Rating Advisory: l’elemento fondamentale per le PMI

È stato pubblicato di recente dalla Fondazione e dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili un documento molto importante il “Rating Advisory e Pianificazione Finanziaria alla luce dell’evoluzione del quadro regolamentare: il nuovo rapporto banca-impresa e il ruolo del Commercialista”.

Questo documento spiega ai commercialisti l’importanza oggi per le PMI di un’attività di assistenza di un vero e proprio Rating advisor. Il sistema creditizio risente dei requisiti sempre più stringenti di capitale per le banche, diventa quindi necessario avere contezza della valutazione del rischio, un ruolo che spetta al commercialista che deve implementare la sua attività con servizi di rating advisory per l’impresa, con lo scopo di facilitare l’accesso al credito per le Pmi.

L’espressione alfa numerica del rating è una operazione di valutazione di differenti componenti opportunamente ponderati e sintetizzati attraverso una formula di calcolo, ciò avviene tramite l’analisi di tre aree fondamentali: analisi andamentale, qualitativa e quantitativa.

I dati andamentali riguardano i rapporti storici dell’azienda con il sistema creditizio, in questa fase un ruolo importante è rivestito dalla Centrale Rischi Banca d’Italia. Tali informazioni vengono elaborate al fine di determinare un indice rappresentativo della probabilità di default. Gli aspetti qualitativi nella maggior parte dei casi derivano da informazioni di natura non economica relative all’azienda stessa o al settore di appartenenza. Gli aspetti quantitativi prevedono una verifica dei documenti di chiusura degli ultimi esercizi sui quali viene effettuata una normale analisi di bilancio per visualizzare la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa. Per le Pmi, oggi, avere il supporto di un professionista che svolge l’attività di Rating Advisory è un’esigenza fondamentale, in quanto  fornisce un quadro chiaro della situazione economica-finanziaria, e della percezione che il sistema bancario ha dell’azienda cliente.

Il dossier rating, strumento oggi indispensabile, proposto da CONSULTING FOR INNOVATION SRL, consente una periodica valutazione del merito creditizio della PMI in linea con i criteri applicati dal sistema creditizio, è inoltre caratterizzato per una capacità proattiva di analisi che risponde a pieno alle nuove esigenze del sistema bancario di valutare efficacemente i propri clienti. 

Cfo e rivoluzione digitale: un ruolo che si sta trasformando!

Con la rivoluzione digitale sono notevolmente cambiati gli strumenti a disposizione delle aziende per poter sostenere la propria attività. Peer-to-peer lending, invoice trading, crowdfunding e molte altre le alternative valide e più flessibili rispetto ai metodi tradizionali. Ma non è solo l’ambito finanziario ad essere cambiato, la digitalizzazione è presente in ogni ambito, con strumenti di supporto per le aziende, che facilitano i compiti quotidiani e creano ogni giorno valide alternative. Il Cfo, Chief Financial Officer, ovvero il direttore finanziario è tra i ruoli manageriali più esposti alla rivoluzione digitale. Come cambierà il suo ruolo? A questo quesito ha risposto Sergio Zocchi, amministratore delegato di October Italia, piattaforma europea di finanziamento on line per le imprese, durante un’intervista di ItaliaOggi.

«La digitalizzazione ha aperto nuove opportunità per chi si occupa di gestire la struttura finanziaria aziendale», spiega Zocchi, «la flessibilità dei nuovi canali di finanziamento rispetto a quelli tradizionali richiede un cambio di mentalità. Occorre partire dalla specifica esigenza per individuare la soluzione più adatta».

Sempre più spesso, le interpretazioni dei dati chieste al Cfo si estendono anche su ambiti di competenza apparentemente lontani. Ad esempio secondo il 60% dei direttori finanziari intervistati dal rapporto Accenture hanno rilevato un aumento nella domanda di interpretazioni in ambito marketing, Crm e social media.

