Dalla Cig alle politiche attive, ecco come saranno i nuovi ammortizzatori

Dalla Cig alle politiche attive, ecco come saranno i nuovi ammortizzatori

#ammortizzatorisociali 

” In questi giorni è in discussione anche l’allungamento dell’attuale Cig Covid-19 almeno fino a Natale. Il prolungamento potrebbe essere selettivo, nel senso che interesserà le aziende che ne hanno veramente bisogno, anche facendo riferimento al calo del fatturato subito.

Per le imprese, invece, che rinunciano alla Cig Covid-19, e fanno quindi rientrare a pieno ritmo i lavoratori, si ipotizza, anche, un incentivo, sotto forma di decontribuzione di 2-3 mensilità, a condizione però che non licenzino per i successivi 6-9 mesi. “

Fonte: sole24ore
Articolo completo: https://lnkd.in/dz9evZn

Garanzia del Fondo PMI al 100% fino a 30.000 euro con durata a 10 anni

“Garanzia al 100% su finanziamenti fino a 30.000 euro con durata fino a 10 anni e, per le rinegoziazioni di debito, obbligo di erogazione di credito aggiuntivo in misura pari almeno al 25%.

Queste le principali novità all’art. 13 del DL 23/2020, approvate ieri dalla Camera in sede di conversione del decreto liquidità (che passerà ora all’esame del Senato).”

La “nuova” lett. m), post passaggio alla Camera, chiarisce anzitutto che tra i soggetti beneficiari rientrano anche le associazioni professionali e le società tra professionisti (non soltanto, quindi, gli esercenti arti e professioni in forma individuale), nonché gli agenti e subagenti di assicurazione e i broker, dopodiché:

– alza da 25.000 a 30.000 euro il tetto massimo del finanziamento;

– sostituisce il parametro unico del 25% dei ricavi risultanti dall’ultimo bilancio depositato o dichiarazione fi- scale presentata, con i due parametri di cui ai num. 1) e 2) della lett. c), ossia, alternativamente, il doppio della spesa salariale annua del 2019 o dell’ultimo anno disponibile o il 25% del fatturato 2019;

– consente di ricorrere a idonea documentazione, di- versa dall’ultimo bilancio depositato o dichiarazione fi- scale presentata (anche mediante autocertificazione), alla generalità dei beneficiari e non più soltanto a quel- li costituiti dopo il 1° gennaio 2019.

L’estratto dell’articolo sopra riportato riassume le principali modifiche apportate dalla Camera in sede di conversione del Decreto Liquidità (che passerà ora all’esame del Senato). Sono sicuramente utili ed interessanti quelle relative all’incremento sia dell’importo – da 25.000 a 30.000 – dei finanziamenti garantiti al 100%, sia della durata da 6 a 10 anni, in quanto riguardano una platea molto ampia di PMI e professionisti; al riguardo le modifiche consentono anche ai soggetti già finanziati di chiedere l’adeguamento del finanziamento alle nuove condizioni.

“Per le operazioni di “rinegoziazione del debito” di cui alla lett. e), non comprese, come accennato, tra quelle per le quali il rilascio delle garanzie può estendersi a beneficiari con le predette esposizioni, le novità consi- stono invece nel fatto che, per fruire della garanzia pubblica nella misura dell’80% rilasciata dal Fondo PMI, non basta più l’erogazione di credito aggiuntivo in misura pari al 10%, bensì al 25%, fermo restando che ta- le maggiore percentuale varrà solo per i finanziamenti deliberati in data successiva all’entrata in vigore della legge di conversione del DL 23/2020 (fino ad allora continua a valere la regola del 10% di credito aggiuntivo).

Leggendo attentamente le ulteriori modifiche, riteniamo sia molto più interessante la modifica apportata alla lett. e) dell’art. 13 del D.L. Liquidità poiché sarà possibile, per le operazioni di rinegoziazione del debito, ottenere Finanza aggiuntiva in misura pari non al 10% bensì al 25%.

