equity_crowdfunding

Equity Crowdfunding 2019: Crescono le PMI che si affidano alla finanza alternativa

L’ultimo report realizzato dall’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano, evidenzia come si è registrato un aumento delle PMI che si finanziano attraverso l’equity crowdfunding. La predominanza rimane delle start up innovative, ma è in evidente crescita.

L’equity crowdfunding, al 30 Giugno, ha superato gli 82 milioni di euro, mentre il lending, quindi i prestiti, hanno totalizzato 435 milioni, registrando un raddoppio rispetto al 2018, soprattutto con un evidente aumento delle PMI. Nel specifico le campagne registrate sono 156 , di cui 113 effettuate da start up e 20 da PMI. 

Fonte PMI.IT

La ripartizione degli investimente vede protagonista il Marketing con il 55% e l’IT con il 33%. La classifica dei portali di crowdfunding che riguarda le offerte terminate con successo nel primo semestre 2019 riporta al primo posto Mamacrowd, seguita da Crowdfundme e Bactowork24.

Le piattaforme di lending, invece, che si rivolgono alle imprese, sono sette, con altre tre in attesa di partire. La raccolta totale del mercato è pari a di 279,3 milioni di euro, di cui 122 milioni nell’ultimo anno (+40% rispetto al flusso dell’anno prima). Ai primi posti per i prestiti alle imprese vediamo Borsadelcredito.it, October e Prestacap.

La Consulting for innovation, società di consulenza proattiva alle imprese, per facilitare il percorso di avvicinamento tra banche e imprese, utilizza anche approcci innovativi, grazie al suo pool di professionisti specializzati, mediante strumenti come crowdfunding, peertopeer, landing, alternativi al sistema creditizio tradizionale.

equity_crowdfunding

Crowdfunding italiano: approdano le campagne straniere sui portali

Novità importanti per le Pmi Italiane. La Consob ha avviato la consultazione delle proposte di modifica al Regolamento dedicato all’Equity Crowdfunding, per le novità normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2019. Sono due le importanti novità: «La prima riconosce la possibilità per le società di diritto straniero UE di fare campagne sui portali italiani – spiega Giovanni Cucchiarato, partner dello studio legale internazionale DWF – la seconda punta a realizzare una sorta di mercato secondario, finalizzato a incrementare la liquidità degli strumenti». Il crowdfunding, anche in Italia, è un settore in crescita per le numerose novità introdotte sia nelle campagne, che nelle piattaforme in continua evoluzione, sempre più specializzate.

Anche Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di investire nel capitale di BacktoWork24, operatore di equity crowdfunding e gestore dell’omonimo portale online per la raccolta di capitali di rischio. Un’operazione, che consentirà di sostenere lo sviluppo del piano industriale, aumentando i volumi di raccolta a favore delle imprese.

L’equity crowdfunding, da Marzo, è arrivato anche a Piazza Affari con CrowdFundMe, società nata nel 2013 che attraverso la propria piattaforma offre la possibilità di investire in startup o PMI non quotate, che presenta 52 campagne chiuse con successo e circa 16 milioni di euro raccolti.

I portali di crowdfunding, si differenziano in più settori sempre più specializzati, come ad esempio, on-line da inizio giugno Vimove, piattaforma di royalty crowdfunding per la produzione e monetizzazione di progetti video.

La Consulting for innovation, società di consulenza proattiva alle imprese, per facilitare il percorso di avvicinamento tra banche e imprese, utilizza anche approcci innovativi, grazie al suo pool di professionisti specializzati, mediante strumenti come crowdfunding, peertopeer, landing, alternativi al sistema creditizio tradizionale.

Fonte: il SOLE 24 Ore

industria 4.0

Maggio: meno credito per le imprese, le valide soluzioni alternative!

Come negli ultimi mesi, anche Maggio è stato contraddistinto da un calo dei prestiti da parte delle banche alle Pmi.

Dato fornito dal rapporto mensile dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, secondo la quale “l’aumento dell’1% dei prestiti a famiglie e imprese registrato lo scorso mese continua a riflettere la dinamica divergente evidenziata ad aprile tra prestiti alle famiglie, cresciuti del 2,6% grazie alla spinta dei mutui, e la flessione dello 0,6% di quelli alle imprese, su cui pesa la dinamica “modesta” del ciclo economico e degli investimenti che limitano la domanda di credito.”