«Il Cfo, per la natura della sua attività, già nelle aziende di più piccole dimensione, è da sempre il primo depositario dei dati aziendali e il gestore dei principali sistemi informativi e questo lo ha reso il più naturale candidato a essere figura fondamentale nella trasformazione digitale», aggiunge Andrea Pietrini, Managing Partner di YourCfo, azienda di Cfo service leader sul mercato italiano, «Peraltro la discontinuità ambientale e competitiva che stiamo vivendo in questi anni, lo ha fatto assurgere a figura chiave anche dal punto di vista strategico, non solo per la necessità di dare al board o all’imprenditore risposte tempestive e data driven della situazione aziendale, ma anche per saper introdurre in azienda strumenti innovativi nella funzione Afc a supporto della complessiva strategia aziendale. Da questo punto di vista, ad esempio, l’utilizzo di soluzioni fintech innovative può creare un significativo vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti che si fermano a strumenti più tradizionali».

Consulting for Innovation supporta le imprese a 360° e si impegna da sempre nel sostenere i processi di digitalizzazione come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato.

Fonte: ItaliaOggi

La comunicazione social che valorizza il made in Italy: la tradizione che utilizza l’innovazione

Valorizzare un’azienda ricca di storia e tradizione nell’era digitale è un passo ormai necessario. Con il passare degli anni, anche le aziende storiche hanno la necessità di rinnovare il loro marchio rafforzandone la brand identity, nonostante abbiamo alle spalle una lunga tradizione che parla per loro. Ma purtroppo anche quando si riesce a costruire nel tempo un’azienda solida e con una grande storia si corre il rischio di essere maggiormente imitati andando incontro al cosiddetto italian sounding, fenomeno che fa riferimento all’imitazione di un prodotto/denominazione/marchio attraverso un richiamo alla presunta italianità, che sottrae grandi fette di mercato.

Come aggirare il problema?

Su questo la comunicazione e le piattaforme social possono essere, per molte imprese, un grande strumento, se utilizzati nel giusto modo. Raccontare la produzione di un prodotto, le fasi della lavorazione attraverso le quali viene fuori la qualità può essere un fattore determinante, che attraverso la comunicazione social diventa elemento di valore aggiunto. I luoghi ed il territorio nel quale nasce l’azienda, può essere un ulteriore elemento da raccontare, che insieme ai precedenti costituisce la brand identity di un’azienda. Questi, e molti altri, sono fattori importanti agli occhi dei millennials, che oggi osservano e tengono molto conto della comunicazione di un brand. Il consumatore oggi è molto più informato rispetto ad un tempo, e prima di acquistare un prodotto ne ricerca ogni dettaglio dato un vasto mercato di prodotti con tutte le informazioni a portata di click. In questo scenario, sempre più ricco di alternative, la narrazione diventa elemento distintivo e necessario per tutte le aziende, piccole o grandi, appena nate o con una forte tradizione alle spalle.

La Consulting for innovation, attraverso il pool di professionisti specializzati, supporta le imprese a 360 gradi, fornendo loro i servizi necessari ad ogni esigenza.

Rottamazione Ter e Pace fiscale : Proroga annunciata dal Vicepremier, il fisco è andato in tilt!

Nelle ultime ore si sta parlando tanto della rottamazione-ter delle cartelle esattoriali e del saldo e stralcio, dovendo essere oggi l’ultimo giorno utile per presentare le domande. Dopo una massiccia richiesta da parte di Caf e commercialisti ieri è stata annunciata dal vicepremier la proroga “Chiederò agli amici dei Cinquestelle di dire sì ad una proroga al termine della pace fiscale con un emendamento al decreto Crescita, che è lo strumento più veloce”.

La rottamazione-ter, valida indipendentemente dall’Isee, è alla terza edizione e si rivolge anche a coloro che pur avendo partecipato alle prime edizioni non sono riusciti a sanare gli importi dovuti. Il «saldo e stralcio» invece riguarda situazioni economiche disagiate, con i isee sotto i 20mila euro, entrambe permettono di distribuire in cinque anni i debiti riguardanti la riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017: «La prima rata scade il 31 luglio – spiega Timpone – le altre rate scattano il 30 novembre, il 28 febbraio e il 31 maggio di ciascun anno fino al 2023, in tutto sono 18 rate». La risposta dell’Agenzia delle Entrate arriverà entro il 30 giugno 2019, con l’eventuale ammontare del debito e i relativi bollettini di pagamento. Chi non paga o paga in ritardo perde i benefici.

