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Crisi d’impresa: a rischio otto su cento

Riteniamo utile segnalare il Rapporto Cerved sui Bilanci 2018 poichè, da un’attenta analisi del documento, si evince che i nuovi Allert aziendali introdotti dalla Riforma sulla crisi d’impresa, colpiscono in misura rilevante soprattutto le microimprese e le Pmi.

Si conferma di conseguenza l’esigenza che gli imprenditori, soprattutto quelli che gestiscono le aziende di minori dimensioni, si attivino ed organizzino in quanto è necessario un “cambio culturale” nella gestione delle imprese, che deve avvenire anche attraverso investimenti in formazione sia finanziaria che gestionale.

https://www.ilsole24ore.com/art/allerta-crisi-d-impresa-rischio-otto-societa-100-ACy32LGB

Elaborati i sette indici di allerta per far emergere la crisi.

Nuovi Indici di allerta predisposti dal CNDCEC., ne sono stati individuati 7 da applicare in sequenza tra di loro.

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha stilato la bozza dei possibili parametri che potrebbero condurre le aziende allo stato di crisi e di conseguenza portare all’attivazione della procedura d’allerta, punto cardine dell’ultima riforma della Legge fallimentare.

Il ruolo dei professionisti affidato dal Codice della crisi, è quello di definire un pacchetto di indici ogni tre anni, che consentano alle aziende di individuare per tempo lo stato di crisi.

Tali indici, contenuti nella bozza redatta dall’Ordine dei commercialisti, si basano principalmente su grandezze di natura quantitativa, puntando soprattutto a minimizzare il numero di falsi positivi, ovvero il rischio di segnalare imprese di cui è prevista un’insolvenza che poi in realtà non si verificherà.

Significativo l’inserimento del calcolo del DSCR (Debit Service coverage ratio) l’indice utilizzato dal sistema creditizio, per valutare la capacità delle imprese di rimborsare i propri debiti finanziari, Valori di questo indice superiori a 1, rendono evidente la capacità prospettica di sostenibilità dei debiti su un orizzonte di 6 mesi, valori inferiori a 1 la relativa incapacità.

Per cui diventa prevedibile che questi indici verranno tenuti in grande considerazione da parte delle banche e dalle società Fintech, in fase di adeguamento dei loro sistemi di determinazione del RATING delle PMI.

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Fonte: Il Sole 24 Ore