AZIENDE IN DIFFICOLTA’: COSA PREVEDE LA LEGGE DI BILANCIO 2021

L’art. 1 co. 207 della Legge n. 178 del 30 dicembre 2020 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”, ha sospeso fino al 31.01.2021 i termini di scadenza relativi a cambiali e altri titoli di credito, nonché ad ogni altro atto avente efficacia esecutiva.

La sospensione opera a favore dei debitori e obbligati, anche in via di regresso o di  garanzia (salva la facoltà degli stessi di rinunciarvi espressamente), non solo sui termini per la presentazione al pagamento, ma anche sui termini per la levata del protesto o delle constatazioni equivalenti, nonché sui termini previsti all’art. 9, co. 2, lett. a) e  b), della L. n. 386/1990 sulla revoca delle autorizzazioni ed al successivo art. 9 bis, co. 2 sul preavviso di revoca, e, infine, sul termine per il pagamento tardivo dell’assegno, previsto dall’art. 8, co. 1, della stessa L. n. 386/1990 cit.

Dunque, sino al 31.01.2021, i creditori non potranno procedere con l’esecuzione di protesti o contestazioni equivalenti.

Per quanto attiene, invece, a tutti i protesti levati dall’01.09.2020 – che, quindi, risultano privati retroattivamente di ogni efficacia – gli stessi non dovranno essere trasmessi dai pubblici ufficiali alle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Ove già pubblicati, le Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura provvederanno d’ufficio alla loro cancellazione dal relativo registro informatico.

Tanto per come previsto dall’articolo 11 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, che trova, dunque, nuova ed ulteriore applicazione.

Per effetto, i titoli di credito, la cui scadenza risulta sospesa fino al 31.01.2020, dovranno essere nuovamente presentati all’incasso e, poi, protestati allo spirare di tale nuova scadenza, nel caso di infruttuoso recupero del credito.

Si precisa infine che il debitore, qualora avesse già provveduto al pagamento degli importi sottesi ai diversi titoli di credito, non potrà richiedere il rimborso di quanto corrisposto. Ciò in quanto l”assegno presentato al pagamento durante il periodo di sospensione è comunque pagabile nel giorno di presentazione.

Avv. Giulio Fortunato Tescione