CONSULTING FOR INNOVATION, con il suo team di professionisti specializzati, si propone di essere un partner per le imprese e i cittadini, operando con professionalità e affidabilità, al fine di accompagnare e supportare il cliente nelle strategie più adatte da utilizzare.

 

Nuovi trend e Pmi: Cosa fare per non fallire

È stata presentata in questi giorni un’importante ricerca che riguarda molto da vicino il mondo del lavoro. «FuturAbility», osservatorio promosso dai T-Lab di Cfmt (Centro di Formazione Management del Terziario) e realizzato da ProperDelMare Consulting in collaborazione con AstraRicerche  ha coinvolto un centinaio di manager italiani con l’obiettivo di delineare le tendenze che avranno un impatto più significativo nel periodo 2019-2021 in diversi settori. Entro i prossimi tre anni, cambieranno totalmente il nostro modo di vivere, la mobilità e l’accesso a servizi e prodotti, questo l’incipit iniziale del risultato dello studio, ma cambieranno soprattutto le professioni. Anche se la rivoluzione digitale è iniziata ormai da tempo, ciò non vuol dire che le Pmi siano preparate. Il tema della mancanza di competenze, e della necessità di elevare e diversificare la qualità della formazione per colmare il gap di competenze, è uno dei principali temi della ricerca. Pietro Luigi Giacomon, Presidente di Cfmt, ha provato a spiegare la ragione dell’approccio restio delle Pmi al cambiamento. «Si tratta senz’altro di una questione culturale, che però si collega a situazioni caratterizzanti il nostro sistema manifatturiero e dei servizi, e cioè la piccola dimensione, la non elevata esperienza internazionale di imprenditori e manager, il tema complesso e non affrontato adeguatamente dei passaggi generazionali e della continuità d’impresa».

Come rimediare quindi?

«Occorre innanzitutto mettere al centro l’apprendimento delle persone, favorendone lo sviluppo: i manager apprendono da scambi e confronti con altri soggetti, attraverso la risoluzione di problemi complessi e nei progetti di innovazione. Tutte le attività formative, per essere efficaci, devono essere quindi coerenti con queste forme di apprendimento e tutto questo può aiutare ad attirare e mantenere i talenti. Occorre inoltre una formazione che dia risposte ai problemi dei manager e serve che le aziende siano aperte per dare modo al management di contaminarsi con esperienze diverse». Giacomon, non ha dubbi su chi dovrebbe guidare questo cambiamento attribuendo la responsabilità all’amministratore delegato, «che deve essere lo sponsor di una strategia formativa direttamente collegata alla strategia aziendale, attivata e quindi realizzata dall’Hr manager. Ma si supera lo skill gap solo se il capo azienda ci crede e ci mette la faccia, stimolando il cambiamento di contenuti e metodi per l’apprendimento e aumentando l’engagement delle persone coinvolte, mettendoci le risorse necessarie».

Consulting for Innovation supporta le imprese a 360°, impegnandosi da sempre nel sostenere i processi di digitalizzazione e formazione continua nelle Pmi come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato.

 

Riforma fallimentare: Srl con obbligo di revisore una grande opportunità

Le procedure applicate finora, riguardanti la crisi d’impresa hanno inteso la crisi aziendale come a un fenomeno accidentale, facilmente risolvibile. Il nuovo codice, in vigore dal 16 Marzo,  fa delle procedure di alert  una delle sue principali novità: il loro compito è di far emergere la crisi d’impresa prima dell’insolvenza .