Questa modifica consentirà di facilitare le rinegoziazione delle linee di credito di moltissime PMI mettendo a loro disposizione anche quel minimo di Finanza necessaria per la loro ripartenza.

Fonte articolo https://www.eutekne.info/Sezioni/Articolo.aspx?ID=788127

Difendere i contratti commerciali dal virus Covid – 19

L’Impresa e le misure per far fronte all’emergenza

L’emergenza Coronavirus rischia di diffondersi esponenzialmente sul mondo dell’Impresa, ripercuotendosi – anzitutto – sui contratti commerciali e generando un sicuro effetto a catena di responsabilità.

È inevitabile, infatti, che possa risultare compromessa la conclusione o l’esecuzione di rapporti contrattuali; nonché il profilarsi più di un’ipotesi di inadempimento da parte di quelle imprese che, in buona fede, abbiano in precedenza assunto impegni e che, oggi, a causa della crisi epidemiologica, non siano più in grado di rispettarli.

Sono innumerevoli le ipotesi prospettabili: drastico calo di fatturato nel settore alberghiero; il maturare di penali da ritardo sulle consegne; cancellazione di prenotazioni e/o ordini per delle società impegnate, a loro volta, da contratti verso terzi già firmati; riduzioni di personale; aggravio della gestione per l’attività di import/export a seguito dei maggiori controlli approntati dalla autorità pubbliche.

Le aziende certamente non intendono sottrarsi ai contratti, semplicemente oggi, le condizioni sono diverse da quelle che c’erano al momento dell’accordo e ciò non per volontà propria. Pertanto, è necessario che si dimostrino reattive, azionando subito le opzioni presenti nell’ordinamento nazionale e nella prassi del commercio internazionale, per evitare – o quanto meno contenere – i danni e le pretestuose richieste da parte di terzi.

Per far fronte a tali difficoltà ed al fine di uscire da situazioni di rischio e, dunque, contenere gli effetti negativi della crisi, occorre approntare, quanto prima, un’accurata analisi dei singoli contratti in corso, al fine di farne emergere con tempestività le diverse criticità, nonché adottare ogni e più opportuna soluzione che il diritto offre.

Grande attenzione va, dunque, oggi rivolta alle clausole di forza maggiore e salvaguardia, di eccessiva onerosità sopravvenuta, ai termini essenziali, al diritto di recesso e alle penali da ritardo.

Far valere eccezioni quali impossibilità sopravvenuta, forza maggiore, eccessiva onerosità sopravvenuta dipende dalla specificità delle singole imprese.

 Occorre però distinguere tra diverse ipotesi, a seconda della concreta ricaduta dell’epidemia sull’attività dell’impresa.

In primo luogo, se l’epidemia coronavirus ha reso impossibile una determinata prestazione, si rientra nell’ipotesi della forza maggiore (force majeure). Diversamente, nel caso in cui il coronavirus non incida sul rapporto come caso di forza maggiore, si potrebbe rientrare nella causa di eccessiva onerosità sopravvenuta (hardship), la situazione in cui la prestazione è ancora possibile, ma non più conveniente.

La parola d’ordine nei rapporti commerciali dovrà essere rinegoziare, rivedere scadenze e impegni, agire con la dovuta diligenza per consentire l’adempimento.

Per concludere, solo da una preliminare, necessaria mappatura completa dei singoli contratti, l’interprete potrà ricavare il raggio di ampiezza delle eccezioni e dei comportamenti da suggerire all’impresa per salvaguardare l’interesse e, spesso, la sua stessa sopravvivenza nel contesto emergenziale che stiamo vivendo.

Proveremo ad approfondire tali questioni nella giornata di domani nel corso della diretta Facebook organizzata da Consulting For Innovation con l’intervento dell’Avv. Giulio Tescione

Per partecipare clicca qui:

COME FINANZIARE E RICEVERE LIQUIDITA’ IMMEDIATA PER LA TUA IMPRESA IN QUESTO MOMENTO DI EMERGENZA

La mappa delle misure per il sostegno finanziario alle imprese

Gentile Imprenditore,

riteniamo utile in questa situazione di emergenza porre alla sua attenzione alcuni degli strumenti messi in campo a supporto delle PMI, iniziative avviate per aiutare gli imprenditori a far fronte a pagamenti ed impegni finanziari.

