Crisi da sovraindebitamento, saldo e stralcio al 10%

Persone fisiche in procedura di liquidazione in base alla legge sul sovraindebitamento: saldo e stralcio al 10%, condono sul 90% del debito.

Il saldo e stralcio previsto dalla manovra 2019 contiene anche una misura che consente ai contribuenti in procedura di liquidazione prevista dalla legge sul sovraindebitamento di saldare i debiti versando un’aliquota del 10%. La norma è contenuta nel comma 188 della legge 145/2018 e si applica alle sole persone fisiche per cui è stata aperta, alla data di presentazione della dichiarazione di cui al comma 189 della manovra, la procedura di liquidazione di cui all’articolo 14-ter della legge 3/2012 (salva suicidi). Si tratta della norma che riguarda le crisi da sovraindebitamento dei soggetti non fallibili, ai quali cioè non si applica la legge fallimentare. Ebbene, il saldo e stralcio consente alle persone fisiche che sono in questa situazione di sanare le pendenze fiscali e contributive (ovvero, quelle ammissibili al saldo e stralcio) con uno sconto del 90%. Questi contribuenti possono accedere al saldo e stralcio indipendentemente dal requisito ISEE.

Come specifica la sintesi della legge, riportata dall’AdER (Agenzia delle Entrate – Riscossione): “possono aderire al “Saldo e stralcio”, sempre per i debiti rientranti nell’ambito applicativo della norma, anche i contribuenti (solo persone fisiche) per i quali, indipendentemente dal valore ISEE del proprio nucleo familiare, alla data di presentazione della dichiarazione di adesione alla Definizione, sia stata aperta la procedura di liquidazione di cui all’articolo 14-ter della Legge, n. 3/2012.In questo caso, per i soggetti rientranti in tale fattispecie, l’importo da pagare a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione è pari al 10% di quello dovuto.”

Le modalità di adesione sono le stesse previste per gli altri contribuenti che aderiscono al saldo e stralcio, quindi bisogna presentare la domanda entro il 30 aprile 2019. In questo caso, è necessario anche allegare copia conforme del decreto di apertura della liquidazione previsto dall’articolo 14-quinquies della legge 3/2012. Il pagamento delle somme dovute potrà essere effettuato in un’unica soluzione, entro il 30 novembre 2019, oppure in cinque rate così modulate: il 35% con scadenza il 30 novembre 2019, il 20% entro il 31 marzo 2020, e tre rate pari al 15% con scadenza 31 luglio 2020, 31 marzo 2021 e 31 luglio 2021.

 

La legge 3 consente di accedere ad una procedura che facilita il risanamento dei debiti, attraverso un piano di rientro che permetterà al debitore di ridurre il debito. I professionisti della Consulting for innovation hanno maturato esperienza nel campo che riguarda la legge del sovraindebitamento, con l’obiettivo di supportare persone fisiche e soggetti economici attraverso soluzioni professionali e orientate al cliente.

 

Data Pubblicazione: 11/01/2019

Scritto da: Barbara Weisz

Pubblicato su:  PMI

Fonte https://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/289842/crisi-da-sovraindebitamento-saldo-e-stralcio-al-10.html

 

Effetti penali e tributari: il perimetro delle misure premiali per la «gestione precoce»

Il parere della commissione permanente giustizia sul decreto attuativo di riforma della disciplina di crisi ed insolvenza interviene, invitando il Governo a precisare il perimetro di contenimento degli effetti penali della crisi, anche sulle misure premiali, concepite come incentivo alla gestione precoce della crisi e quindi riconosciute ai soli debitori che tempestivamente ricorrano ad uno degli strumenti codificati di composizione. Entro sei mesi dal verificarsi di talune circostanze, il debitore deve aver fatto ricorso ad una delle procedure previste dal nuovo codice, incluse quelle di allerta. Si tratta di debiti per retribuzioni scaduti da più di sessanta giorni, di debiti nei confronti di fornitori scaduti da più di centoventi giorni e superiori al non scaduto, e del superamento nel bilancio o comunque per tre mesi, degli indici di cui all’articolo 13, funzionali alla identificazione dei fondati indizi di crisi. L’impostazione è apprezzabile per oggettività, anche se spesso il dato dello scaduto conclama una condizione di crisi già consolidata e prossima all’insolvenza che dovrebbe, perlomeno nelle intenzioni, divergere dalle elaborazioni informative più sofisticate richiamate dall’articolo 13, che quella condizione sarebbero chiamate ad anticipare. Si tratterà quindi di capire come i tre indici convivano. Con riferimento alla natura delle misure premiali, l’attuale testo del decreto prevede benefici in termini di responsabilità personale del debitore, di riduzione di sanzioni ed interessi sul debito tributario, ed infine processuali. Il debitore tempestivo beneficerebbe della non punibilità per i reati di bancarotta e ricorso abusivo al credito se il danno cagionato è di speciale tenuità, o della riduzione sino alla metà della pena ove il valore dell’attivo superi il quinto dei debiti. Sul punto il parere della commissione invita a prevedere un limite massimo del danno (2 milioni di euro), ed a precisare come il quinto debba riferire ai creditori chirografari.

Modesti invece gli effetti in termini di riduzione degli oneri sul debito tributario. Non sembrano decisivi ed efficaci il contenimento al tasso legale degli interessi maturati nel corso della procedura di allerta, la riduzione al minimo delle sanzioni se la domanda di accesso ad una delle procedure di regolamentazione della crisi sia depositata entro il termine di pagamento che ne consentirebbe l’applicazione in misura ridotta e la riduzione alla metà di interessi e sanzioni quando il debito trattato con uno degli strumenti codificati sia stato precedentemente oggetto della procedura di composizione assistita. Lo schema non prevede, purtroppo, la semplificazione dell’accesso alla rateazione straordinaria in centoventi mesi di cui all’articolo 19, comma 1-quinquies, Dpr 602/1973, da più parti auspicata in quanto foriera di un alleggerimento finanziario che molto spesso nella soluzione della crisi pesa più della riduzione dell’onere.

Dal punto di vista processuale, il debitore tempestivo potrà beneficiare del raddoppio dei termini della proroga della fase prenotativa del concordato o della richiesta di omologa di accordo di ristrutturazione del debito, e della riduzione al venti per cento della soddisfazione offerta ai creditori chirografari che escluda le proposte concorrenti.

 

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Data Pubblicazione: 31/12/2018

Scritto da: Claudio Ceradini

Pubblicato su: Quotidiano del Lavoro, del Sole 24 ore