Il cuore del Codice è il nuovo ruolo affidato ai professionisti, membri degli organi stessi, chiamati a verificare con continuità il rispetto di quegli indicatori che, se non soddisfatti, apriranno le porte alla Crisi. Perciò la riforma ha apportato rilevanti modifiche al Codice Civile, prevedendo l’obbligatorietà dell’organo di controllo interno nelle Srl: tale organo (sindaco e revisore) è ora obbligatorio se la società supera per due esercizi consecutivi anche uno solo dei requisiti indicati:

ricavi di vendite e prestazioni pari a 2 milioni di euro;

attivo dello stato patrimoniale pari a 2 milioni;

media dei dipendenti durante l’esercizio pari a 10 unità.

In realtà, la riforma presenta una grande opportunità per le aziende, per le quali un professionista esterno può rivelarsi di reale aiuto in quel processo di crescita e riorganizzazione contabile oggi indispensabile soprattutto in molte micro e piccole imprese: le società interessate dalla riforma potranno fare affidamento su un parere esperto rispetto ai propri bilanci.

 La Consulting for innovation assiste l’impresa a 360°, con il suo team di professionisti offre la possibilità di usufruire di uno strumento fondamentale come il cruscotto di controllo aziendale, utile ed efficace come mai in questo momento per prevedere lo stato di salute della propria azienda. Il 24 Maggio la CFI terrà inoltre un Corso di formazione per imprenditori, durante il quale ci sarà la grande opportunità di conoscere tutti i dettagli che riguardano la rivoluzionaria riforma della Legge fallimentare 155 del 2017, entrata in vigore dal 16 Marzo 2019.

Equity Crowdfunding: un mercato in pieno fermento

Una delle certezze nel mondo dell’imprenditoria è che una Pmi per crescere e svilupparsi ha bisogno di finanziamento. Questo aspetto concerne da sempre le banche, anche se a volte con non poche difficoltà.
Una delle soluzioni a questo processo difficoltoso è il crowdfunding, ovvero la raccolta di fondi da parte di persone che decidono di investire nel progetto. Nella sua fase iniziale è stato uno strumento limitato alle Start up e Pmi innovative ma a partire dal 3 Gennaio 2018, con il nuovo regolamento Consob anche le Pmi tradizionali possono usufruire delle raccolte fondi on-line organizzate sulle piattaforme di equity crowdfunding autorizzate in Italia. Nel 2018, come riporta la Fondazione Nazionale dei Commercialisti, la raccolta complessiva ha superato i 36 milioni (quasi triplicata rispetto al 2017) e il numero delle società finanziate è salito a quota 113 rispetto alle 50 dell’anno precedente. Secondo il recente rapporto sull’equity crowdfunding pubblicato dalla Fondazione Nazionale Commercialisti “L’equity crowdfunding presenta molte analogie con un’offerta pubblica iniziale o IPO (dall’inglese Initial Public Offering): di conseguenza, sarebbe giusto valutarlo come un primo approccio ai mercati finanziari che, nel tempo, favorisca la crescita di numerose nuove imprese il cui sbocco naturale potrà anche essere, dapprima, l’ammissione alla quotazione su mercati minori (dedicati ad esempio alle piccole e medie imprese, quali l’AIM Italia), e successivamente il listing su piattaforme di negoziazione più evolute come i mercati regolamentati (ad es. l’MTA di Borsa Italiana)“.

Come riportato dal Politecnico di Milano, le piattaforme autorizzate a fare equity crowdfunding sono 22. Un mercato in pieno fermento con segnali tangibili di crescita, come dimostra il CrowdFundMe, il primo portale italiano a quotarsi in Borsa.

La Consulting for innovation, per facilitare il percorso di avvicinamento tra banche e imprese, utilizza anche approcci innovativi, grazie al suo pool di professionisti specializzati, mediante strumenti come crowdfunding, peertopeer, landing, alternativi al sistema creditizio tradizionale.

 

 

Decreto Crescita: Pace Fiscale estesa al bollo auto, multe e tasse gestiste dai comuni.