Di seguito le principali misure che riguardano le PMI:

11 MARZO 2020

ADDENDUM ALL’ ACCORDO ABI PER IL CREDITO 2019

 SOSPENSIONE MUTUI E LEASING IN FAVORE DELLE IMPRESE DANNEGGIATE DALL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA “COVID – 19” – ISTRUZIONI PER LE IMPRESE

Due sono le richieste possibili:

  • SOSPENSIONE pagamento quota capitale delle rate fino ad un anno: applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine (mutui), anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, e alle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare. In questo ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni leasing.
  • ALLUNGAMENTO MUTUI FINO AL 100% della durata residua dell’ammortamento (quindi può raddoppiare). Per il credito a breve termine e agrario di conduzione il massimo è pari rispettivamente a 270 giorni e a 120 giorni.

Con riferimento a questa iniziativa deve evidenziarsi che alcune Banche già si erano mosse in maniera autonoma con l’estensione all’emergenza Coronavirus di altre misure adottate per i casi di calamità e terremoto che prevedevano Moratorie senza alcuna preventiva valutazione di merito creditizio.

Si segnala che è indispensabile ottenere anche una modifica delle attuali disposizioni di vigilanza riguardo le moratorie (cosiddetta Forbearance).

Le concessioni Forbearance sono modifiche delle condizioni originali del contratto di finanziamento / mutuo / leasing stipulato tra la Banca ed il Cliente che, in condizioni normali, riguardano clienti in difficoltà o in stato di deterioramento e, per tale motivo, sono chiare indicatrici della difficoltà del debitore e le banche hanno indicazioni di non concedere Nuova finanza per un dato arco temporale non inferiore a 12 mesi.

Nella situazione attuale la Moratoria non scaturisce da difficoltà del Cliente (l’imprenditore) ma dall’emergenza Coronavirus per cui la concessione della Moratoria non deve precludere la possibilità di concedere Nuova Finanza

11 MARZO 2020

DELIBERA DEL CONSIGLIO DI GESTIONE DEL FONDO CENTRALE DI GARANZIA

Il Consiglio di gestione, preso atto dell’Addendum all’Accordo ABI per il credito 2019, ha deliberato di adottare la conferma automatica della garanzia – senza valutazione del merito di credito – da parte del Fondo centrale sui finanziamenti per i quali venga comunicata da banche e confidi la variazione in aumento della durata del finanziamento garantito, connessa sia alla sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio-lungo termine sia all’allungamento della durata ai sensi di quanto previsto dall’Accordo e dall’Addendum.

16 MARZO 2020

DECRETO “CURA ITALIA”

SINTESI DI ALCUNI ARTICOLI DEL TITOLO III

“MISURE A SOSTEGNO DELLA LIQUIDITA’ ATTRAVERSO IL SISTEMA BANCARIO”

ART. 49: “FONDO CENTRALE DI GARANZIA PMI”

Si riportano di seguito alcune delle principali misure che, per la durata di 9 mesi dalla data di entrata in vigore del Decreto, saranno applicabili alle imprese:

  1. La garanzia del Fondo centrale PMI viene concessa a titolo gratuito;
  2. L’importo massimo della garanzia per ciascuna impresa viene elevato a 5 milioni di euro;
  3. Sono ammesse, alla garanzia del Fondo, anche le operazioni di rinegoziazione del debito a condizione che la Banca concede ulteriore Finanza per almeno il 10% dell’importo del debito residuo;
  4. La durata della garanzia del Fondo centrale PMI viene estesa in automatico ai finanziamenti per i quali le banche hanno accordato, anche di propria iniziativa, la sospensione del pagamento delle rate di ammortamento o della sola quota capitale;
  5.  Per le operazioni di investimento immobiliare nel settore turistico – alberghiero e delle attività immobiliari con durata minima di 10 anni e di importo superiore ad € 500.000,00 la garanzia del Fondo centrale PMI può cumularsi con altre forme di garanzia per cui può superare l’80%.

