Affari sui social, Confindustria lancia Vic Digital!

Le aziende venderanno proprio li, però prima devono investirci.

I social sono nati con lo scopo di favorire le interazioni tra gli utenti. Ma oggi, sempre più, sono soprattutto le aziende a volerne occupare un posto all’interno. Le vendite si sono spostate sulle piattaforme on-line, e se non sei presente on-line ormai la tua azienda può considerarsi invisibile. Non sono solo gli e-commerce, per vendita di prodotti al dettaglio, ad essersi spostati sulle piattaforme digitali. Sono anche le imprese dei vari settori che iniziano a comprendere l’esigenza che il mercato richiede la loro presenza on-line. In Italia questa consapevolezza non è ancora del tutto radicata, sono numerose le imprese che considerano la comunicazione social come un plus, qualcosa di improvvisabile, senza dedicargli la giusta attenzione ed il giusto budget.  Raccontare la propria storia, le persone che ne fanno parte e fidelizzare i clienti, in un’unica parola studiare strategie web ad hoc, questo vuol dire comunicare efficacemente oggi, per ottenere dei risultati concreti. Sono numerosi anni ormai che si parla dell’importanza della comunicazione social anche per le aziende, a conferma di ciò recentemente è intervenuta anche Confindustria, avviando il progetto Vic Digital, un servizio di formazione, comunicazione e consulenza sulla comunicazione ed il marketing digitale.

Come ha spiegato Antonio Deruda, senior trainer del progetto europeo “Vivere Digitale” di Facebook, docente alla Luiss e coordinatore della comunicazione on-line della presidenza italiana al G7

Le aziende dovranno organizzarsi per una comunicazione che sarà sempre più one to one più che a tutti, significherà relazionarci direttamente col singolo utente via messenger, instagram e whatsapp. In secondo luogo si dovrà entrare nell’ottica di vendere direttamente dai social. Il terzo, ineludibile elemento, comporta dotarsi di un budget perché le pagine aziendali su Fb avranno sempre meno visibilità, a meno che i contenuti non siano sponsorizzati. Bisognerà pensare a Facebook sempre più come un servizio a pagamento e tenere presente che in futuro dal comunicare al vendere si farà tutto sui social.”

 La Consulting for innovation, crede fortemente nell’innovazione e nel cambiamento innovativo. Attraverso il pool di professionisti specializzati, supporta le imprese a 360 gradi, fornendo loro i servizi necessari ad ogni esigenza.

Rating Advisory: l’elemento fondamentale per le PMI

È stato pubblicato di recente dalla Fondazione e dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili un documento molto importante il “Rating Advisory e Pianificazione Finanziaria alla luce dell’evoluzione del quadro regolamentare: il nuovo rapporto banca-impresa e il ruolo del Commercialista”.

Questo documento spiega ai commercialisti l’importanza oggi per le PMI di un’attività di assistenza di un vero e proprio Rating advisor. Il sistema creditizio risente dei requisiti sempre più stringenti di capitale per le banche, diventa quindi necessario avere contezza della valutazione del rischio, un ruolo che spetta al commercialista che deve implementare la sua attività con servizi di rating advisory per l’impresa, con lo scopo di facilitare l’accesso al credito per le Pmi.

L’espressione alfa numerica del rating è una operazione di valutazione di differenti componenti opportunamente ponderati e sintetizzati attraverso una formula di calcolo, ciò avviene tramite l’analisi di tre aree fondamentali: analisi andamentale, qualitativa e quantitativa.

I dati andamentali riguardano i rapporti storici dell’azienda con il sistema creditizio, in questa fase un ruolo importante è rivestito dalla Centrale Rischi Banca d’Italia. Tali informazioni vengono elaborate al fine di determinare un indice rappresentativo della probabilità di default. Gli aspetti qualitativi nella maggior parte dei casi derivano da informazioni di natura non economica relative all’azienda stessa o al settore di appartenenza. Gli aspetti quantitativi prevedono una verifica dei documenti di chiusura degli ultimi esercizi sui quali viene effettuata una normale analisi di bilancio per visualizzare la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa. Per le Pmi, oggi, avere il supporto di un professionista che svolge l’attività di Rating Advisory è un’esigenza fondamentale, in quanto  fornisce un quadro chiaro della situazione economica-finanziaria, e della percezione che il sistema bancario ha dell’azienda cliente.

Il dossier rating, strumento oggi indispensabile, proposto da CONSULTING FOR INNOVATION SRL, consente una periodica valutazione del merito creditizio della PMI in linea con i criteri applicati dal sistema creditizio, è inoltre caratterizzato per una capacità proattiva di analisi che risponde a pieno alle nuove esigenze del sistema bancario di valutare efficacemente i propri clienti. 