Con le novità previste dal Decreto Crescita la pace fiscale si estende anche a multe, bollo auto non pagato e tutte le ingiunzioni di pagamento relative a tributi locali come anche Imu, Tasi e Tari. Il DL Crescita approvato dal Governo il 4 aprile 2019 conferma che sarà possibile beneficiare del mini condono delle cartelle anche per le tasse di competenza di comuni, province e regioni relative a debiti e cartelle del periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017. Ai contribuenti sarà offerta la possibilità di pagare i debiti maturati con lo stralcio di sanzioni ed interessi, così come previsto per la rottamazione ter delle cartelle. Ad oggi la pace fiscale per cartelle relative al mancato pagamento delle tasse locali, aventi ad oggetto tasse automobilistiche o sulla casa (la IUC, somma di IMU, TASI e TARI) riguarda esclusivamente i ruoli di competenza dell’Agenzia Entrate Riscossione. La novità consentirà a regioni, comuni, province e città metropolitane di scegliere se estendere la pace fiscale anche ad ingiunzioni e ruoli di propria competenza per tutte le cartelle escluse dall’ambito di applicazione della rottamazione ter o del saldo e stralcio in quando non di competenza dell’ex Equitalia. L’obiettivo è quello di consentire agli enti locali di scegliere la via della rottamazione anche per le cartelle il cui onere di riscossione è stato affidato a società private diversa dall’ex Equitalia, ora Agenzia delle Entrate Riscossione. Così, la pace fiscale prevista dal Decreto Crescita si estende anche ai tanti contribuenti destinatari di un’ingiunzione di pagamento in merito alle tasse automobilistiche, multe così come alle tasse sulla casa. La rottamazione delle cartelle per le tasse locali riprenderà le regole basilari previste per la pace fiscale “nazionale”: saranno ammessi i contribuenti con ruoli relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017, i quali potranno beneficiare dello stralcio di sanzioni ed interessi maturati. Sarà il singolo Comune, Regione, Provincia o Città metropolitana a dover dare il via libera alla nuova pace fiscale per le tasse locali. Gli enti avranno a disposizione 60 giorni di tempo per decidere se aderire o meno alla rottamazione delle cartelle affidate ad agenzie private di riscossione.

CONSULTING FOR INNOVATION, con il suo team di professionisti specializzati, si propone di essere un partner per le imprese e i cittadini, operando con professionalità e affidabilità, al fine di accompagnare e supportare il cliente nelle strategie più adatte da utilizzare.

 

La Legge ha abolito il fallimento! Come è possibile anticipare la crisi?

Il “Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza” è stato definitivamente approvato, il 10 gennaio 2019.  Riguarda un Testo Unico sulla crisi d’impresa e d’insolvenza composto da 391 articoli, suddiviso in quattro parti, che sostituirà tutte le disposizioni contenute nel R.D. 267/1942 e nella L. 3/2012 in materia di composizione della crisi da sovra-indebitamento.

Il tema è piuttosto vario e complesso ma l’aspetto fondamentale è che viene richiesto alla nuova Legge una soluzione che consenta di anticipare la crisi, dei campanelli d’allarme che si accendano man mano che la crisi aziendale va peggiorando.

Masinelli precisa “Il software che si sceglie può essere di grande supporto. Possedere un software che possa prevedere le crisi interne è vitale. L’aspetto principale è l’immediatezza: in tempo reale avere un sistema integrato nell’intera gestione aziendale che possa supportare le decisioni e le analisi del Cfo, o della persona responsabile della direzione finanziaria, risulta una soluzione pratica per poter essere in compliance con l’attuale legge, quanto meno sul tema della prevedibilità. Il rischio di utilizzare Excel, con l’attuale legge, è manifesto. Facciamo un esempio semplice: usando Excel, idealmente, il manager (poniamo il Cfo, ma non sempre questa figura è disponibile in una Pmi) dovrà aggiornare il suo foglio di calcolo. Un’operazione che si dovrebbe fare ogni mese ma che, in vero, è improbabile venga svolta sempre con tempi precisi”.