ART. 54: “ATTUAZIONE DEL FONDO SOLIDARIETA’ MUTUI PRIMA CASA”; COSIDDETTO “FONDO GASPARINI”

Questo articolo prevede la sospensione dal pagamento dei mutui prima casa per un periodo di 9 mesi dalla data di entrata in vigore del Decreto.

L’agevolazione è prevista per i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti che autocertificano ex art. 46 e 47 DPR 445/2000 di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo di fatturato superiore al 33% rispetto a quello conseguito nell’ultimo trimestre del 2019.

Calo di fatturato che deve essere diretta conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus. Per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).

ART. 55: “MISURE DI SOSTEGNO FINANZIARIO ALLE IMPRESE”

Questo articolo consente alle imprese   che cedono – a titolo oneroso ed entro il 31 dicembre 2020 – dei crediti verso clienti che sono “inadempienti” di trasformare le perdite fiscali scaturenti da detta cessione in crediti d’imposta.

L’inadempienza si ha in presenza del mancato pagamento del credito per il decorso di 90 giorni dalla scadenza.

Detti crediti d’imposta non possono essere superiori al 20% dei Crediti verso clienti ceduti a titolo oneroso e sono immediatamente utilizzabili in compensazione e non concorrono alla formazione del reddito d’impresa o dell’IRAP.

Lo scopo di questo intervento è quello di dare “liquidità indiretta” alle imprese attraverso il mancato esborso finanziario che si sarebbe verificato ove le PMI non avessero potuto utilizzare il credito per compensare le proprie imposte, ritenute e contributi.

ART. 56: “MISURE DI SOSTEGNO FINANZIARIO ALLE PMI COLPITE DALL’EPIDEMIA COVID 19”

Si riportano di seguito alcune delle principali misure contenute nell’articolo in esame.

Previa comunicazione – accompagnata da un’autocertificazione di cui all’art. 47 DPR 445/2000 – le microimprese e le PMI che ritengono di aver subito dei danni dall’epidemia COVID 19 possono richiedere che:

  1. Tutte le linee di credito a revoca (ad es: fido di cassa) ed a fronte di anticipi su crediti (ad es: anticipo fatture, anticipo POS, anticipo export, anticipo RIBA, ecc.) in essere alla data del 29 febbraio 2020 non vengano revocate fino al 30 settembre 2020;
  2. Il pagamento delle rate di tutti i mutui, finanziamenti rateali e delle operazioni di leasing venga  automaticamente sospeso fino al 30 settembre 2020 senza alcuna formalità;
  3. Tutti i finanziamenti non rateali (ad es: fin – import, finanziamenti bullet, ecc.) con scadenza prima del 30 settembre 2020 vengano automaticamente prorogati fino a tale data senza alcuna formalità.

La misura si applica alle micro, piccole e medie imprese ed anche ai professionisti ed alle ditte individuali appartenenti a tutti i settori produttivi (Chiarimento MEF)

L’impresa deve essere in bonis, vale a dire che non ha posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate, ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. In particolare, non deve avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni (Chiarimento MEF)

Le misure previste nel Decreto Legge «Cura Italia» non vengono considerate come misure di forbearance (tolleranza) nell’accezione utilizzata della Autorità di vigilanza europee e quindi può ricorrere alle moratorie anche l’impresa che comunque è in bonis anche se ha già ottenuto misure di sospensione o ristrutturazione dello stesso finanziamento nell’arco dei 24 mesi precedenti (Chiarimento MEF.)

MISURE FINANZIARIE MESSE IN CAMPO DA ALCUNI ISTITUTI DI CREDITO

INTESA SANPAOLO STANZIA 15 MILIARDI DI EURO

  1. 5 MILIARDI DI NUOVO PLAFOND PER LINEE DI CREDITO AGGIUNTIVE

Le nuove linee di credito aggiuntive rispetto a quelle preesistenti avranno una durata di 18 mesi (meno un giorno), di cui 6 di pre-ammortamento, con condizioni favorevoli, a partire dalle spese di istruttoria.

