I privati saranno liberi da tutti i debiti anche senza contropartita ai creditori

La «procedura di sovraindebitamento», intesa come procedura finalizzata a regolare la crisi dei soggetti esclusi dal fallimento (in primis dei cosiddetti debitori civili, cioè di coloro che non possono fallire perché non sono imprenditori commerciali: comuni cittadini che si siano indebitati per qualunque motivo e non riescano più a far fronte ai loro debiti), è stata introdotta nel nostro ordinamento solo attraverso la legge n. 3 del 2012 , e dunque non appartiene alla nostra tradizione, come appartiene invece a quella di altri Paesi (quali ad esempio gli Stati Uniti, l’Inghilterra e la Germania). Questo spiega forse più di ogni altra considerazione perché la legge sul sovraindebitamentonon abbia ricevuto negli anni passati la diffusione che ci si aspettava.

Ora però non solo la disciplina contenuta nella legge del 2012 risulta integralmente importata all’interno del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza che sta per diventare legge, ma vi risultano anche inserite, accanto ad alcune novità solo nominali, altre importanti novità di carattere sostanziale, che da un lato dovrebbero chiarirne delle zone d’ombra e da un altro lato dovrebbero servire a renderla più appetibile. Ciò significa che il legislatore della riforma intende scommettere sull’assimilazione culturale della procedura di sovraindebitamento da parte del sistema, non solo confermandola quale procedura concorsuale a tutti gli effetti, ma provando anche a favorirla dove possibile.
La più importante delle novità funzionali a favorire una maggior diffusione della procedura di sovraindebitamento è senza dubbio quella consistente nella concessione al debitore della facoltà di godere dell’esdebitazione anche quando «non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura». Vero è che questa facoltà viene in qualche modo temperata sia dal fatto di poter essere invocata «solo per una volta», sia dalla previsione dell’ipotesi in cui, dopo la concessione dell’esdebitazione da parte del giudice, «sopravvengano utilità rilevanti, che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore al dieci per cento», perché in questa ipotesi il debitore dovrà assolvere ai propri obblighi di pagamento entro i successivi quattro anni.

Ma la novità rimane ugualmente molto importante, perché aggiunge al beneficio dell’esdebitazione, cioè della liberazione del debitore da tutti i debiti rimasti insoddisfatti nella procedura, di cui il debitore può già godere in virtù della legge del 2012, un vantaggio ulteriore, quale appunto quello della possibile liberazione da tutti i debiti anche quando tali debiti non possano essere pagati neppure in parte. E questo al duplice scopo di permettere al debitore un nuovo inizio (a fresh start in life, secondo l’espressione della letteratura giuridica anglo-americana) e di recuperarlo al ciclo produttivo: il che del resto corrisponde alle finalità storiche dell’istituto.

Sempre in tema di esdebitazione, la riforma prevede inoltre la sua estensione dalle persone fisiche, alle quali la legge del 2012 la circoscrive, alle persone giuridiche, e la sua applicazione di diritto in ipotesi di liquidazione controllata, semplicemente a seguito della chiusura della procedura, o addirittura anche prima della chiusura una volta decorsi tre anni dalla sua apertura. Ne gioverà la disciplina del sovraindebitamento, in termini di una sua maggior diffusione? È lecito immaginare di sì, ma molto dipenderà, come si diceva, anche dall’acquisizione di una consapevolezza e di una confidenza cui solo il tempo potrà dar vita, se si avranno la pazienza e la cura (per usare qui una suggestione proveniente da una recente opera di Gabrio Forti, «La cura delle norme») che ogni processo di assimilazione di per sé richiede.

 

La legge 3 consente di accedere ad una procedura che facilita il risanamento dei debiti, attraverso un piano di rientro che permetterà al debitore di ridurre il debito. La persona prima sovraindebitata potrà riprendere una nuova attività commerciale e potersi reinserire nella società. I professionisti della Consulting for innovation hanno maturato esperienza nel campo che riguarda la legge del sovraindebitamento, con l’obiettivo di supportare persone fisiche e soggetti economici attraverso soluzioni professionali e orientate al cliente.

