Gli strumenti di pianificazione fiscale e finanziaria in sede di chiusura dei Bilanci d’esercizio: La rivalutazione dei beni d’impresa

L’articolo 110 del Decreto Agosto introduce per le imprese una norma particolarmente favorevole soprattutto in questo periodo di grave crisi economica.

Ciò consente alle imprese, ove vi siano le condizioni, di rivalutare il valore contabile dei beni strumentali (Fabbricati, macchinari, impianti, attrezzature, ecc.) iscritti nei Bilanci tra le Immobilizzazioni materiali.

Operativamente, i beni che si intende rivalutare andranno preventivamente stimati, poiché il nuovo valore dovrà essere ragionevolmente attendibile, in modo da non violare la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria dei Bilanci delle imprese.

Inoltre il maggior valore attribuito ai beni rivalutati può avere una valenza o solo civilistica o anche fiscale; nell’ultimo caso l’impresa che rivaluta i propri beni dovrà pagare un’imposta sostitutiva (delle imposte sui redditi, Irap ed eventuali addizionali) pari al 3% di detto maggior valore.

I vantaggi che conseguono all’utilizzo di detta opportunità sono innumerevoli.

Infatti l’impresa, da un punto di vista fiscale, sul nuovo valore dei beni strumentali rivalutati avrà:

  1. il riconoscimento di maggiori ammortamenti (fino dall’esercizio 2021) con conseguente possibilità di avere una riduzione (nell’ipotesi delle società di capitali) delle proprie imposte del 29% (IRES + IRAP) contro il 3% rappresentato dal costo della rivalutazione; per cui vi è un risparmio su 100 mila Euro di Imponibile di circa 26 mila Euro di imposte.
  2. la possibilità di ridurre, con decorrenza dal gennaio del 2024, la plusvalenza tassabile ove decida di vendere i beni strumentali oggetto di rivalutazione sia civilistica che fiscale.

Inoltre l’impresa avrà un miglioramento dei dati contabili risultanti dal suo Bilancio con il conseguente miglioramento del proprio RATING BANCARIO e, quindi, con l’ottenimento di facilitazioni nell’accesso al credito.

Il maggior valore del Bene rivalutato consentirà l’iscrizione di una Riserva di rivalutazione nel Patrimonio netto dell’impresa.

Riserva che potrà utilizzarsi anche per la copertura di eventuali perdite d’esercizio senza la necessità di abbattere il capitale.

Aspetto quest’ultimo tutt’altro che trascurabile soprattutto in questo particolare momento storico in cui si prevede la chiusura dei Bilanci dell’esercizio 2020 con perdite gestionali importanti causate dall’emergenza sanitaria.

Il risultato sarà il miglioramento di alcuni Indicatori finanziari (il rapporto tra PFN/PN in primis) tenuti in grande considerazione, in sede di valutazione delle PMI, dal sistema bancario.