Per le imprese è il quinto calo consecutivo, una situazione iniziata da Gennaio. Secondo l’Associazione bancaria italiana, il calo è dovuto al rallentamento del ciclo economico. E’ stata registrata negli ultimi mesi una maggiore cautela delle imprese sugli investimenti, nonostante i tassi sulle nuove erogazioni restino notevolmente bassi, sia per le imprese (1,46%) che per le famiglie (1,84%).

Una delle soluzioni a questo processo difficoltoso è il crowdfunding, ovvero la raccolta di fondi da parte di persone che decidono di investire nel progetto. Diventata un’opzione sempre più gettonata tra chi è in cerca di denaro per realizzare un progetto personale o professionale e da chi vuole investire in asset alternativi.

Come riportato dal Politecnico di Milano, le piattaforme autorizzate a fare equity crowdfunding sono 22. Un mercato in pieno fermento con segnali tangibili di crescita, come dimostra il CrowdFundMe, il primo portale italiano a quotarsi in Borsa.

La Consulting for innovation, società di consulenza proattiva alle imprese, per facilitare il percorso di avvicinamento tra banche e imprese, utilizza anche approcci innovativi, grazie al suo pool di professionisti specializzati, mediante strumenti come crowdfunding, peertopeer, landing, alternativi al sistema creditizio tradizionale.

Cfo e rivoluzione digitale: un ruolo che si sta trasformando!

Con la rivoluzione digitale sono notevolmente cambiati gli strumenti a disposizione delle aziende per poter sostenere la propria attività. Peer-to-peer lending, invoice trading, crowdfunding e molte altre le alternative valide e più flessibili rispetto ai metodi tradizionali. Ma non è solo l’ambito finanziario ad essere cambiato, la digitalizzazione è presente in ogni ambito, con strumenti di supporto per le aziende, che facilitano i compiti quotidiani e creano ogni giorno valide alternative. Il Cfo, Chief Financial Officer, ovvero il direttore finanziario è tra i ruoli manageriali più esposti alla rivoluzione digitale. Come cambierà il suo ruolo? A questo quesito ha risposto Sergio Zocchi, amministratore delegato di October Italia, piattaforma europea di finanziamento on line per le imprese, durante un’intervista di ItaliaOggi.

«La digitalizzazione ha aperto nuove opportunità per chi si occupa di gestire la struttura finanziaria aziendale», spiega Zocchi, «la flessibilità dei nuovi canali di finanziamento rispetto a quelli tradizionali richiede un cambio di mentalità. Occorre partire dalla specifica esigenza per individuare la soluzione più adatta».

Sempre più spesso, le interpretazioni dei dati chieste al Cfo si estendono anche su ambiti di competenza apparentemente lontani. Ad esempio secondo il 60% dei direttori finanziari intervistati dal rapporto Accenture hanno rilevato un aumento nella domanda di interpretazioni in ambito marketing, Crm e social media.

«Il Cfo, per la natura della sua attività, già nelle aziende di più piccole dimensione, è da sempre il primo depositario dei dati aziendali e il gestore dei principali sistemi informativi e questo lo ha reso il più naturale candidato a essere figura fondamentale nella trasformazione digitale», aggiunge Andrea Pietrini, Managing Partner di YourCfo, azienda di Cfo service leader sul mercato italiano, «Peraltro la discontinuità ambientale e competitiva che stiamo vivendo in questi anni, lo ha fatto assurgere a figura chiave anche dal punto di vista strategico, non solo per la necessità di dare al board o all’imprenditore risposte tempestive e data driven della situazione aziendale, ma anche per saper introdurre in azienda strumenti innovativi nella funzione Afc a supporto della complessiva strategia aziendale. Da questo punto di vista, ad esempio, l’utilizzo di soluzioni fintech innovative può creare un significativo vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti che si fermano a strumenti più tradizionali».

Consulting for Innovation supporta le imprese a 360° e si impegna da sempre nel sostenere i processi di digitalizzazione come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato.

