La Riforma Fallimentare Legge 155

Oggi vi voglio parlare di quello che è successo il 10 gennaio del 2019.

La settimana scorsa è accaduta una rivoluzione copernicana: molti di noi si stanno occupando della fatturazione elettronica, che è una cosa marginale e insignificante rispetto alla portata di questo provvedimento legislativo. E’ stato infatti approvato il decreto legislativo che attua la riforma della crisi e delle insolvenze. Il codice delle crisi dell’insolvenza era stato introdotto con la legge 155 del 2017, con il quale era stata abolita la parola fallimento e sostituita con la procedura di liquidazione giudiziale. Ora viene introdotta l’allerta precoce “early warning”, cioè nel nostro ordinamento i revisori contabili, gli amministratori in nota integrativa e comunque chi ha interessi giuridici all’impresa dentro l’impresa, deve allertare e deve segnalare il suo stato di difficoltà.

Ovviamente questo è compensato da alcuni vantaggi.

Per esempio l’imprenditore non avrà responsabilità civili e penali. Inoltre nella riforma sono stati anche abbassati i limiti dell’obbligatorietà del revisore contabile a 2 milioni di ricavi, che sono 2 milioni di capitale investito (quindi totale dell’attivo) e una media di dieci dipendenti impiegati: basta superare un solo limite per due esercizi e c’è bisogno del revisore. Il fulcro, a mio parere, di tutta la riforma dell’articolo 13, è che quest’ultimo introduce alcuni concetti che è bene che ognuno di noi inizi a metabolizzare.

Sono il concetto di sostenibilità del debito e di continuità aziendale.

L’amministratore o il revisore debbono periodicamente valutare la consistenza dell’azienda in ragione della sua possibilità di sostenere il debito nei sei mesi futuri.  In ragione della sua continuità, della possibilità della continuazione nei prossimi sei mesi, bisognerà quindi misurare se nei sei mesi futuri l’azienda ha la possibilità di continuare la sua attività e soprattutto se ha la possibilità di sostenere il debito, come dice l’articolo 13, con “appropriati indici”. Attenzione che la norma non dice quali sono gli indici che si debbono utilizzare, non dice quali sono i benchmark che bisogna utilizzare, ma dice che bisogna usare degli “appropriati indici”. Viene, inoltre, delegato al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti la possibilità di elaborare degli indici. Quindi il sistema di misurazione di KPI “key performance indicator” deve dare un’unica indicazione.

Ora c’è un grande problema: i prossimi sei mesi si riferiscono al futuro e non al passato, quindi come fa un soggetto a valutare i flussi futuri, a valutare la sostenibilità futura se non fa una stima?

E questa stima è soggettiva, quindi ritorniamo a questo problema. L’unico strumento scientificamente provato che esiste al mondo capace di misurare la sostenibilità del debito dei prossimi sei mesi e soprattutto la continuità aziendale è la Balanced Scorecard di Kaplan e Norton. Quindi in tribunale, quando uno dovrà dimostrare di aver fatto una misurazione scientifica, avrà a disposizione uno strumento che afferma in maniera precisa:

“l’azienda non innova, non forma i propri dipendenti, non ha un clima aziendale positivo, non avrà flussi di cassa…” (perché da queste cose dipendono dalle scelte future dell’imprenditore e non dai bilanci vecchi).

Ecco, occorre uno strumento scientifico che misuri la capacità dell’azienda di fare scelte strategiche, che consentono di avere solidità aziendale di settimana in settimana. Perciò, ripeto, l’unico strumento è la Balanced Scorecard di Kaplan e Norton. La Balanced Scorecard di Kaplan e Norton è scientificamente provato che misura la capacità dell’azienda di sostenere l’equilibrio finanziario ma soprattutto di sostenere il suo sviluppo in futuro.

Il Cruscotto di Controllo che noi proponiamo, è una Balanced Scorecard, quindi è a tutti gli effetti lo strumento che permette al revisore, che permette all’azienda di sapere se la sua situazione è sostenibile oppure no.

Attenzione perché ci sono 18 mesi di tempo passati i quali chi non ha rispettato questo limite, chi non ha una situazione che permette nei 6 mesi futuri di sostenere l’equilibrio finanziario e di avere continuità, deve allertare all’organismo di composizione della crisi del registro imprese. Attenzione l’allerta è anonima e quando l’imprenditore allerta, deve presentare anche un piano di ristrutturazione che in sei mesi dovrebbe riportare l’azienda all’interno dei limiti tollerati. Quindi c’è tutto un lavoro enorme per commercialisti, per revisori contabili, per i consulenti aziendali che riguarda questo aspetto.