Tali linee possono essere concesse a clienti e non clienti che al momento non beneficiano di linee di credito disponibili.

In base alle informazioni in nostro possesso rientrano tutte le imprese con un Rating fino a M4 e la decisione sulla concessione del credito può dipendere anche dal settore di appartenenza delle imprese.

E’ possibile altresì che le Spese di istruttoria vengano azzerate.

  • 10 MILIARDI DI LIQUIDITA’ PER LA GESTIONE DEI PAGAMENTI URGENTI

Trattasi di linee di credito già deliberate a favore dei clienti Intesa Sanpaolo per le loro esigenze di liquidità con finalità ampie e flessibili, quali la gestione dei pagamenti urgenti.

  • MORATORIA “INTESA”

La “Moratoria di Intesa Sanpaolo” è stata annunciata il 24 febbraio, e prevede la sospensione per 3 mesi delle rate dei finanziamenti in essere (per la sola quota capitale o per l’intera rata) prorogabile per altri 3/6 mesi in funzione della durata dell’emergenza.

MONTE DEI PASCHI DI SIENA STANZIA 5 MILIARDI DI EURO

  1. PROROGA ANTICIPI

L’intervento prevede, a favore dei clienti performing MPS, che hanno affidamenti sul capitale circolante (Anticipi fatture, import, export, pos, RIBA) la proroga fino a 12 mesi delle linee di credito.

  • FINANZIAMENTI A MEDIO LUNGO TERMINE

L’intervento prevede, a favore dei clienti performing MPS, un finanziamento:

  1. Chirografario a 7 anni con 12 mesi di pre – ammortamento;
  2. Ipotecario a 10 anni con 12 mesi di pre – ammortamento

Il finanziamento viene concesso per le esigenze di liquidità delle aziende colpite dall’emergenza COVID 19 e rientrano tutti i clienti fino al Rating D1.

Non rientrano le operazioni di consolidamento di debiti bancari di terzi ed è prevista la gestione diretta della Banca che deposita le somme su un conto dedicato al fine di utilizzarle per saldare i debiti verso i terzi (fornitori in primis).

  • MORATORIA “MPS”

L’intervento, a favore dei clienti performing MPS, prevede:

  1. La sospensione della quota capitale di tutti i mutui, finanziamenti rateali e delle operazioni di leasing  fino al 30 settembre 2020 senza alcuna formalità;
  2. Allungamento della durata dei finanziamenti rateali e delle operazioni di leasing in scadenza fino al 30 settembre 2020.

BPER BANCA

  1. FINANZIAMENTI A MEDIO LUNGO TERMINE

BPER Banca stanzia la prima tranche di un plafond e di 100 milioni di euro per finanziare privati, liberi professionisti, artigiani, commercianti e piccoli operatori economici:

  1. Il tasso di interesse applicato per finanziamenti fino a 10.000 euro è dello 0% nei primi sei mesi, dai mesi successivi si applica il tasso dell’1%
  2. Per finanziamenti di importi superiori ai 10.000 euro il tasso di interesse è dell’1% sia sul preammortamento che sulla durata residua

Non sono previste spese di istruttoria. La durata dei finanziamenti è di 36 mesi.

  • MORATORIA “BPER BANCA”

PRIVATI: la clientela che ha subito dei danni, anche di carattere economico – potrà richiedere la sospensione delle rate, per un massimo di 12 mesi, optando tra la sospensione dell’intera rata e quella della sola quota capitale.

IMPRESE: sarà possibile richiedere la sospensione delle rate, per un massimo di 12 mesi, dei finanziamenti oppure allungarne la scadenza, attraverso il ricorso all’Accordo per il Credito 2019 previsto dall’ABI. La misura è valida per aziende che hanno subito un danno, anche di carattere economico.

BANCO BPM

  1. FINANZIAMENTI A BREVE TERMINE

BPM metterà a disposizione delle imprese colpite dall’Emergenza COVID 19 delle nuove linee di credito aggiuntive rispetto a quelle preesistenti che avranno una durata di 24 mesi di cui 9 di pre-ammortamento, con condizioni favorevoli.