Fonte: ItaliaOggi

equity_crowdfunding

Equity Crowdfunding: un mercato in pieno fermento

Una delle certezze nel mondo dell’imprenditoria è che una Pmi per crescere e svilupparsi ha bisogno di finanziamento. Questo aspetto concerne da sempre le banche, anche se a volte con non poche difficoltà.
Una delle soluzioni a questo processo difficoltoso è il crowdfunding, ovvero la raccolta di fondi da parte di persone che decidono di investire nel progetto. Nella sua fase iniziale è stato uno strumento limitato alle Start up e Pmi innovative ma a partire dal 3 Gennaio 2018, con il nuovo regolamento Consob anche le Pmi tradizionali possono usufruire delle raccolte fondi on-line organizzate sulle piattaforme di equity crowdfunding autorizzate in Italia. Nel 2018, come riporta la Fondazione Nazionale dei Commercialisti, la raccolta complessiva ha superato i 36 milioni (quasi triplicata rispetto al 2017) e il numero delle società finanziate è salito a quota 113 rispetto alle 50 dell’anno precedente. Secondo il recente rapporto sull’equity crowdfunding pubblicato dalla Fondazione Nazionale Commercialisti “L’equity crowdfunding presenta molte analogie con un’offerta pubblica iniziale o IPO (dall’inglese Initial Public Offering): di conseguenza, sarebbe giusto valutarlo come un primo approccio ai mercati finanziari che, nel tempo, favorisca la crescita di numerose nuove imprese il cui sbocco naturale potrà anche essere, dapprima, l’ammissione alla quotazione su mercati minori (dedicati ad esempio alle piccole e medie imprese, quali l’AIM Italia), e successivamente il listing su piattaforme di negoziazione più evolute come i mercati regolamentati (ad es. l’MTA di Borsa Italiana)“.

Come riportato dal Politecnico di Milano, le piattaforme autorizzate a fare equity crowdfunding sono 22. Un mercato in pieno fermento con segnali tangibili di crescita, come dimostra il CrowdFundMe, il primo portale italiano a quotarsi in Borsa.

La Consulting for innovation, per facilitare il percorso di avvicinamento tra banche e imprese, utilizza anche approcci innovativi, grazie al suo pool di professionisti specializzati, mediante strumenti come crowdfunding, peertopeer, landing, alternativi al sistema creditizio tradizionale.

 

 

Risultati da record per il Crowdfunding italiano

Un altro trimestre da record per l’equity crowdfunding italiano, grazie al quale sono stato raccolti, nei primi tre mesi dell’anno, 13,2 milioni di euro in 35 campagne, oltre il doppio dello stesso periodo del 2018 (+120%).

Dario Giudici, ceo di Mamacrowd, piattaforma di crowdfunding spiega «L’equity crowdfunding è un nuovo canale per reperire capitale di rischio a cui le imprese italiane guardano con sempre maggiore interesse […] L’imprenditore italiano è tradizionalmente restio ad aprire il capitale a investitori esterni, ma con l’equity crowdfunding si possono ottenere risorse senza avere ingerenze nella governance dell’azienda, che rimanda saldamente nelle mani dell’imprenditore.>>.

Il crowdfunding rispetto agli strumenti finanziari tradizionali rappresenta un’occasione di diversificare i portafogli che consentano rendimenti superiori.

Il Crowdfunding non è soltanto un’alternativa al credito bancario per le startup: << In Italia c’è un generale problema di sottocapitalizzazione delle aziende e le banche difficilmente concedono prestiti ad aziende che, per quanto interessanti, non sembrano disporre di mezzi propri sufficienti a far fronte al debito. Il crowdfunding interviene proprio nel fornire questi mezzi alle aziende, facilitando l’accesso al credito>>.

La Consulting for innovation, per facilitare il percorso di avvicinamento tra banche e imprese, utilizza anche approcci innovativi, grazie al suo pool di professionisti specializzati, mediante strumenti come crowdfunding, peertopeer, landing, alternativi al sistema creditizio tradizionale.

Il balzo del Crowdfunding, raddoppio in un anno

Il termine crowdfunding, che letteralmente significa “trovare fondi attraverso la folla“; è un micro-finanziamento dal basso, che usufruisce dell’aiuto di persone le quali scelgono di investire liberamente in un progetto, in cui credono o da cui si sentono ispirati.