Secondo Turani “Un software predittivo permette di ovviare alle possibili lacune di un manager finanziario, che potrebbe aggiornare un foglio Excel in modo discontinuo. In più aggiungo che Excel è una soluzione reattiva. Per spiegarla in modo semplice: se vi sono delle criticità, o indicatori di pericolo come menzionati dalla legge vigente, Excel non farà nulla. Un software predittivo integrato nell’intero processo e nella gestione finanziaria, invece, sarà personalizzabile dal suo utilizzatore (sia esso un Cfo o un amministrativo) per attivarsi e segnalare i rischi in tempo utile, con anticipo di mesi, in modo da poter evitare una crisi interna.

“Esiste una via di fuga”, continua Grossi, “al comma 3 Articolo 13. Bene inteso non si parla di un metodo per evitare questa legge o fare i furbetti. Il comma fa riferimento ad una soluzione personalizzata che ogni azienda può affrontare. Il comma in questione dice che, semplificando, ogni azienda può costruire un proprio sistema di indici capace di misurare i due principali tipi di crisi che la legge chiede di saper prevenire: la sostenibilità dei debiti per i sei mesi successivi e le prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso”.

Grossi conclude “Gli indici ovviamente dovranno essere asseverati da un professionista indipendente. Esiste tuttavia un rischio: se gli indici asseverati sono troppo blandi e lontani dalle famose (e pericolose) migliori prassi nazionali e internazionali, e l’azienda fallisce a causa di essi, il professionista dovrà rendere conto. Se per il primo tipo di crisi da misurare, l’unica soluzione è un sistema serio di previsione dei flussi di cassa a sei mesi, per il secondo si sta parlando di un robusto sistema di rating, cioè di previsione di probabilità di default a un anno. A tale proposito, è bene ricordare che un rating non è un sistema di indici con un punteggio in base a delle soglie.  Nessuno può farsene uno da solo, se poi non lo può testare su un campione ampio e profondo (per molti anni), al fine di calcolare la probabilità statistica di averci azzeccato”.

 

La Consulting for innovation assiste l’impresa a 360° e con il suo team di professionisti supporta da sempre gli imprenditori. Offre loro la possibilità di usufruire di uno strumento fondamentale come il cruscotto di controllo aziendale, che dà la possibilità di iniziare a confrontarsi con indicatori strategici e scientifici, di grande supporto, necessari per poter seguire un percorso di corretta gestione aziendale e di controllo utile ed efficace come mai in questo momento. La CFI organizza periodicamente Corsi per Imprenditori fondamentali per la conduzione dell’azienda trattando anche le principali novità riguardanti la Legge 155/2017.

 

PMI e crescita: il comun denominatore è la digitalizzazione!

Dando uno sguardo alle ultime statistiche la crescita delle PMI sembra aver ricevuto un colpo d’arresto, il fattore determinante si può rintracciare nella mancata innovazione.
Nel 2017 circa 150 mila imprese italiane con 50 milioni di euro di fatturato segnalavano un trend di crescita di ricavi e occupazione in forte ripresa rispetto agli anni precedenti, una crescita che oggi invece sembra rallentare nuovamente.

Come si è giunti a questa situazione? Ci sono meno PMI, ma soprattutto meno PMI che puntano sull’innovazione, il comun denominatore determinante per la crescita delle PMI italiane che crescono di più in Europa. A dimostrarlo è la classifica rilasciata dal Financial Times, nella quale sono presenti molte PMI Italiane che hanno in comune il fattore più importante che permette loro di conquistarsi un posto in classifica: la digitalizzazione.

I benefici della digitalizzazione sono ormai ampliamenti dimostrati, stiamo vivendo un’epoca di cambiamento dove il digitale non è più una novità ma un elemento indispensabile, ma le piccole e medie imprese evidenziano ancora grandi difficoltà nell’investire in tecnologie digitali, dimostrandosi restie al cambiamento e poco fiduciose.

È necessario abbandonare la logica tradizionale guardando a nuovi modelli di business ormai affermati, orientati alla trasformazione digitale, accogliendo il cambiamento che consente la crescita.

Consulting for Innovation supporta le imprese a 360° e si impegna da sempre nel sostenere i processi di digitalizzazione come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato.