Credito d’imposta per i beni strumentali nuovi. Due le possibili scelte

Con l’istituzione dei codici tributo, da parte dell’Agenzia delle Entrate è possibile effettuare la compensazione dei crediti d’imposta sugli investimenti in beni strumentali da utilizzare nel modello F24. I crediti nello specifico fanno riferimento alle disposizioni della Legge 160/2019 e alla Legge 178/2020. Per la prima disposizione si tratta dei codici 6932 (beni materiali non-Industria 4.0), 6933 (beni materiali Industria 4.0) e 6934 (beni immateriali Industria 4.0), per la seconda invece abbiamo il 6935 (beni materiali e immateriali non-Industria 4.0), il 6936 (beni materiali Industria 4.0) e il 6937 (beni immateriali Industria 4.0).

I crediti riferiti alla Legge 160/2019, si possono utilizzare in cinque quote annuali (tre per i beni immateriali 4.0) dall’anno successivo a quello di entrata in funzione (beni non-Industria 4.0) o di interconnessione (Industria 4.0).

Con riferimento alla Legge 178/2020 fanno invece riferimento gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020, la compensazione è prevista in tre quote annuali a partire in questo caso dallo stesso anno di entrata in funzione o di interconnessione.

Prima di procedere con la compensazione, si dovrà scegliere per i beni acquistati dal 16 novembre 2020 ed entrati in funzione o interconnessi entro il 31 dicembre scorso, quale agevolazione sfruttare visto che per tale arco temporale le diposizioni previste dalla Legge di Bilancio dello scorso anno coesistono con le novità della Legge n. 178/2020 (Legge di Bilancio 2021).

Sarà probabilmente una scelta di mera convenienza fiscale che si rifletterà anche sugli aspetti documentali previsti dalle due disposizioni in commento, dovendo a tal fine procedere con le adeguate annotazioni nelle fatture di acquisto.

Le due diverse disposizioni, determinano dunque un sovrapposizione dell’applicazione delle stesse, in particolare mentre per gli investimenti fino al 15 novembre vale solo la legge 160, per il periodo che va dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2020 scatta una sovrapposizione tra le due norme. Gli investimenti effettuati in questo periodo, possono essere collocati nell’una o nell’altra agevolazione a scelta del contribuente, infatti la Legge 178/2020 non prevede, alcun divieto o vincolo nella scelta.

E’ probabile che si valuti di utilizzare la nuova disposizione che ha modalità di determinazioni del credito più favorevoli, ma anche modalità di utilizzo.

Per la prima tipologia di agevolazione (Legge n. 160/2019) il credito d’imposta potrà essere utilizzato solo a decorrere dall’esercizio successivo a quello di acquisto e di entrata in funzione o interconnessione del bene, mentre per la seconda tipologia di crediti d’imposta (Legge n. 178/2020), il beneficio potrà essere utilizzato già a decorrere dall’anno di entrata in funzione o interconnessione del bene.

Anche il numero delle quote annuale in cui tale agevolazione è suddivisa potrebbe fare la differenza nella scelta verso la Legge 178/2020 che prevede un minore numero di quote di utilizzo (tre invece che cinque).

Nel caso di investimenti di importo considerevole, con possibile superamento dei diversi plafond di utilizzo previsti dalle due disposizioni, occorrerà fare anche altre considerazioni sulla necessità di utilizzare entrambe le agevolazioni.

Anche la possibilità di utilizzare subito il credito d’imposta, previsto solo dalla legge n. 178/2020, potrebbe avere un suo particolare appeal nella scelta fra le due disposizioni agevolative. La scelta dell’una o l’altra disposizione come detto si riflette sugli obblighi documentali del contribuente, in particolare si deve prestare attenzione alla dicitura nella fattura di acquisto del bene.