Si tratta di una forma di finanziamento veloce in quanto viene veicolato attraverso il web, dove l’informazione si diffonde rapidamente, basato sui principi di sharing economy. Negli ultimi anni, quindi, alle fonti tradizionali di finanza si stanno sostituendo forme alternative, come il Crowdfunding.  Soltanto nell’ultimo anno questa forma di finanziamento ha raggiunto i 112,5 milioni di euro, partendo da appena 65 milioni nel 2015.   Soprattutto grazie alla consistente crescita del comparto regolamentato, un Trend incentivato, quindi, anche dall’entrata in vigore del nuovo regolamento Consob, che ha allargato a tutte le piccole e medie imprese italiane la possibilità di raccogliere capitali attraverso l’equity crowdfunding (possibilità prima limitata a startup e a Pmi innovative).

L’ascesa del Crowdfunding è sintomo e rappresentanza di un forte cambiamento che sta caratterizzando anche il mondo bancario.

Nonostante i numeri siano positivi resta alla base un problema di conoscenza. Le forme innovative sono il risultato di un mondo in continua evoluzione e cambiamento, ma per trarre vantaggio dalle innovazioni è necessario essere costantemente aggiornati. La Consulting for innovation, per facilitare il percorso di avvicinamento tra banche e imprese, utilizza anche approcci innovativi, grazie al suo pool di professionisti specializzati, mediante strumenti come crowdfunding, peertopeer, landing, alternativi al sistema creditizio tradizionale.

 

 

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2019-01-31/il-crowdfunding-raddoppia-un-anno-e-arriva-245-milioni-143248.shtml?uuid=AFDiUmD

iL SOLE 24 ORE

 

 

Pmi sempre meno dipendenti dalle banche grazie alla digital trasformation

Sono in calo le Pmi che dipendono in modo importante dai prestiti bancari. Questo cambiamento è dovuto agli strumenti offerti dalla digital trasformation, che le imprese iniziano ad apprezzare, iniziando a sfruttare il loro potenziale. Sono in crescita, infatti, l’utilizzo degli strumenti di finanziamento alternativi come i mini-bond, Peer-to-peer lending, Invoice trading, Equity/Leding Crowdfuding ecc, che hanno registrato trend positivi nel 2018. Altro dato da sottolineare è la progressiva uscita dal mercato delle imprese più fragili a fronte di un sistema di Pmi più ristretto ma con un profilo più solido. Nonostante il debito bancario rimanga, tutt’ora, una delle forme più utilizzate, non rappresenta più l’unica fonte di finanziamento.

Le diverse forme di finanza alternativa al sistema creditizio tradizionale sono tra gli approcci che la Consulting for innovation utilizza per sostenere le Pmi, accompagnandole nella individuazione dei migliori strumenti

 

 

Fonte https://www.tempi.it/le-pmi-si-rafforzano-e-accedere-al-credito-non-e-piu-cosi-difficile/

Pubblicato il 25/01/2019

scritto da Francesco Megna

su: Tempi

 

Piccole imprese in progressivo aumento di numero e di solvibilità. E sempre meno dipendenti dalle banche. Il sistema si è ristretto ma ora è più solido

Le Pmi rappresentano il fulcro del tessuto produttivo (98,9 per cento del totale delle imprese presenti sul territorio e generano il 69,7 per cento del valore aggiunto). Gli indici di solidità finanziaria sono decisamente migliorati: dal 2007 la percentuale di imprese solvibili è cresciuta di circa 12 punti percentuali, parallelamente a una riduzione di quelle a rischio di oltre il 9 per cento; solo il 7 per cento delle Pmi considera l’accesso al credito un problema (a fronte del 18 per cento nel 2007). Inoltre diminuiscono le piccole imprese che dipendono in modo importante dai prestiti bancari (il 21 per cento delle Pmi non fa ricorso a tale strumento a fronte di un 14 per cento nel 2009). Sono in decisa crescita strumenti di finanziamento alternativi a supporto delle Pmi (il programma Elite di Borsa Italiana, la diffusione dei mini-bond, nuovi strumenti Fintech- Peer-to-peer lending, Invoice trading, Equity/Leding Crowdfuding): tutti strumenti che hanno fatto registrare trend positivi nel 2018 e sono in forte ascesa. Sfruttare al massimo il potenziale offerto dalla digital transformation e dall’Industria 4.0 per favorire l’inclusione finanziaria delle Pmi sarà una delle sfide che attende gli operatori di settore.