 

 

Data Pubblicazione: 17/12/2018

Scritto da: Niccolò Nisivoccia

Pubblicato su: Quotidiano del Fisco del Il sole 24 ore

 Fonte  http://www.quotidianofisco.ilsole24ore.com/art/societa-e-bilanci/2018-12-14/i-privati-saranno-liberi-tutti-debiti-anche-senza-contropartita-creditori-155128.php?uuid=AEdEp6zG

In crisi per troppi debiti? Ecco chi ti aiuta a ridurli

In aumento le famiglie che non riescono a pagare le spese e le rate del mutuo. Camere di Commercio e Unioncamere sostengono privati e aziende

Fabrizio, quarantenne di Pavia, la preoccupazione per i debiti aveva fatto perdere il sonno. Sul suo stipendio da impiegato pesavano le rate del mutuo sottoscritte con una banca e quelle di un prestito, stipulato con un’altra. Era convinto di vedere la sua casa finire all’asta. Invece, oggi vive ancora con la sua compagna, nel loro bilocale. Non ha appianato del tutto i debiti, ma potrà pagare il mutuo in tempi più dilazionati e contando su una riduzione sia del mutuo che del prestito. Fabrizio ha dimostrato di essere pronto a fare tutto il possibile per onorare i debiti. Occorreva, però, un piano per i pagamenti che fosse sostenibile. E la vendita del bilocale che lo avrebbe messo in mezzo a una strada non sarebbe stata conveniente neppure per le banche. Ada, invece, fino a qualche mese fa gestiva un bar a Milano, acquistato coi risparmi di anni di lavoro dipendente. Il giro d’affari, però, non si era rivelato quello sperato. Per pagare i fornitori era rimasta indietro con le tasse sul commercio, fino ad arrivare a un pesante debito con l’erario. Una situazione che sembrava senza vie d’uscita e che, invece, si è conclusa con un accordo che ha permesso a Ada, sostenuta economicamente dai genitori e da un’amica, di accordarsi coi creditori con una somma pari a circa il 10 per cento del debito. Non uno sconto, ma il massimo sforzo che Ada e la sua famiglia erano di grado di affrontare in quella situazione.

I casi di Ada e Fabrizio non sono rari. Secondo i dati di Banca d’Italia, nel 2000 le famiglie indebitate non superavano le 200 mila. Uno studio presentato a giugno dalla Consulta nazionale antiusura parla di 1 milione 959 mila casi nel 2017 con un aumento di 682 mila casi in 10 anni. Scarsa conoscenza della gestione delle proprie finanze. Una comprensione superficiale dei processi di pagamento a rate e del loro reale costo. Oppure, eventi avversi, come la perdita del lavoro, della salute o spese improvvise non rimandabili. Sono tanti i motivi per cui le famiglie possono arrivare alla «crisi da sovraindebitamento». Ada e Fabrizio hanno evitato di finire sul lastrico rivolgendosi all’Organismo per la composizione delle crisi da sovraindebitamento (Occ), istituito l’anno scorso dalle Camere di Commercio e Unioncamere Lombardia. Un servizio rivolto anche a semplici consumatori e lavoratori autonomi, oltre che a piccoli imprenditori e commercianti con attività escluse dalla procedura del fallimento. In un anno e mezzo di attività, lo sportello ha trattato 200 casi in Lombardia. All’Occ, i debitori vengono aiutati dal «gestore della crisi», ovvero un legale, a formulare una proposta di accordo con i creditori. Il debitore si impegna in un progetto con importi e tempi definiti per saldare in tutto o in parte i debiti e i creditori recuperano almeno in parte quanto dovuto. Tra i nuovi casi in esame a Milano c’è quello di Patrizia, 60 anni, piccola imprenditrice di Monza, che vorrebbe vendere la casa per pagare i debiti del mutuo e della sua impresa.

Per aiutare chi non riesce a pagare spese e rate, è stata varata nel 2002 una legge ad hoc: la legge 3/2012 «cancella debiti» che permette di ristrutturarli, ridurli o in alcuni casi addirittura estinguerli. Una norma poco conosciuta, ma importantissima. Sportelli come l’Occ vanno invece nella sua direzione, come spiega Elena Vasco, segretario generale di Unioncamere Lombardia: «L’Occ è un’iniziativa con un’importante valenza etica e sociale, indirizzata soprattutto alle micro-piccole aziende, che ha effetti concreti non solo sui diretti interessati, ma genera ricadute positive a beneficio dell’intero sistema economico».

 

I consulenti ed il pool di professionisti della CONSULTING FOR INNOVATION sono soggetti altamente qualificati nella risoluzione di controversie legate al debito, e accompagnano il cliente a intraprendere azioni che possano consentire allo stesso di riappropriarsi della vita in modo sereno.

 

Data Pubblicazione: 26/08/2018

Scritto da: Giovanna Maria Fagnani

Pubblicato su: Corriere della Sera

Fonte: https://www.corriere.it/buone-notizie/18_agosto_26/crisi-troppi-debiti-ecco-chi-ti-aiuta-ridurli-8cd4e230-a92f-11e8-ac75-03917cf6f044.shtml