In base alle informazioni in nostro possesso tali linee di credito verranno concesse per sostenere l’attività caratteristica delle imprese.

La Consulting for Innovation, in questo momento di emergenza, vuole offrire un supporto gratuito alle imprese, attraverso il confronto con il proprio team di professionisti, aiutando l’imprenditore a scegliere le giuste soluzioni e gli strumenti finanziari adatti.

Per maggiori informazioni clicca qui: https://consultingforinnovation.it/covid19

Rating

Accesso al credito, il Rating è ancora sottovalutato

Segnaliamo un articolo di Italia Oggi che evidenzia l’importanza del RATING per l’accesso al credito delle PMI.

Riteniamo l’articolo molto interessante in quanto conferma quanto da tempo Consulting for Innovation va “professando” con i propri corsi di formazione per gli Imprenditori.

Oggi è indispensabile che le imprese lavorino costantemente per migliorare gli indicatori necessari ad avere un buon RATING.


Al riguardo segnaliamo gli strumenti che la CFI mette a disposizione delle imprese, ovvero il Dossier Rating ed il Rating Advisory.

Strumenti utili per colore che vogliono avviare un percorso virtuoso per facilitare il loro accesso al credito, ridurre i costi del credito e le garanzie rilasciate al sistema bancario.

https://www.italiaoggi.it/news/accesso-al-credito-il-rating-e-ancora-sottovalutato-2417868?fbclid=IwAR3dh5jQxZ4F7YtAtM1cVED8aWrtSHH_JzcaRfAIQfYAW3b89LHr1fwf2jo

Crisi_dimpresa

Crisi d’impresa: a rischio otto su cento

Riteniamo utile segnalare il Rapporto Cerved sui Bilanci 2018 poichè, da un’attenta analisi del documento, si evince che i nuovi Allert aziendali introdotti dalla Riforma sulla crisi d’impresa, colpiscono in misura rilevante soprattutto le microimprese e le Pmi.

Si conferma di conseguenza l’esigenza che gli imprenditori, soprattutto quelli che gestiscono le aziende di minori dimensioni, si attivino ed organizzino in quanto è necessario un “cambio culturale” nella gestione delle imprese, che deve avvenire anche attraverso investimenti in formazione sia finanziaria che gestionale.

https://www.ilsole24ore.com/art/allerta-crisi-d-impresa-rischio-otto-societa-100-ACy32LGB

Pmi_italiane

Pmi italiane: pronte per una nuova decade?

Indagine di Modefinance sullo stato di salute delle PMI italiane dopo il Credit Crunch degli anni passati. Emerge, da un lato, la lenta crescita del fatturato e riduzione dell’indebitamento netto, dall’altro, la difficoltà di far corrispondere alla crescita del fatturato un rilevante aumento della redditività aziendale.

https://blog.s-peek.com/it/posts/pmi-italiane-pronte-per-una-nuova-decade-b6c9f9037ce9

crisi d'impresa

Una bomba a orologeria contro gli Amministratori

Segnaliamo un interessante articolo che mette in evidenze i rischi che, a seguito delle riforma sulla crisi d’impresa, corrono gli Amministratori delle società che sono esposti a possibili azioni di risarcimento danni dai creditori della società stessa. Praticamente oggi amministrare una società significa mettere a rischio il proprio patrimonio e la propria casa. L’argomento è sottovalutato e poco conosciuto e per questo motivo costituirà uno Focus su cui Consulting For Innovation incentrerà i prossimi corsi di formazioni per Imprenditori

Fonte

https://www.italiaoggi.it/news/una-bomba-a-orologeria-contro-gli-amministratori-2420250

Elaborati i sette indici di allerta per far emergere la crisi.

Nuovi Indici di allerta predisposti dal CNDCEC., ne sono stati individuati 7 da applicare in sequenza tra di loro.