RAFFORZAMENTO DI NUMERO E DI CAPITALE Le nostre Pmi sono in progressivo aumento: a seguito di un progressivo trend in diminuzione del numero delle piccole aziende nel corso degli anni, nel 2017 è possibile evidenziare un trend in crescita (+3,1 per cento), rafforzato nel 2018 (+3,5 per cento). Molte società del segmento hanno intrapreso un percorso progressivo di rafforzamento del capitale proprio che, abbinato a un aumento dei debiti finanziari proporzionalmente inferiore, ha prodotto una riduzione del leverage ratio, passato dal 112 per cento del 2007 al 79 del 2017. Dal 2008 la percentuale di piccole imprese solvibili è cresciuta di oltre 16 punti percentuali, parallelamente a una riduzione di quelle a rischio di oltre il 12 per cento. È possibile evidenziare un processo di selezione dovuto alla progressiva uscita dal mercato delle aziende più fragili: il sistema delle Pmi risulta più ristretto ma con un profilo più solido. Dal 2014 è possibile riscontrare un effettivo miglioramento del profilo di rischio (non dovuto alla progressiva selezione degli anni precedenti), dal momento che il sistema delle Pmi è rimasto sostanzialmente invariato.

LE SFIDE E LE FONTI DI FINANZIAMENTO Quali sono, invece, le maggiori preoccupazioni per le nostre aziende? I principali problemi in sintesi sono: l’aumento dei costi di produzione o dei costi del lavoro, la disponibilità di personale qualificato o manager con esperienza, la pressione regolamentare e i nuovi scenari competitivi. Le principali fonti di finanziamento per le Pmi sono le linee di credito (rilevanti per il 56 per cento), i sussidi (50 per cento) e i prestiti bancari (49 per cento). Il finanziamento con capitale proprio è rilevante solamente per il 2 per cento. Un forte distacco rispetto alla media europea si ha verso l’area del credito commerciale, che è rilevante per il 46 per cento delle Pmi contro il 34 di media Ue, probabilmente a causa dei prolungati tempi necessari a ricevere un pagamento. Oltre a credito commerciale e sussidi, anche il leasing vede una grande differenza rispetto alla media europea, più alta di 20 punti percentuali.

VERSO L’INDIPENDENZA DAL DEBITO BANCARIO Nonostante rimanga tutt’ora una delle principali fonti di finanziamento, il trend conferma le tendenze di calo dell’importanza del debito bancario. Si tratta di una variazione lieve, ma costante. Come sopra accennato, il prestito bancario non rappresenta più l’unica fonte di finanziamento: il 39 per cento del totale delle Pmi non ricorre al capitale bancario per finanziare la propria attività. Quota in netto aumento rispetto al 2008 (27 per cento). In particolare, il 27 per cento fa affidamento a capitale proprio e fondi interni, mentre il 7 per cento si appoggia a risorse non bancarie. Diminuiscono inoltre le Pmi molto dipendenti da finanziamenti bancari (ovvero per le quali tali strumenti rappresentano più del 50 per cento del totale attivo) pari a 7,5 per cento, a fronte di un 12.5 nel 2008. Parallelamente, la possibilità di accedere al credito sembra essere tornata su livelli pre crisi.

 

Pmi, il crowdfunding si affianca ai minibond

Dalle pieghe della Manovra appena approvata dal Parlamento italiano spunta un’alternativa per tutte le piccole e medie imprese italiane che cercano l’accesso al mercato dei capitali attraverso strumenti di debito. La Legge di bilancio 2019 estende infatti il crowdfunding – la raccolta di capitali via web attraverso piattaforme che facilitano l’incontro fra domanda e offerta di finanziamento – alle obbligazioni o ad altri strumenti di debito, oltre che alle emissioni di azioni come già possibile.

Quella che sulla carta rappresenta in teoria un’opportunità in più per chi è a caccia di finanziamenti in un momento non certo semplice sui mercati porta però con sé una serie di dubbi che saranno in parte affrontati e risolti anche dalla Consob, già all’opera per preparare un regolamento che dovrebbe vedere la luce nelle prossime settimane. Primo fra tutti la possibile sovrapposizione con i Mini-bond: strumenti in teoria rivolti alla stessa platea di emittenti che, dopo un avvio difficoltoso, sembrano finalmente aver trovato la propria strada.