Quindi dovremmo affiancare come advisor l’imprenditore che allerta, dovremmo fare un piano, dovremo vigilare che questo piano poi vada nella direzione che è stata individuata.

Vi invito anche a contattarmi, a dibattere con me su questo aspetto perché è veramente cambiato il mondo! Si aprono delle prospettive straordinarie per la consulenza aziendale: finalmente si mette al centro dell’attività professionale la consulenza aziendale e non la consulenza fiscale ed inoltre c’è la possibilità di utilizzare uno strumento come la Balanced Scorecard – il Cruscotto di Controllo, che permette anche a noi consulenti di aumentare la nostra redditività, di aumentare i nostri utili, ma soprattutto di svolgere finalmente in maniera compiuta quel ruolo sociale che deve essere tipico della nostra professione. Noi diciamo cosi, siamo i templari che custodiscono il Sacro Graal, che è la continuità aziendale. Le aziende ora possono far conto sulla nostra professionalità e noi dovremmo essere bravi, dovremmo studiare, dovremo migliorarci per capire come gestire l’azienda, per misurare come l’azienda può sostenere il debito e può continuare l’attività nei prossimi sei mesi e soprattutto nei casi più disperati come riuscire a risolverlo. Proprio perché dovremmo essere bravi e preparati su questo aspetto, ho preparato questo incontro di cui tutte le informazioni trovi al link qui sotto. Parleremo diffusamente, nei due giorni che passeremo, della legge 155, delle nuove procedure. Parleremo soprattutto di come operativamente fare i piani, di come operativamente misurare. Sarà un incontro formativo sull’aspetto legale, giuridico, ma soprattutto sull’aspetto pratico.

Ovvero: domani mattina con i miei clienti come mi devo comportare?

Devo avvisarli o non devo avvisarli?

Come misuro? Quali saranno le nuove procedure interne?

È un corso fondamentale, un Master sulla gestione e prevenzione della crisi a cui non puoi assolutamente mancare.

Affrettati perché i posti sono pochi essendo molto economico e ti garantisco di contenuto molto valido e soprattutto profondo a livello professionale. Ti invito ad iscriverti immediatamente, di metterlo subito sulla tua agenda e ricordati sempre che le scelte strategiche non sono mai urgenti, e che le cose urgenti non sono mai strategiche, quindi sicuramente per queste date avrei altri impegni. Valuta tu se questi altri impegni sono strategici oppure sono semplicemente delle cose quotidiane e ricordati che la vita cambia soltanto quando fai scelte strategiche: se fai il quotidiano la tua vita non cambierà e anzi mai peggiorerà sempre. Se invece inizi a fare scelte strategiche vedrai che la tua vita inizierà a cambiare. La scelta strategica che ti propongo oggi fondamentale è di partecipare a questo Master sulla soluzione crisi. Informati qui sotto sul luogo e sulla data e sulle modalità di prenotazione, e sarò felice poi di incontrarti e anche di dibattere attorno a queste tematiche nuove, ma che hanno tanto tanto fondamento nella parte nobile della nostra professione. Se sei un professionista iscritto a qualsiasi albo che richiede la partecipazione delle formazioni obbligatorie, quindi devi rispettare l’obbligo formativo, sappi che benché questo evento non fosse riconosciuto noi rilasciamo un attestato e tramite questo attestato poi presentare un’autocertificazione al tuo ordine, e ad oggi tutti i professionisti che hanno partecipato ai miei eventi che si sono auto certificati hanno tutti ottenuto il riconoscimento della formazione. Quindi anche da questo punto di vista il tuo tempo è un tempo non perso perché comunque oltre a formarti potrai anche sfruttare queste ore per assolvere l’obbligo formativo.

Simone Brancozzi

 

I consulenti ed il pool di professionisti del settore facenti parte della CONSULTING FOR INNOVATION sono soggetti altamente qualificati nella risoluzione di controversie legate al debito, e accompagnano il cliente a intraprendere azioni che possano consentire allo stesso di riappropriarsi della vita in modo sereno.

 

 

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VIDEO

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