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha stilato la bozza dei possibili parametri che potrebbero condurre le aziende allo stato di crisi e di conseguenza portare all’attivazione della procedura d’allerta, punto cardine dell’ultima riforma della Legge fallimentare.

Il ruolo dei professionisti affidato dal Codice della crisi, è quello di definire un pacchetto di indici ogni tre anni, che consentano alle aziende di individuare per tempo lo stato di crisi.

Tali indici, contenuti nella bozza redatta dall’Ordine dei commercialisti, si basano principalmente su grandezze di natura quantitativa, puntando soprattutto a minimizzare il numero di falsi positivi, ovvero il rischio di segnalare imprese di cui è prevista un’insolvenza che poi in realtà non si verificherà.

Significativo l’inserimento del calcolo del DSCR (Debit Service coverage ratio) l’indice utilizzato dal sistema creditizio, per valutare la capacità delle imprese di rimborsare i propri debiti finanziari, Valori di questo indice superiori a 1, rendono evidente la capacità prospettica di sostenibilità dei debiti su un orizzonte di 6 mesi, valori inferiori a 1 la relativa incapacità.

Per cui diventa prevedibile che questi indici verranno tenuti in grande considerazione da parte delle banche e dalle società Fintech, in fase di adeguamento dei loro sistemi di determinazione del RATING delle PMI.

Consulting for Innovation, società di consulenza proattiva alle imprese, con il suo team di professionisti specializzati, si propone di essere un partner per le imprese e i cittadini, operando con professionalità e affidabilità, al fine di accompagnare e supportare il cliente nelle strategie più adatte da utilizzare.

Fonte: Il Sole 24 Ore

industria 4.0

Parole chiave nel programma di Governo: Industria, Innovazione e Impresa 4.0

Il documento definitivo del programma di governo vanta numerose novità rispetto alla bozza pubblicata martedì, tra cui una parola chiave per il panorama imprenditoriale italiano, ovvero Impresa 4.0.

Il terzo punto del programma è quello relativo all’industria, che enuncia:

 “il sistema industriale del nostro Paese sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma ha in sé grandi potenzialità per affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza”.

Si parla, inoltre, all’interno del programma esplicitamente di quarta rivoluzione industriale e di Impresa 4.0:

“Siamo una realtà nella quale la produzione di massa incontra la capacità di personalizzazione del prodotto. La presenza di unità economiche di piccola e media dimensione (settori artigianali, design, manifattura) ci consentono flessibilità nei processi e adesione alle richieste del mercato. Oggi la sfida è quella dell’innovazione connessa a una convincente transizione in chiave ambientale del nostro sistema industriale, allo sviluppo verde per creare lavoro di qualità, alla piena attuazione dell’economia circolare, alla sfida della “quarta rivoluzione industriale”: digitalizzazione, robotizzazione, intelligenza artificiale. Il piano Impresa 4.0 è la strada tracciata da implementare e rafforzare. Il Governo intende inoltre potenziare gli interventi in favore delle piccole e medie imprese”.

Altro punto molto interessante per le imprese è l’ampliamento della tematica PMI e innovazione che prende consapevolezza che “un grande Paese industriale come l’Italia debba porsi come obiettivo l’innovazione tecnologica quale vettore di crescita economica, favorendo l’aumento degli investimenti privati, ancora troppo lontani dalla media europea, in start-up e PMI innovative”. Il programma sottolinea che il panorama italiano necessita di rinnovare le competenze digitali, perciò il progetto di innovazione e digitalizzazione “costituisce una misura particolarmente efficace per contribuire allo sviluppo e alla crescita economica e culturale del Paese”. Il formarsi su competenze che il cambiamento digitale richiede rappresenta una priorità, una conditio sine qua non per rimanere o entrare all’interno del mercato del lavoro, in ogni settore.

Consulting for Innovation, società di consulenza proattiva alle imprese, supporta le imprese a 360° e si impegna da sempre nel sostenere i processi di digitalizzazione come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato. Organizza Corsi di Formazione per Imprenditori, fondamentali per guidare al meglio la propria azienda, in un era di continuo cambiamento.