Arriva il crowdfunding dedicato alle piccole e medie imprese

La questione rischia in questo caso di essere legata al tipo di adempimenti e di documentazione che il regolatore intenderà richiedere in caso di ammissione e negoziazione del nuovo strumento sul mercato: dovesse essere più snella rispetto ai requisiti già semplificati applicati ai Mini-bond gli emittenti potrebbero essere incentivati a dirigersi verso i portali di crowdfunding. L’idea generale fra gli addetti ai lavori resta però che più di uno strumento alternativo, l’intervento miri a creare una vera e propria forma di mercato differente, in grado di svilupparsi in parallelo a quelli esistenti, Mini-bond compresi: «È probabile che il portale online verrà inteso come un canale di vendita ulteriore, ma che per il resto la documentazione e la maggior parte dei soggetti generalmente coinvolti in questo tipo di vendite resteranno invariati, anche se tutto ciò dovrà trovare conferma nella prassi che si svilupperà attorno alla nuova piattaforma», conferma Alessandra Pala, counsel del dipartimento International Capital Markets di Allen & Overy.

Sotto l’aspetto dei soggetti coinvolti, le modifiche approvate con la Finanziaria restringono peraltro l’accesso agli strumenti di debito ai soli investitori professionali. Una decisione questa che fa discutere, perché se da una parte stride con il principio letterale del crowdfunding di prodotto legato alla «folla», dall’altra solleva più di un dubbio sull’accoglienza da parte dei soggetti qualificati «i quali – avverte Pala – sono soliti utilizzare canali differenti e in particolare avvalersi di advisor finanziari che ne assecondano esigenze e preferenze». La Consob ha per la verità la possibilità di estendere il bond crowdfunding a «particolari categorie di investitori» da lei individuate, ma appare decisamente improbabile un’apertura al retail (gli stessi Mini-bond sono del resto destinati a un pubblico professionale e qualificato), mentre non è in teoria da escludere l’accesso in qualche forma a soggetti intermedi, quale il tipico cliente del private banking.

Se il crowdfunding incontra i fondi europei

Altre questioni da risolvere riguardano il possibile ruolo nel caso di successiva quotazione dei nuovi strumenti riservato a ExtraMot Pro, il mercato di Borsa italiana che già ospita anche i Mini-bond, oltre a quello di Monte Titoli nell’eventuale gestione accentrata delle emissioni. Il tema, occorre inoltre ricordare, si inserisce in un contesto di armonizzazione a livello europeo inquadrato nella Capital Markets Union. Sul crowdfunding è infatti al momento allo studio una proposta di regolamento da parte della Commissione Ue che introdurrebbe una nuova disciplina da aggiungere al regime nazionale e utilizzabile in via alternativa a quest’ultimo. L’obiettivo è di creare una sorta di «passaporto», in modo da agevolare la concessione di prestiti e il collocamento di valori mobiliari (categoria più ampia dell’attuale equity già presente in Italia) tramite portali che si dovranno iscrivere su un registro curato dall’Esma, l’autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. E di portare la raccolta di denaro tramite web, se non proprio ai vertici irraggiungibili degli Stati Uniti, almeno su livelli di un certo significato. Se si guardano ai dati più recenti raccolti dal Politecnico di Milano, in Italia il crowdfunding in tutte le sue diverse declinazioni (equityrewardbasedcrowdfunding e sociallending) è stato in grado di raccogliere poco meno di 37 milioni di euro nell’intero 2017 e 46 milioni nei primi sei mesi dello scorso anno: le proverbiali «briciole», anche se paragonate agli oltre 1,8 miliardi emessi negli stessi 18 mesi attraverso Mini-bond.

 

Nella Legge di bilancio 2019 troviamo una Manovra, approvata dal Parlamento Italiano, che riguarda un’alternativa importante per le piccole e medie imprese italiane interessate all’accesso al mercato dei capitali. Il futuro delle Pmi inizia a delinearsi in modo molto chiaro anche qui in Italia. Da strumento innovativo di Finanza Alternativa sembra che, il crowdfunding lo si voglia far diventare una vera e propria forma di mercato, portando la raccolta di denaro tramite web a livelli rilevanti, come lo è già negli Stati Uniti. La Consulting for innovation, per facilitare il percorso di avvicinamento tra banche e imprese, utilizza anche approcci innovativi mediante strumenti come crowdfundingpeertopeerlanding, alternativi al sistema creditizio tradizionale.