Cfo e rivoluzione digitale: un ruolo che si sta trasformando!

Con la rivoluzione digitale sono notevolmente cambiati gli strumenti a disposizione delle aziende per poter sostenere la propria attività. Peer-to-peer lending, invoice trading, crowdfunding e molte altre le alternative valide e più flessibili rispetto ai metodi tradizionali. Ma non è solo l’ambito finanziario ad essere cambiato, la digitalizzazione è presente in ogni ambito, con strumenti di supporto per le aziende, che facilitano i compiti quotidiani e creano ogni giorno valide alternative. Il Cfo, Chief Financial Officer, ovvero il direttore finanziario è tra i ruoli manageriali più esposti alla rivoluzione digitale. Come cambierà il suo ruolo? A questo quesito ha risposto Sergio Zocchi, amministratore delegato di October Italia, piattaforma europea di finanziamento on line per le imprese, durante un’intervista di ItaliaOggi.

«La digitalizzazione ha aperto nuove opportunità per chi si occupa di gestire la struttura finanziaria aziendale», spiega Zocchi, «la flessibilità dei nuovi canali di finanziamento rispetto a quelli tradizionali richiede un cambio di mentalità. Occorre partire dalla specifica esigenza per individuare la soluzione più adatta».

Sempre più spesso, le interpretazioni dei dati chieste al Cfo si estendono anche su ambiti di competenza apparentemente lontani. Ad esempio secondo il 60% dei direttori finanziari intervistati dal rapporto Accenture hanno rilevato un aumento nella domanda di interpretazioni in ambito marketing, Crm e social media.

«Il Cfo, per la natura della sua attività, già nelle aziende di più piccole dimensione, è da sempre il primo depositario dei dati aziendali e il gestore dei principali sistemi informativi e questo lo ha reso il più naturale candidato a essere figura fondamentale nella trasformazione digitale», aggiunge Andrea Pietrini, Managing Partner di YourCfo, azienda di Cfo service leader sul mercato italiano, «Peraltro la discontinuità ambientale e competitiva che stiamo vivendo in questi anni, lo ha fatto assurgere a figura chiave anche dal punto di vista strategico, non solo per la necessità di dare al board o all’imprenditore risposte tempestive e data driven della situazione aziendale, ma anche per saper introdurre in azienda strumenti innovativi nella funzione Afc a supporto della complessiva strategia aziendale. Da questo punto di vista, ad esempio, l’utilizzo di soluzioni fintech innovative può creare un significativo vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti che si fermano a strumenti più tradizionali».

Consulting for Innovation supporta le imprese a 360° e si impegna da sempre nel sostenere i processi di digitalizzazione come elemento fondamentale di cambiamento che rende un’azienda competitiva sul mercato.

Fonte: ItaliaOggi

innovazione

La comunicazione social che valorizza il made in Italy: la tradizione che utilizza l’innovazione

Valorizzare un’azienda ricca di storia e tradizione nell’era digitale è un passo ormai necessario. Con il passare degli anni, anche le aziende storiche hanno la necessità di rinnovare il loro marchio rafforzandone la brand identity, nonostante abbiamo alle spalle una lunga tradizione che parla per loro. Ma purtroppo anche quando si riesce a costruire nel tempo un’azienda solida e con una grande storia si corre il rischio di essere maggiormente imitati andando incontro al cosiddetto italian sounding, fenomeno che fa riferimento all’imitazione di un prodotto/denominazione/marchio attraverso un richiamo alla presunta italianità, che sottrae grandi fette di mercato.

Come aggirare il problema?

Su questo la comunicazione e le piattaforme social possono essere, per molte imprese, un grande strumento, se utilizzati nel giusto modo. Raccontare la produzione di un prodotto, le fasi della lavorazione attraverso le quali viene fuori la qualità può essere un fattore determinante, che attraverso la comunicazione social diventa elemento di valore aggiunto. I luoghi ed il territorio nel quale nasce l’azienda, può essere un ulteriore elemento da raccontare, che insieme ai precedenti costituisce la brand identity di un’azienda. Questi, e molti altri, sono fattori importanti agli occhi dei millennials, che oggi osservano e tengono molto conto della comunicazione di un brand. Il consumatore oggi è molto più informato rispetto ad un tempo, e prima di acquistare un prodotto ne ricerca ogni dettaglio dato un vasto mercato di prodotti con tutte le informazioni a portata di click. In questo scenario, sempre più ricco di alternative, la narrazione diventa elemento distintivo e necessario per tutte le aziende, piccole o grandi, appena nate o con una forte tradizione alle spalle.

La Consulting for innovation, attraverso il pool di professionisti specializzati, supporta le imprese a 360 gradi, fornendo loro i servizi necessari ad ogni esigenza.