipendenti si sente sottopressione riguardo alle proprie competenze e richiede al datore di lavoro corsi di formazione per sopperire alle mancanze. Il dato interessante che emerge riguarda le imprese, solo il 41% attua corsi di formazione adeguati, a fronte di un 50% che ritiene che le Università forniscano già le competenze necessarie. Senza piani di formazione molte aziende rischiano di rimanere fuori da un mercato sempre più digitale, poiché a differenza di qualche tempo fa, oggi aggiornarsi non è più un’opzione. La Consulting for innovation considera da sempre la formazione come fondamentale nel mondo del lavoro e grazie al suo team di professionisti si impegna ad aiutare gli imprenditori con strategie adatte a diminuire il divario tra l’innovazione tecnologica e le reali competenze.

 

 

Fonte https://www.ilsole24ore.com/art/management/2019-01-29/digital-skills-imprese-italiane-formazione-solo-4-aziende-10-183021.shtml?uuid=AEvqRDLH

Pubblicato il 30/01/2019

scritto da Alberto Magnani

su: SOLE 24 ORE

 

Se ne parla, e scrive, ovunque. Ma in pochi sanno maneggiarle davvero: le digital skills, le competenze digitali sempre più richieste su un mercato del lavoro che mastica quotidianamente concetti come analisi dei dati, intelligenza artificiale e blockchain (la “catena dei blocchi” diventata nota come registro contabile dei bitcoin). La buona notizia è che i dipendenti italiani intravedono più benefici che danni dal fenomeno. Quella cattiva è che non si ritengono attrezzati, né seguiti a sufficienza per colmare una lacuna che potrebbe minacciarne la sopravvivenza professionale. I numeri del gap sono registrati da un report anticipato al Sole 24 Ore da Randstad, multinazionale olandese delle risorse umane, sulla penetrazione delle tecnologie digitali e di intelligenza artificiale nella propria routine. I risultati , estratti da un campione di circa 14.600 lavoratori internazionali (400 gli italiani), sono contradditori. L’80% dei dipendenti del nostro paese considera «positivamente il crescente impatto della tecnologia sul mondo del lavoro», con un occhio di riguardo per le potenzialità che potrebbero essere sprigionate dall’artificial intelligence. Peccato che una quota identica, l’80%, si senta «sotto pressione» sulle proprie competenze, delegando ai datori di lavoro il compito di «predisporre piani di formazione per consentire ai dipendenti di acquisire le competenze mancanti». Una speranza che rischia di essere delusa: sempre secondo Randstad, solo il 41% delle imprese è corso ai ripari con programmi di formazione specializzate, mentre appena il 50% degli intervistati ritiene che le università forniscano un pacchetto adatto di competenze. Una media pari al 18% in meno rispetto alla media globale e al -15% rispetto agli standard europei.«La partita per cogliere tutti i benefici dell’intelligenza artificiale – spiega Marco Ceresa, amministratore delegato di Randstad Italia – si gioca sulla capacità del sistema formativo e delle imprese di sviluppare le competenze digitali di studenti e lavoratori e su questo piano la strada da fare è ancora lunga». Anche l’Aidp, l’Associazione italiana per la direzione del personale, si è accorta del ritardo e mette in guardia dagli effetti collaterali della digitalizzazione. Senza una risposta formativa , spiega la presidente Isabella Covili Faggioli,si rischia di favorire «l’esclusione dal mercato del lavoro di chi è meno scolarizzato e qualificato. La digitalizzazione non è mai solo una questione tecnologica ma strategica». Gli anticorpi, però, iniziano a emergere. Digital 360, gruppo specializzato in marketing e consulenza sul digitale, si è allertato «per sua natura» sull’alfabetizzazione tecnologica dei dipendenti. Nel 2018 l’azienda ha erogato un totale di 250 ore di formazione in aula su temi come cloud e Big Data, affiancate da moduli più specifici disponibili online e percorsi di formazione « on the job» che prevedono rotazione interna all’azienda e attività di ricerca in collaborazione con l’università. Per il 2019 lo sguardo è rivolto all’intelligenza artificiale: «Il piano di formazione prevede corsi sul machine learning e sulla predictive analytics» spiegano dall’azienda, dove un team di programmatori è al lavoro su una piattaforma capace di indirizzare in automatico gli utenti a seconda di interessi e ricerche svolte online. Gli obiettivi sono almeno tre: favorire le attitudini individuali dei lavoratori, aumentare la padronanza dei tool utili per il proprio lavoro (si veda il servizio a fianco) e rinforzare la comprensione stessa dei trend che animano il mercato. Kohler, multinazionale che produce (anche) motori per i macchinari agricoli, sta cambiando pelle da anni in direzione di industria 4.0 e internet of things. Quando si parla di formazione, l’azienda si affida soprattutto a itinerari di formazione dedicata a cura della sua Corporate academy, un centro di formazione interno al gruppo. I risultati del training vengono valutati con una serie di misure per stabilire il grado di padronanza raggiunto dai dipendenti. Un meccanismo di valutazione che risponde a un’urgenza avanzata dagli stessi lavoratori: “calcolare” il proprio grado di adeguatezza rispetto alle mansioni più innovative. L’indagine Randstad spiega che l’87% dei lavoratori intervistati ambisce ad aumentare le sue competenze, anche per garantire la propria occupabilità sul lungo termine. «I “tool” li fanno già le multinazionali del software, serve conoscerli e utilizzarli al meglio» commentano i responsabili del settore. In altri casi, poi, l’aggiornamento digitale dei dipendenti è più una scelta che una necessità. Un esempio arriva da Ruffino, azienda vitivinicola toscana acquisita nel 2011 dalla multinazionale californiana Constellation Brands. L’integrazione con la casa madre ha imposto un «cambio di mentalità abbastanza radicale», come lo definiscono i manager del gruppo. Nell’arco di meno di un decennio, i dipendenti sono stati costretti a formarsi su tecnologie che vanno dal digital mapping dei vigneti a un magazzino organizzato secondo la logica del QR code. «All’inizio è stato uno shock, oggi superato. I dipendenti sanno vivere senza diffidenza o recalcitranza questo rapporto» dicono da Ruffino, citando anche un valore aggiunto implicito al capitale umano dell’azienda: l’età. Oltre il 50% dell’organico è stato assunto dopo il 2011, abbassando l’asticella anagrafica dell’azienda. Le risorse giovani non possono che essere più elastiche nell’apprendimento di tecnologie integrate nella filiera di produzione. In una popolazione aziendale con un’età media sotto ai 40 anni, le «resistenze culturali» alle tecnologie sono meno radicate. O più facili da rimuovere. La ricetta è sempre la stessa: coltivare il capitale umano, svecchiando le competenze in chiave digitale. Aggiornarsi, ormai, non è più un’opzione.