 

Pubblicato il 28/01/2019

Scritto da: Maximilliano Cellino

Dal: SOLE 24 ORE

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-01-25/pmi-crowdfunding-si-affianca-minibond-195623.shtml?uuid=AEZo9vLH

 

Crowdfunding, equity scatta e triplica raccolta

L’equity crowdfunding italiano esce dal perimetro degli investimenti per ‘pochi esperti’, triplica la raccolta e, fin dall’inizio di questo nuovo anno, mostra nel nostro Paese i segni di un interesse in crescita per l’economia e l’impresa reale. Stando agli ultimi dati dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano su portali autorizzati Consob, al 3 gennaio 2019 l’equity crowdfunding in Italia è balzato a 36,095 milioni di euro di raccolta fondi, un numero triplo rispetto al 2017 quando si contavano 11,8 milioni di euro. Lo studio dell’Osservatorio guidato da Giancarlo Giudici rileva inoltre che il capitale di rischio totale raccolto in Italia dall’avvio della legge ammonta ormai a oltre 55 milioni di euro. Novità dell’anno che si è appena chiuso è stata anche l’importante apertura del mercato a tutte le Pmi, non solo le startup e Pmi innovative. Cresciuta poi anche la platea di investitori passati dai 3.278 del 2017 ai 9.500 del 2018. Tutto questo quadro “è il segno che l’equity crowdfunding sta passando da fenomeno di nicchia a fenomeno più allargato e con un pubblico più eterogeneo e che sta crescendo la fiducia degli investitori nell’impresa e nell’economia reale” afferma all’Adnkronos Dario Giudici, Ceo di Mamacrowd, la piattaforma che nel 2018 si è confermata prima in Italia nell’equity crowdfunding con 32 campagne chiuse con successo e 10milioni di euro raccolti.

“L’equity crowdfunding sta confermando una forte crescita nel nostro Paese, sta diventando un fenomeno sempre più di massa” perchè si sta incrementando “la ricerca di investimenti alternativi ai settori tradizionali finanziari che faticano a dare rendimento”, osserva Dario Giudici. “In Italia ci sono tanti investitori e imprenditori vicini alle imprese” ed oggi l’equity crowdfunding, la raccolta di fondi via internet del capitale di rischio, “è una porta di accesso che si è aperta e che corrisponde a investire nell’economia reale”.

Il Ceo di Mamacrowd sottolinea che inoltre che “diversamente dagli investimenti nelle aziende quotate che sono suscettibili di mille fattori e si traducono in acquisti di azioni, l’equity crowdfunding porta fondi direttamente nelle casse dell’azienda ed i numeri in crescita vogliono dire che c’è fiducia nelle capacità dell’imprenditore di utilizzare con successo i soldi investiti per far crescere l’azienda e, quindi, il valore dell’investimento”. Come Mamacrowd, ricorda il manager, “siamo partiti nel 2016 e già nel 2017 abbiamo raggiunto il primo posto per campagne e raccolta fondi. Inoltre a dicembre scorso abbiamo registrato un fortissimo incremento di iscritti con 5.500 nuovi soggetti” e “guardiamo con ottimismo anche alle stime per il 2019: nei primi 15 giorni di gennaio abbiamo registrato 2.200 nuovi iscritti e ce ne aspettiamo un totale di 7.000 entro la fine del mese”.

Il Ceo della piattaforma gestita da SiamoSoci argomenta infine che “si capirà nel breve termine” se il boom dell’equity crowdfunding “si consoliderà” nel nostro Paese. Il crowdfunding è oggi tra le forme più diffuse ed efficaci di finanziamento di progetti imprenditoriali e creativi. Consulting for innovation, per facilitare il percorso di avvicinamento tra banche e imprese, utilizza anche approcci innovativi mediante l’utilizzo di strumenti come crowfundingpeertopeer, landing, alternativi al sistema creditizio tradizionale.

 

 

Data Pubblicazione: 15/01/2019

Scritto da: Andreana D’aquino

Fonte https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2019/01/15/crowdfunding-equity-scatta-triplica-raccolta_8kojsoZgrbzqulGMj6NBtK.html?refresh_ce